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Pubblicato il 05.02.2010
 
Categoria: FUORIPORTA | ECONOMIA E LAVORO  
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Comunità montane a rischio di chiusura. La riflessione dei dipendenti sul ruolo di questi enti in Valtellina e Valchiavenna

'Alla Regione Lombardia è stata demandata la scelta ultima sui destini delle Cm'.

Riceviamo e pubblichiamo la mail inviata dai rappresentanti dei dipendenti delle Cm della provincia di Sondrio.


Non basta certo lo spazio di un articolo per far cogliere l'importanza delle Comunità Montane, vista la rilevanza delle sue molteplici attività.

Proprio perché fondamentalmente conosciute solo dagli addetti ai lavori, possono essere facile bersaglio di chi le vuole vituperare o colpire.

Le CM sono state istituite per valorizzare le zone montane, ovvero le aree più disagiate e a fragile economia, e per riequilibrare le risorse del territorio mediante le deleghe e le attività conferite, nonché l'esercizio associato di funzioni comunali.

Proprio per una "mission" così ampia si sono trovate ad operare forse su fin troppi fronti e a sostenere compiti e interventi affidati ai Comuni, senza che questi ne avessero le risorse economiche necessarie.

Basti pensare alle opere pubbliche di manutenzione del territorio o ai famosi "Pronti intervento" che le Comunità Montane mettono a disposizione dei Comuni per le opere immediate di salvaguardia nei dissesti idrogeologici.

Non dimentichiamo poi il ruolo fondamentale in tutte le opere di valenza sovraccomunali importanti per il territorio: dall'impianto Pluvirriguo (struttura che ha reso possibile la nascita e lo sviluppo della frutticoltura valtellinese), al recente Sentiero Valtellina e al Canile di Busteggia.

Per quanto riguarda l'esercizio di funzioni associate ricordiamo, per esempio, la gestione dell'Ufficio di Piano (di cui quasi tutte le nostre Comunità Montane si sono prese carico), che assolve molti dei compiti affidati dai Comuni in campo sociale, i servizi catastali decentrati e la gestione cartografica e sentieristica, la progettazione interna delle opere pubbliche , la gestione delle banche dati comunali (sociodemografico, tributi. ecc.) e i servizi bibliotecari e culturali.

In un contesto globalizzato assume una rilevante importanza anche la funzione di raccordo e di concertazione delle politiche di aree territoriali omogenee, ruolo che permette di accedere a canali di finanziamento europei, ma anche nazionali e regionali, spesso preclusi ai singoli Comuni. La chiusura delle Comunità Montane, quindi, più che una razionalizzazione della spesa sarà di fatto un taglio netto di risorse ai Comuni e alle realtà che vivono ed operano nel territorio.

Senza le risorse degli Enti Locali difficilmente potranno sopravvivere gruppi organizzati a sostegno di realtà quali Gruppi antincendio boschivi, sostegno alla Protezione Civile, associazioni sociali, culturali, sportive, di produttori, Pro loco, ecc.

Alla Regione Lombardia è stata demandata la scelta ultima sui destini di questi Enti dopo che il Governo ha cancellato le risorse loro destinate. L'assessore Regionale Colozzi ha affermato l'interesse a mantenere in vita questi Enti e sono state previste, in via straordinaria e temporanea, le risorse per il 2010. Si teme però che i giochi politici portino alla chiusura delle Comunità Montane mettendo in crisi i piccoli Comuni (accelerando di fatto la riforma Calderoli degli Enti Locali). Chiediamo che si sviluppi un più ampio dibattito su queste scelte che avranno una pesante ricaduta economica e sociale sul territorio e sulla nostra società. Scelte che, a nostro avviso, calpestano l'identità culturale, le autonomie locali, le realtà territoriali. Crediamo che nell'imminenza della prossima tornata elettorale le diverse forze politiche debbano esprimere chiaramente come intendono affrontare il problema delle Comunità Montane e, più in generale, se e come intendono destinare le risorse nelle aree alpine della nostra regione.


