Cedro di piazza Campello: il sindaco Molteni risponde alle minoranze
Pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dall'opposizone, con le considerazioni del caso.
Riceviamo e pubblichiamo la mail diffusa dalle minoranze del Comune di Sondrio.
Sul fondo della via, il cedro in questione.
Abbiamo ricevuto la risposta del Sindaco all' interpellanza avente ad oggetto il taglio del cedro e la riqualificazione di Piazza Campello. Nel renderla pubblica, ci atteniamo allo scopo iniziale, ovvero quello di fornire risposte ai molti interrogativi dei cittadini e in primo luogo dei promotori della petizione contro il taglio della pianta, a cui fino ad oggi l' amministrazione non aveva voluto rispondere.
Ora ciascun cittadino avrà gli strumenti per valutare la posizione ufficiale dell' amministrazione sulla questione.
All' atto della presentazione dell' interpellanza ci eravamo detti che il nostro compito dovesse terminare qui, una volta ottenute le risposte alla legittima richiesta dei molti cittadini interessati alle sorti del cedro.
Tuttavia, alla luce dei contenuti della replica, non possiamo esimerci da alcune "spigolature".
Questa dunque in sintesi la risposta del Sindaco:
il progetto di riqualificazione della piazza Campello è considerato valido sotto il profilo urbanistico e progettuale, non subirà alcuna variazione e verrà approvato nella versione presentata al pubblico ad ottobre. Quindi, senza cedro.
Anche se non vi è una risposta esplicita alla precisa domanda, si deduce che non è stata valutata (né a questo punto verrà mai fatto) alcuna ipotesi progettuale alternativa che preveda il mantenimento della pianta. Insomma, si tira dritto.
Su questo punto ci viene spontaneo chiedere: perché non si è approfittato della lunga pausa invernale dei lavori, tutt'ora perdurante, per provare a studiare delle alternative e renderne pubblico l' esito? Non sarebbe stato un gesto di sensibilità e attenzione nei confronti dei molti cittadini che esprimevano un così forte legame affettivo nei confronti della pianta?
Tra i delusi, sicuramente ci sarà anche il Presidente di A.S.M.nonchè autorevole esponente della maggioranza Nicola Giugni, che all' indomani della divulgazione dei dati della perizia che escludevano che il cedro fosse malato così commentava la notizia su un noto giornale on-line: "Bisognerebbe integrare la presenza del cedro nel progetto di riqualificazione della Piazza: non sembra impossibile"
Molteni infine ritiene ancora attuale la relazione naturalistica eseguita nel 2008 dalla dott.ssa Cicardi su indicazione dell' amministrazione e dagli attuatori dell' intervento. Le valutazioni in essa contenute sarebbero secondo il sindaco in linea anche con la perizia botanica commissionata dal comitato cittadino a favore del cedro(!!)
Premesso che, con tutto il rispetto per il lavoro di carattere descrittivo della naturalista, solo la perizia è stata effettuata sulla base di rilievi scientifici e da parte di personale abilitato a tali indagini, è interessante andare a vedere quali sono gli esempi fatti dal sindaco per sottolineare questa presunta identità di vedute tra i due documenti.
Punto primo: la non ottimale struttura dell' albero.
Ecco cosa dice la perizia: "la struttura dell' albero...seppur non ottimale dal punto di vista biomeccanico, non appare così indebolita da rendere incompatibile la sua conservazione con l' esigenza di garantire un livello adeguato di sicurezza". Finale a sorpresa, forse era sfuggito...
Poi: la necessità di ricorrere a interventi di potatura.
Sì, servono periodiche potature ..."come d' altronde per qualsiasi altro albero" aggiunge nella lettera accompagnatoria alla perizia il dottore forestale incaricato...e aggiungiamo anche noi, che dottori forestali non siamo!
Ancora, Molteni, disserta sul fatto che "i cedri sono piante piuttosto fragili nella struttura, come abbiamo potuto vedere con le recenti nevicate di quest'anno che hanno costretto a drastiche potature..".
