Comunità montane a rischio di chiusura. La riflessione dei dipendenti sul ruolo di questi enti in Valtellina e Valchiavenna

'Alla Regione Lombardia è stata demandata la scelta ultima sui destini delle Cm'.


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Pubblicato il: 05/02/2010
Categoria: FUORIPORTA | ECONOMIA E LAVORO

Riceviamo e pubblichiamo la mail inviata dai rappresentanti dei dipendenti delle Cm della provincia di Sondrio.


Non basta certo lo spazio di un articolo per far cogliere l'importanza delle Comunità Montane, vista la rilevanza delle sue molteplici attività.

Proprio perché fondamentalmente conosciute solo dagli addetti ai lavori, possono essere facile bersaglio di chi le vuole vituperare o colpire.

Le CM sono state istituite per valorizzare le zone montane, ovvero le aree più disagiate e a fragile economia, e per riequilibrare le risorse del territorio mediante le deleghe e le attività conferite, nonché l'esercizio associato di funzioni comunali.

Proprio per una "mission" così ampia si sono trovate ad operare forse su fin troppi fronti e a sostenere compiti e interventi affidati ai Comuni, senza che questi ne avessero le risorse economiche necessarie.

Basti pensare alle opere pubbliche di manutenzione del territorio o ai famosi "Pronti intervento" che le Comunità Montane mettono a disposizione dei Comuni per le opere immediate di salvaguardia nei dissesti idrogeologici.

Non dimentichiamo poi il ruolo fondamentale in tutte le opere di valenza sovraccomunali importanti per il territorio: dall'impianto Pluvirriguo (struttura che ha reso possibile la nascita e lo sviluppo della frutticoltura valtellinese), al recente Sentiero Valtellina e al Canile di Busteggia.

Per quanto riguarda l'esercizio di funzioni associate ricordiamo, per esempio, la gestione dell'Ufficio di Piano (di cui quasi tutte le nostre Comunità Montane si sono prese carico), che assolve molti dei compiti affidati dai Comuni in campo sociale, i servizi catastali decentrati e la gestione cartografica e sentieristica, la progettazione interna delle opere pubbliche , la gestione delle banche dati comunali (sociodemografico, tributi. ecc.) e i servizi bibliotecari e culturali.

In un contesto globalizzato assume una rilevante importanza anche la funzione di raccordo e di concertazione delle politiche di aree territoriali omogenee, ruolo che permette di accedere a canali di finanziamento europei, ma anche nazionali e regionali, spesso preclusi ai singoli Comuni. La chiusura delle Comunità Montane, quindi, più che una razionalizzazione della spesa sarà di fatto un taglio netto di risorse ai Comuni e alle realtà che vivono ed operano nel territorio.

Senza le risorse degli Enti Locali difficilmente potranno sopravvivere gruppi organizzati a sostegno di realtà quali Gruppi antincendio boschivi, sostegno alla Protezione Civile, associazioni sociali, culturali, sportive, di produttori, Pro loco, ecc.

Alla Regione Lombardia è stata demandata la scelta ultima sui destini di questi Enti dopo che il Governo ha cancellato le risorse loro destinate. L'assessore Regionale Colozzi ha affermato l'interesse a mantenere in vita questi Enti e sono state previste, in via straordinaria e temporanea, le risorse per il 2010. Si teme però che i giochi politici portino alla chiusura delle Comunità Montane mettendo in crisi i piccoli Comuni (accelerando di fatto la riforma Calderoli degli Enti Locali). Chiediamo che si sviluppi un più ampio dibattito su queste scelte che avranno una pesante ricaduta economica e sociale sul territorio e sulla nostra società. Scelte che, a nostro avviso, calpestano l'identità culturale, le autonomie locali, le realtà territoriali. Crediamo che nell'imminenza della prossima tornata elettorale le diverse forze politiche debbano esprimere chiaramente come intendono affrontare il problema delle Comunità Montane e, più in generale, se e come intendono destinare le risorse nelle aree alpine della nostra regione.