RSU delle CC.MM. provincia di Sondrio






  28 commenti    
29
x YASMINE
Aggiunto il 14.02.2010

Seguendo la logica del suo ragionamento,allora,perchè io che non ho figli in età scolare,nè anziani in casa,nè drogati,debbo pagare x la scuola italiana,per i ricoveri,per le comunità,ecc...cioè per tutto ciò che riguarda il pubblico?Che ragionamento è il suo?Quando si fa parte di una società civile,non si pensa solo al proprio orticello ed ai propri animaletti che vi passeggiano dentro,ma si pensa anche al bene comune,animali compresi!


28
troppa burocrazia
Aggiunto il 13.02.2010 da Jasmine

Ritengo che le CC.MM. sono diventate troppo burocratiche. Ad es: i dipendenti delle CC.MM. non devono rendere conto a nessuno poiché, in realtà l'organo politico (Presidente e Direttivo) vengono eletti con elezioni di 2° grado e non sono pertanto pienamente legittimati a dettare indirizzi politici per un efficiente funzionamento della struttura burocratica, poiché devono mediare l'accordo fra i Sindaci componenti dell'assemlea ecc. ecc... Io un'idea (utopistica) ce l'avrei per i dipendenti pubblici che lamentano di essere gravati di lavoro, che hanno responsabilita, che non hanno il contratto rinnovato, che non hanno le penne, la carta igienica ecc. ecc... Ma perchè non si prevede che dopo 10 anni di lavoro nella pubblica amministrazione tutti questi "lavoratori" non debbano essere trasferiti in ditte private magari alla catena di qualche fabbrica e, viceversa che i dipendenti delle fabbriche debbano occupare il loro posto nelle amministrazioni pubbliche, chiaramente valutando l'attinenza e la preparazione delle singole persone. Chi oggigiorno svolge un lavoro gratificante nel pubblico impiego dovrebbe percepire meno stipendio di altri soggetti che nel privato svolge lavori usuranti e logoranti e non gratificanti. Purtroppo ho notato che più si va avanti più si accentuano le disuguaglianza fra i lavoratori, nel senso che chi gia percepisce tanto percepirà sempre di più nei confronti di chi percepisce poco, con buona pace deile OO.SS forti coi deboli e comprensive coi forti. Per il Commentarore n. 20 preoccupato per il canile di Busteggia rispondo: ma perchè io, che non detengo ne ho mai detenuto cani, debbo pagare anche per chi li detiene o li ha detenuti? Signori proprietari di cani accollatevi Voi le spese del canile di Busteggia. Il mio cane non sarà mai catturato. Poi, il famoso microchip sottocutaneo a cosa serve? A nulla. Infatti le persone corrette mettono il microchip al proprio animale, quelli ritrovati "in giro", caso strano, nessun animale ne è dotato e così tanti saluti tanto paga pantalone. Ma siamo seri per favore!


27
Per fortuna che le Cm sprecano
Aggiunto il 09.02.2010

Guardate questo articolo...per fortuna che i costi sono le 5 Comunità Montane di Sondrio! http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/02/09/visualizza_new.html_1701590091.html


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e poi?
Aggiunto il 09.02.2010