Già, moltissime piante cittadine (citate una a una dal sindaco) hanno avuto i rami spezzati e hanno subito potature di sicurezza in occasione delle nevicate di dicembre. Una no, però, come empiricamente cittadini e stampa hanno constatato: il vecchio cedro di Piazza Campello!
L' esito finale della perizia è chiaro: si escludono malattie alla pianta e si ritiene che il cedro sia conservabile, programmando adeguati interventi di potatura da considerarsi ordinari per tali piante.
Conclusione: prima dell' esito della perizia, la motivazione di una supposta malattia del cedro e della sua "pericolosita''"era stata ampiamente utilizzata a sostegno del suo abbattimento, sia in commissione che in sede di presentazione pubblica.
A fronte degli ultimi sviluppi ci saremmo aspettati che questa motivazione venisse ritirata e si dicesse con chiarezza che il cedro deve essere tagliato esclusivamente in virtù di scelte progettuali ed urbanistiche, indipendentemente dal fatto che sia o meno malato, che sia bello o brutto, che sia diritto o storto.
In questo modo, anche coloro che, come noi, nutrono, al di là della questione cedro, dei dubbi più o meno grandi sul progetto di riqualificazione della piazza, avrebbero comunque riconosciuto la piena legittimità di tale scelta e apprezzato il coraggio di dire le cose come realmente stanno.
Il sindaco invece pare preferisca ancora arrampicarsi sugli specchi, o meglio...sui rami del cedro.
Può stare tranquillo che non si spezzeranno: a dispetto di tutto e di tutti è, ancora per poco, un albero di sana e robusta costituzione!
Se qualcuno però in città, dovesse sentirsi un po' preso in giro dovrà farsene,tra le frasche, una ragione: un dottore che dichiara malati i "pazienti" sani è davvero un bel paradosso!
I capigruppo Per Sondrio Faggi Sindaco, Popolari Retici, Sondrio Anch'io, Sondrio Liberale
Alleghiamo la risposta del sindaco
Egr. Sig. Consigliere Andrea Massera
quale primo firmatario dell'interpellanza
via M. Libertà, 23 - 23100 SONDRIO
OGGETTO: Interpellanza:taglio del cedro e riqualificazione della Piazza Campello -
Risposta.
In risposta all'interpellanza di cui all'oggetto, pervenuta al protocollo del Comune di Sondrio in data 22.02.2010, prot. n. 5926, comunico quanto segue:
il progetto di riqualificazione delle piazze, oggetto di una Convenzione urbanistica sottoscritta in data 15.03.2007 a seguito di studi ed accertamenti necessari anche alle valutazioni delle preesistenze, è frutto di un lungo lavoro che ha visto, alla fine, condividere un progetto complessivo, che ha portato, nella prima fase, alla realizzazione del parcheggio di piazza Garibaldi, con la sistemazione in superficie della pavimentazione della stessa e con la riqualificazione urbana delle aree limitrofe dei giardini Martinengo e Lambertenghi.
Una fase successiva ha visto la sistemazione di una prima parte della piazza Campello - lato chiesa Collegiata - prima che giungesse la stagione invernale.
Una successiva fase vedrà il completamento, dopo una campagna di scavi archeologici, della piazza Campello, secondo il progetto presentato nella commissione competente e che la Giunta approverà secondo programma.
Nel merito del cedro, la sua presenza in Piazza Campello e la compatibilità con i lavori è stata analizzata a suo tempo e supportata da valutazioni che oggi ritengo ancora attuali e che anche nella perizia richiamata nell'interrogazione vedo affermate, laddove si evidenzia che la struttura dello scheletro dell'albero non è naturale e non ottimale dal punto di vista biomeccanico, e che comunque vanno previsti interventi di potatura per prevenire possibili rotture. Infatti, come noto, i cedri sono piante piuttosto fragili nella struttura, come abbiamo potuto vedere con le recenti nevicate di quest'anno ed anche dello scorso anno, che hanno costretto Enti e privati a provvedere a drastiche potature di rami schiantati (parco della Rimembranza, giardini Merizzi, giardini Sassi, giardino privato in via Stelvio, giardino CREVAL in via Ragazzi del '99 solo per citarne alcuni).