RSU delle CC.MM. provincia di Sondrio




29 commenti

29. x YASMINE

Aggiunto il 14.02.2010

Seguendo la logica del suo ragionamento,allora,perchè io che non ho figli in età scolare,nè anziani in casa,nè drogati,debbo pagare x la scuola italiana,per i ricoveri,per le comunità,ecc...cioè per tutto ciò che riguarda il pubblico?Che ragionamento è il suo?Quando si fa parte di una società civile,non si pensa solo al proprio orticello ed ai propri animaletti che vi passeggiano dentro,ma si pensa anche al bene comune,animali compresi!

28. troppa burocrazia

Aggiunto il 13.02.2010 da Jasmine

Ritengo che le CC.MM. sono diventate troppo burocratiche. Ad es: i dipendenti delle CC.MM. non devono rendere conto a nessuno poiché, in realtà l'organo politico (Presidente e Direttivo) vengono eletti con elezioni di 2° grado e non sono pertanto pienamente legittimati a dettare indirizzi politici per un efficiente funzionamento della struttura burocratica, poiché devono mediare l'accordo fra i Sindaci componenti dell'assemlea ecc. ecc... Io un'idea (utopistica) ce l'avrei per i dipendenti pubblici che lamentano di essere gravati di lavoro, che hanno responsabilita, che non hanno il contratto rinnovato, che non hanno le penne, la carta igienica ecc. ecc... Ma perchè non si prevede che dopo 10 anni di lavoro nella pubblica amministrazione tutti questi "lavoratori" non debbano essere trasferiti in ditte private magari alla catena di qualche fabbrica e, viceversa che i dipendenti delle fabbriche debbano occupare il loro posto nelle amministrazioni pubbliche, chiaramente valutando l'attinenza e la preparazione delle singole persone. Chi oggigiorno svolge un lavoro gratificante nel pubblico impiego dovrebbe percepire meno stipendio di altri soggetti che nel privato svolge lavori usuranti e logoranti e non gratificanti. Purtroppo ho notato che più si va avanti più si accentuano le disuguaglianza fra i lavoratori, nel senso che chi gia percepisce tanto percepirà sempre di più nei confronti di chi percepisce poco, con buona pace deile OO.SS forti coi deboli e comprensive coi forti. Per il Commentarore n. 20 preoccupato per il canile di Busteggia rispondo: ma perchè io, che non detengo ne ho mai detenuto cani, debbo pagare anche per chi li detiene o li ha detenuti? Signori proprietari di cani accollatevi Voi le spese del canile di Busteggia. Il mio cane non sarà mai catturato. Poi, il famoso microchip sottocutaneo a cosa serve? A nulla. Infatti le persone corrette mettono il microchip al proprio animale, quelli ritrovati "in giro", caso strano, nessun animale ne è dotato e così tanti saluti tanto paga pantalone. Ma siamo seri per favore!

27. Per fortuna che le Cm sprecano

Aggiunto il 09.02.2010

Guardate questo articolo...per fortuna che i costi sono le 5 Comunità Montane di Sondrio! http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/02/09/visualizza_new.html_1701590091.html

26. e poi?

Aggiunto il 09.02.2010

D'accordo, eliminiamo le CM. Anche se adesso a livello politico i costi sono irrisori, eliminiamole. Razionalizziamo le competenze, diamole un po' hai comuni ed un po' alle Provincie...e perchè no anche alla Regione. Ma ditemi, siete proprio sicuri che , dopo avere accorpato i servizi per risparmiare - ad esempio tutti i servizi informatici ( Anagrafe, Tributi, Catasto, Mappe, ecc ) che ora hanno un solo canone, una sola Server Farm e pochissimi dipendenti dedicati - adesso ri-suddividendo tutto su ogni comune i costi diminuiscano? Vuol dire che ogni comune dovrà avere una sala server, software, personale, canoni di manutenzione ecc. ecc. E non crediate che la Provincia si prenda carico di i servizi per tutti i comuni! Questo è solo un esempio. Certo, una razionalizzazione delle competenze, una migliore organizzazione e snellimento della burocrazia è auspicabile, ma se si crede che tolto il dente è tolto il dolore, allora, credo che avremo delle sorprese. Io credo che le Cm debbano avere un ruolo di gestione integrata dei servizi, con lo scopo dell'abbattimento dei costi generali. Perchè non avere un'unico Ufficio Tecnico? Oppure un'unico Ufficio Tributi ? Oppure un'unico Ufficio Paghe?