D'accordo, eliminiamo le CM. Anche se adesso a livello politico i costi sono irrisori, eliminiamole. Razionalizziamo le competenze, diamole un po' hai comuni ed un po' alle Provincie...e perchè no anche alla Regione. Ma ditemi, siete proprio sicuri che , dopo avere accorpato i servizi per risparmiare - ad esempio tutti i servizi informatici ( Anagrafe, Tributi, Catasto, Mappe, ecc ) che ora hanno un solo canone, una sola Server Farm e pochissimi dipendenti dedicati - adesso ri-suddividendo tutto su ogni comune i costi diminuiscano? Vuol dire che ogni comune dovrà avere una sala server, software, personale, canoni di manutenzione ecc. ecc. E non crediate che la Provincia si prenda carico di i servizi per tutti i comuni! Questo è solo un esempio. Certo, una razionalizzazione delle competenze, una migliore organizzazione e snellimento della burocrazia è auspicabile, ma se si crede che tolto il dente è tolto il dolore, allora, credo che avremo delle sorprese. Io credo che le Cm debbano avere un ruolo di gestione integrata dei servizi, con lo scopo dell'abbattimento dei costi generali. Perchè non avere un'unico Ufficio Tecnico? Oppure un'unico Ufficio Tributi ? Oppure un'unico Ufficio Paghe?


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Comunità montane in bilico
Aggiunto il 09.02.2010 da silvana lombardini
Comunità montane in bilico, con finanziamenti fortemente ridotti e una proposta di riforma degli enti locali che ne prevede la chiusura. Nelle condizioni odierni l’ente montano Valchiavenna pur avendo una maggioranza inossidabile( 11 su 13) non è altrettanto forte nel coordinare e rilanciare nuove opportunità di sviluppo. Un comune unico è una realtà per ora ancora lontana e sicuramente non rientra nel modello politico degli attuali amministratori. Rimane la strada di associare i servizi messi ora a disposizione nei 13 municipi. Associare significa non togliere ma potenziare e razionalizzare i servizi per i cittadini: informatizzare i servizi dell’anagrafe, coordinare i singoli uffici tecnici sia nella progettazione dei lavori pubblici che nelle gare d’appalto, promuovere dei regolamenti edilizi con dei criteri condivisi. La raccolta rifiuti con una convenzione di valle con la Secam potrebbe garantire un abbattimento dei costi anche per i cittadini; un Consorzio Forestale unico porterebbe maggiori finanziamenti per gli interventi di manutenzione e tutela del territorio. Questo ed altro nel rispetto e nell’autonomia di ogni singolo Comune dovrebbe essere, a mio avviso, il punto di partenza perché le Comunità Montane abbiano oggi ancora un senso.

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Comunità montane in bilico
Aggiunto il 09.02.2010 da silvana lombardini
Comunità montane in bilico, con finanziamenti fortemente ridotti e una proposta di riforma degli enti locali che ne prevede la chiusura. Nelle condizioni odierni l’ente montano Valchiavenna pur avendo una maggioranza inossidabile( 11 su 13) non è altrettanto forte nel coordinare e rilanciare nuove opportunità di sviluppo. Un comune unico è una realtà per ora ancora lontana e sicuramente non rientra nel modello politico degli attuali amministratori. Rimane la strada di associare i servizi messi ora a disposizione nei 13 municipi. Associare significa non togliere ma potenziare e razionalizzare i servizi per i cittadini: informatizzare i servizi dell’anagrafe, coordinare i singoli uffici tecnici sia nella progettazione dei lavori pubblici che nelle gare d’appalto, promuovere dei regolamenti edilizi con dei criteri condivisi. La raccolta rifiuti con una convenzione di valle con la Secam potrebbe garantire un abbattimento dei costi anche per i cittadini; un Consorzio Forestale unico porterebbe maggiori finanziamenti per gli interventi di manutenzione e tutela del territorio. Questo ed altro nel rispetto e nell’autonomia di ogni singolo Comune dovrebbe essere, a mio avviso, il punto di partenza perché le Comunità Montane abbiano oggi ancora un senso.