Sulla base di quanto affermato in merito al progetto di riqualificazione delle piazza cittadine, che prevede oltretutto la posa a dimora di nuove piantumazioni, in numero molto superiore alle precedenti e visto il notevole impatto sulla fruibilità da parte della cittadinanza di uno spazio, oggi non utilizzabile, ritengo di continuare nell'attuazione di un progetto che viene già dalla passata amministrazione e che sulla rimozione del cedro non aveva visto sollevare alcuna obiezione nei numerosi passaggi pubblici e di commissione consigliare competente.
Distinti saluti.
Il Sindaco
Alcide Molteni
38 commenti
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Grande Fano!
Aggiunto il 25.08.2010
da Ammiratore di Fano
Insomma faccio una domanda: è stata violata qualche legge abbattendo quel cedro? adesso basta con queste mobilitazioni naturalistiche per qualsiasi cosa venga fatta, in Valtellina, che faccia sparire un pesce, un uccello o un albero.
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grazie per aver tagliato il cedro?????
Aggiunto il 21.08.2010
da rizla giana
Non mi resta che devolvere a voi Sig:sindaco e tutta la giunta ......affinchè voi possiate arrivare a rendervi conto , di cio' che avete scelto di fare ..... Siete pervasi da ignoranza , nel senso di coloro che non CONOSCONO , che hanno perso ogni senso dei valori ...........quindi non ci sono parole per quello che avete scelto di fare , unico sentiero da percorrere è devolverVI ogni tipo di preghiera , affinchè in un futuro voi possiate migliorarVI....Grazie .....Maritza..............
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Surrealtà
Aggiunto il 08.03.2010
da Giuseppe Miotti
Leggo i molti commenti e sono sorpreso della partecipazione anche se mi pare ci siano troppi anonimi o pseudonimi. Mi spiace per il Cedro, mi spiace per la figura di bassa lega che ci sta facendo la Giunta con le sue bugie e mezze verità. Ho preso più volte parte al dibattito sulle piazze cittadine e sulla loro riqualificazione senza Qualità. Ci vogliono abituare a vivere nella bruttezza e nel piattume, un modo come un altro per "educare" la gente e mi pare che sinistra e destra siano in gara a chi fa meglio. Anche Sondrio deve partecipare a questo progetto sociale e lo fa con esempi limpidissimi come l'altra riqualificazione, quella dell'Area Carini, un orrore da paese comunista dei bei tempi d'oro. Della Piazza Garibaldi ho già detto, ma se si deve giungere a pensare di togliere i parcheggi dalle strade per obbligare a parcheggiare nel sotteraneo della piazza vuol dire che qualcosa non funziona. In compenso i margini delle strade, specie fuori dal centro, sono un deposito di rifiuti e il giardinetto Besta alle spalle della Provincia è un letamaio (ma non mi riferisco alle cacche dei cani) ove ben si può ammirare come la nostra città tenga all'arte. Possa piacere o meno, possa essere di valore o meno, l'opera esposta nel giardino è lasciata preda dei vandali e dell'abbandono. E siamo a due passi dal centro. Il Sindaco ci dice che al posto del Cedro si farà uno spazio per favorire l'aggregazione della gente, ma a vedere Piazza Garibaldi o i già citati giardini Besta vien da sorridere. Ancor più meravigliosa è la sicurezza con cui disserta di problemi botanici e a questo proposito non posso che pensare al mio caro nonno che diceva sempre: Offelé fa el to mesté. Mi scusi Signor Sindaco non voglio offenderla, ma proporre, se c'è, uno spazio per la meditazione. In tutto questo sembra che la gente non si accorga di nulla, che si beva le incredibili affermazioni di Molteni, che si sia dimenticata del gravissimo "caso Ferrara". Adesso - che bello!