25. Comunità montane in bilico

Aggiunto il 09.02.2010 da silvana lombardini

Comunità montane in bilico, con finanziamenti fortemente ridotti e una proposta di riforma degli enti locali che ne prevede la chiusura. Nelle condizioni odierni l’ente montano Valchiavenna pur avendo una maggioranza inossidabile( 11 su 13) non è altrettanto forte nel coordinare e rilanciare nuove opportunità di sviluppo. Un comune unico è una realtà per ora ancora lontana e sicuramente non rientra nel modello politico degli attuali amministratori. Rimane la strada di associare i servizi messi ora a disposizione nei 13 municipi. Associare significa non togliere ma potenziare e razionalizzare i servizi per i cittadini: informatizzare i servizi dell’anagrafe, coordinare i singoli uffici tecnici sia nella progettazione dei lavori pubblici che nelle gare d’appalto, promuovere dei regolamenti edilizi con dei criteri condivisi. La raccolta rifiuti con una convenzione di valle con la Secam potrebbe garantire un abbattimento dei costi anche per i cittadini; un Consorzio Forestale unico porterebbe maggiori finanziamenti per gli interventi di manutenzione e tutela del territorio. Questo ed altro nel rispetto e nell’autonomia di ogni singolo Comune dovrebbe essere, a mio avviso, il punto di partenza perché le Comunità Montane abbiano oggi ancora un senso.

24. Comunità montane in bilico

Aggiunto il 09.02.2010 da silvana lombardini

Comunità montane in bilico, con finanziamenti fortemente ridotti e una proposta di riforma degli enti locali che ne prevede la chiusura. Nelle condizioni odierni l’ente montano Valchiavenna pur avendo una maggioranza inossidabile( 11 su 13) non è altrettanto forte nel coordinare e rilanciare nuove opportunità di sviluppo. Un comune unico è una realtà per ora ancora lontana e sicuramente non rientra nel modello politico degli attuali amministratori. Rimane la strada di associare i servizi messi ora a disposizione nei 13 municipi. Associare significa non togliere ma potenziare e razionalizzare i servizi per i cittadini: informatizzare i servizi dell’anagrafe, coordinare i singoli uffici tecnici sia nella progettazione dei lavori pubblici che nelle gare d’appalto, promuovere dei regolamenti edilizi con dei criteri condivisi. La raccolta rifiuti con una convenzione di valle con la Secam potrebbe garantire un abbattimento dei costi anche per i cittadini; un Consorzio Forestale unico porterebbe maggiori finanziamenti per gli interventi di manutenzione e tutela del territorio. Questo ed altro nel rispetto e nell’autonomia di ogni singolo Comune dovrebbe essere, a mio avviso, il punto di partenza perché le Comunità Montane abbiano oggi ancora un senso.

23. forse non tutti sanno che.....