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forse non tutti sanno che.....
Aggiunto il 09.02.2010 da anvi

Mi piacerebbe che qualcuno potesse quantificare il risparmio economico che deriverebbe dalla chiusura delle Comunità Montane. Se teniamo conto che i posti di lavoro verranno comunque garantiti, che gli assessori e i presidenti delle CC.MM. spesso non ricevono alcun tipo di indennità perché già la percepiscono attraverso altre partecipazioni (come ricordava il post n. 17 non è possibile l’accumulo delle indennità, cosicché un assessore o un presidente di CM che è già assessore o sindaco di un altro ente riceve una sola indennità di carica), a cosa si ridurrebbe il vantaggio economico? Alla chiusura di qualche sede, forse. E per contro, a quanto ammonterebbero le perdite derivanti dalle risorse che non verrebbero più assegnate? Ricordiamo che le CC.MM. sono destinatarie privilegiate di risorse che non vengono attribuite a nessun altro ente (il famigerato Fondo per la Montagna). Se chiudono le CC.MM. questi soldi (utilizzati per realizzare migliaia di interventi sul territorio e per sostenere l’agricoltura di montagna) andrebbero semplicemente perduti o reinvestiti per foraggiare altre spese, magari un ponte sopra uno Stretto…..Oppure potrebbero essere usati – come si vocifera – per appianare i debiti del comune di Roma e di Catania…. Spesso si ragiona in modo troppo semplicistico e matematico: l’equazione “chiusura CC.MM = grande risparmio” non corrisponde in toto al vero. Viene il dubbio che si tratti di un’operazione per compiacere il popolo e accalappiare qualche voto in più in vista delle prossime elezioni regionali…. Il marcio e gli sprechi ci sono ovunque, ma i veri privilegi non vengono mai intaccati (Regioni a statuto speciale, vitalizi per onorevoli).


22
per post 17 e19
Aggiunto il 08.02.2010

Quei compensi "leggermente superiori" per Professionisti e Presidente andrebbero approfonditi..... Bisognerebbe stabilire comunque dei limiti alla crescita elefantiaca di questi enti: con gli attuali tagli si arriva al paradosso che l'ente costa per il suo mantenimento più di quanto deve annualmente amministrare ed erogare! Anche le regole di democrazia dentro le CM lasciano molto a desiderare: spesso i comuni con più del 50% della popolazione si trovano in minoranza nelle nostre CM!


21
RAZIONALIZZARE
Aggiunto il 08.02.2010 da Giuseppe

Cari dipendenti delle CM, ma secondo voi i 180.000 circa abitanti della provincia di Sondrio possono permettersi di mantenere 78 Amministrazioni Comunali, 5 CM e una Amministrazione Provinciale ? A Milano 180.000 persone sono gli abitanti di un quartiere ! Bisogna accorpare i comuni, eliminare le CM e ridurre le provincie anziché istituirne di nuove come la Lega ha voluto ! Ad esempio Monza, con tanto di costosissima sede, numerosi dipendenti e, soprattutto, assessori e consiglieri ben retribuiti ! Se vogliamo che le tasse diminuiscano dobbiamo razionalizzare i costi senza eliminare i servizi, che si possono gestire anche meglio con meno enti e, pertanto, più soldi disponibili. Poi, certo, nel passato i ns. politici hanno inventato migliaia di enti locali (CM, Consorzi vari, ecc.) che hanno assunto persone, le quali ora si trovano in difficoltà, ma non può continuare così. I dipendenti pubblici, che non producono beni ma prestano servizi, sono un costo per l'intera collettività e bisogna che siano un numero adeguato ad una gestione razionale e non clientelare della cosa pubblica. I posti di lavoro devono essere posti veri, produttivi, non "sociali" come avviene in molti regioni del sud con i costi procapite che conosciamo.


20
Quale sara' il destino del canile di BUSTEGGIA?
Aggiunto il 08.02.2010 da v.g.

Penso che tanti che qui inneggiano alla chiusura della nostra C.M.amino i cani e ,forse,ne possiedono anche!Allora,chiedetevi anche voi,come me,che fine faranno i cani randagi del canile di Busteggia,che dà rifugio a tutti i cani randagi della valle ed è gestito dalla Comunita' Montana...Verranno liberati di nuovo x le strade o saranno adottati dai sostenitori dell'eliminazione della C.M?


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