- abbiamo un altro supermercato in città che dà nuovi posti di lavoro, ma nessuno ci dice quanti ne sono stati persi o se ne perderanno silenziosamente per causa sua. Purtroppo il costo di certe scelte è difficilmente quantificabile anche perché si spalma su diversi aspetti del sociale; pertanto risulta sempre (apparentemente) vincente la numerologia della crescita. Ma poi? Dove porta tutto ciò? La recente crisi economica ci sta insegnando una cosa che ancora molti, per ragioni di comodo, vogliono ignorare, e cioè che fisiologicamente non esiste la crescita illimitata e che bisogna pensare ad un'economia diversa dove la Qualità della Vita sia ai primi posti di considerazione. Oggi, ultima beffa, ci dicono che il Cedro sarà ricordato ai posteri esponendo sculture ottenute dal suo tronco: siamo veramente nella surrealtà. Perché allora non ci mettiamo anche la mummia di qualche notabile della valle? Quindi il Cedro cadrà - e la cosa non m'impressiona - per lasciare altro spazio allo squallore, squallore che non è altro che lo specchio del sistema di pensiero bypartisan che almeno da cinquant'anni ci annichilisce e che Pasolini, l'ultimo Vate della Nazione, aveva preconizzato con largo anticipo sui tempi, accanto ad altri grandi artisti come Francesco Rosi. Viviamo in una Patria sempre più degradata, in preda alle speculazioni più sfrenate e ormai alla deriva da un pezzo. In TV e sui manifesti è tutto un festival della presa per i fondelli a cominciare da quel signore dalla faccia compiaciuta cui si attribuisce il merito di aver fatto la SS38, aver realizzato il demanio idrico, aver sviluppato il turismo, aver migliorato la sanità. Peccato che la Statale sia peggio della Karakorum highway, che il merito del demanio spetti ad altri, che il turismo è di plastica, che gli ospedali s'incendiano e non sono a norma. Ma che aspettarsi da chi pare nemmeno in grado di presentare una lista elettorale? Però per questi signori, di destra e di sinistra, le leggi valgono solo per il popolo, compresi ovviamente noi gozzuti valtellinesi; loro se le cambiano. Fanno finta di litigare, ma in realtà sono d'accordo.
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Replica al sindaco Molteni
Aggiunto il 08.03.2010
da Paola Pizzini
A giudicare dalle affermazioni del sindaco Molteni mi permetto di dubitare che abbia letto la relazione della perizia fitostatica eseguita lo scorso primo febbraio in presenza di un nutrito gruppo di "supervisori" (a differenza del sopralluogo visivo "in solitaria" commissionato da Sondrio Centro a M.G. Cicardi), che pure non hanno avanzato alcuna contestazione. I tecnici della Demetra e il dott. Paolo Valsecchi incaricati della perizia eseguivano infatti i loro rilievi sotto gli occhi delle responsabili dell'Ufficio tecnico arch. Nadia Bianchini e geom. Caterina Grillo della Berta, del dott. forestale Matteo Pozzi (consulente del Comune), della naturalista Mariagrazia Cicardi, dell'arch. Katia Del Felice in rappresentanza della Sondrio Centro assieme a due progettisti di Ratti Flora con incarico di Stelline. Era presente infine anche Eugenio Nonini, giardiniere del Comune da circa 25 anni, che qualche mese prima aveva inviato al sindaco una relazione in forma privata (rimasta, manco a dirlo, senza risposta) dove rimarcava l'evidente stato di salute del cedro di piazza Campello e il pregio ecologico di quella piccola area verde nel centro della città, rinaturalizzata nel corso dei decenni grazie al fatto di non essere stata calpestata: se l'ecologismo non fosse una parvenza di cui ammantarsi all'occasione questo non sarebbe un aspetto di poco conto! Ammesso che i suoi impegni non gli consentano di dedicarsi a simili letture, il sindaco avrebbe potuto farsi illustrare almeno i punti salienti del raffronto fra la relazione Cicardi e la perizia Demetra, presentato nei dettagli durante la conferenza stampa dello scorso 11 febbraio. Non si pretendeva certo la sua presenza o quella di un assessore o consigliere (o perché no?), ma non sarebbe stato difficile avere informazioni dalle due responsabili dell'Ufficio tecnico presenti alla conferenza. Non credo che alla luce delle vistose e incontestate incongruenze - a cominciare dall'erronea classificazione botanica di Cicardi - il sindaco avrebbe persistito nelle sue perentorie affermazioni. O forse lo avrebbe fatto lo stesso, visto che il paradosso sembra la cifra dominante di questa vicenda: è in base all'esito della perizia che l'Uffcio tecnico ha infine concesso l'autorizzazione ad abbattere il cedro, che a metà novembre ancora mancava??? Chissà, forse era quello l'unico motivo (burocratico) per cui sono stati sospesi i lavori, mentre dei poveri illusi immaginavano che i nostri amministratori utilizzassero la pausa invernale per trovare una soluzione condivisibile dai più... Ma a questo punto la forza dell'immaginazione si spinge anche oltre: Sondrio continua a non avere un regolamento del verde sebbene almeno dal 2006 se ne dichiari l'imminente approvazione; non é che prima di approvarlo si preferisca eliminare impunemente tutti gli alberi che possano risultare fastidiosi? Dobbiamo forse interpretare in questo senso il lungo elenco di alberi danneggiati dal gelo fatto dal nostro sindaco e prepararci a una stagione di disboscamento della nostra povera città?? Questo e altro, naturalmente, a favore della sicurezza di cittadini ai quali diversamente non vengono risparmiate offensive bastonate metaforiche, compresa l'ignobile proposta di sculture alla memoria, che irride cinicamente alla distruzione della nostra memoria storica e al nostro sentire. É una magra consolazione apprendere dal nostro sindaco che ora perlomeno è prevista una campagna di scavi archeologici (a novembre l'Ufficio tecnico riferiva su richiesta "non sono previsti scavi particolari"!), ma la perentorietà con cui si persegue l'esecuzione del progetto lascia intuire che qualsiasi cosa si porterà alla luce non sarà necessariamente ritenuta meritevole di conservazione. Il "notevole impatto sulla fruibilità da parte della cittadinanza di uno spazio, oggi non utilizzabile" potrà solo accentuare il senso di vuoto che questa città trasmette a tantissimi suoi abitanti, fra i quali non annoveriamo il nostro sindaco.
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idea
Aggiunto il 07.03.2010
da orobicoridens
e se facessimo una delibera interpretativa?
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motosega
Aggiunto il 07.03.2010
da kawasaki
forza Alcide imbraccia la motosega e finiamola con questa farsa!
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PREPOTENZA ED ARROGANZA...
Aggiunto il 07.03.2010
da cittadina indignata
La prepotenza imperversa nei palazzi del potere...anche nel nostro piccolo!Diverso colore politico,ma stessa prepotenza ed arroganza,che non rispetta la democrazia!Mi duole paragonare Molteni a Berlusconi,ma si sta comportando allo stesso ,identico modo...
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Al presidente di A.S.M.
Aggiunto il 07.03.2010
da molteniano deluso
Avvocato Giugni, lei che è esponente autorevole del centrosinistra sondriese, cosa ne pensa di questo triste finale? Lei che aveva auspicato la ricerca di una via alternativa che permettesse di salvare il cedro, è d' accordo con la strada scelta dal sindaco di tagliare senza nemmeno provarci? Lei che è persona autorevole e capace, sarebbe in grado di interloquire con Stelline e Credito Valtellinese? Sono i loro i veri protagonisti della partita, la giunta forse non ha nemmeno il coraggio di chiedere variazioni al progetto.
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abbattiamo la pianta della discordia
Aggiunto il 06.03.2010
da francesco maserati
quell'albero non mi è mai piaciuto e non avrei avuto nulla da ridire ma ora mi sento veramente preso in giro: se gli architetti delle stelline (e non il sindaco) avessero presentato i progetto di riqualificazione senza addurre false motivazioni nessuno avrebbe avuto nulla da ridire ma adesso le cose sono cambiate bugie su bugie per coprire voltontà legittime . . . . la figura più triste la fanno i consiglieri di maggioranza che dovranno ancora una volta sostenere le scelte del capo senza averne saputo nulla priam
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perchè bisogna raccontare fandonie?
Aggiunto il 06.03.2010
da ciccio maranello
va tutto bene , tagliamo pure la pianta, ma perchè si continua ad insistere sul fatto che è malato ? il coraggio ci voleva prima, il sindaco ha continuato e lo fa ancora a raccontare bugie, non risponde alle doamnde dei cittadini perche?????????????