Aggiunto il 09.02.2010 da anvi

Mi piacerebbe che qualcuno potesse quantificare il risparmio economico che deriverebbe dalla chiusura delle Comunità Montane. Se teniamo conto che i posti di lavoro verranno comunque garantiti, che gli assessori e i presidenti delle CC.MM. spesso non ricevono alcun tipo di indennità perché già la percepiscono attraverso altre partecipazioni (come ricordava il post n. 17 non è possibile l’accumulo delle indennità, cosicché un assessore o un presidente di CM che è già assessore o sindaco di un altro ente riceve una sola indennità di carica), a cosa si ridurrebbe il vantaggio economico? Alla chiusura di qualche sede, forse. E per contro, a quanto ammonterebbero le perdite derivanti dalle risorse che non verrebbero più assegnate? Ricordiamo che le CC.MM. sono destinatarie privilegiate di risorse che non vengono attribuite a nessun altro ente (il famigerato Fondo per la Montagna). Se chiudono le CC.MM. questi soldi (utilizzati per realizzare migliaia di interventi sul territorio e per sostenere l’agricoltura di montagna) andrebbero semplicemente perduti o reinvestiti per foraggiare altre spese, magari un ponte sopra uno Stretto…..Oppure potrebbero essere usati – come si vocifera – per appianare i debiti del comune di Roma e di Catania…. Spesso si ragiona in modo troppo semplicistico e matematico: l’equazione “chiusura CC.MM = grande risparmio” non corrisponde in toto al vero. Viene il dubbio che si tratti di un’operazione per compiacere il popolo e accalappiare qualche voto in più in vista delle prossime elezioni regionali…. Il marcio e gli sprechi ci sono ovunque, ma i veri privilegi non vengono mai intaccati (Regioni a statuto speciale, vitalizi per onorevoli).

22. per post 17 e19

Aggiunto il 08.02.2010

Quei compensi "leggermente superiori" per Professionisti e Presidente andrebbero approfonditi..... Bisognerebbe stabilire comunque dei limiti alla crescita elefantiaca di questi enti: con gli attuali tagli si arriva al paradosso che l'ente costa per il suo mantenimento più di quanto deve annualmente amministrare ed erogare! Anche le regole di democrazia dentro le CM lasciano molto a desiderare: spesso i comuni con più del 50% della popolazione si trovano in minoranza nelle nostre CM!

21. RAZIONALIZZARE

Aggiunto il 08.02.2010 da Giuseppe

Cari dipendenti delle CM, ma secondo voi i 180.000 circa abitanti della provincia di Sondrio possono permettersi di mantenere 78 Amministrazioni Comunali, 5 CM e una Amministrazione Provinciale ? A Milano 180.000 persone sono gli abitanti di un quartiere ! Bisogna accorpare i comuni, eliminare le CM e ridurre le provincie anziché istituirne di nuove come la Lega ha voluto ! Ad esempio Monza, con tanto di costosissima sede, numerosi dipendenti e, soprattutto, assessori e consiglieri ben retribuiti ! Se vogliamo che le tasse diminuiscano dobbiamo razionalizzare i costi senza eliminare i servizi, che si possono gestire anche meglio con meno enti e, pertanto, più soldi disponibili. Poi, certo, nel passato i ns. politici hanno inventato migliaia di enti locali (CM, Consorzi vari, ecc.) che hanno assunto persone, le quali ora si trovano in difficoltà, ma non può continuare così. I dipendenti pubblici, che non producono beni ma prestano servizi, sono un costo per l'intera collettività e bisogna che siano un numero adeguato ad una gestione razionale e non clientelare della cosa pubblica. I posti di lavoro devono essere posti veri, produttivi, non "sociali" come avviene in molti regioni del sud con i costi procapite che conosciamo.

20. Quale sara' il destino del canile di BUSTEGGIA?

Aggiunto il 08.02.2010 da v.g.

Penso che tanti che qui inneggiano alla chiusura della nostra C.M.amino i cani e ,forse,ne possiedono anche!Allora,chiedetevi anche voi,come me,che fine faranno i cani randagi del canile di Busteggia,che dà rifugio a tutti i cani randagi della valle ed è gestito dalla Comunita' Montana...Verranno liberati di nuovo x le strade o saranno adottati dai sostenitori dell'eliminazione della C.M?

19. E' SOLO UNA CONFERMA...

Aggiunto il 08.02.2010 da Mario

E’ SOLO UNA CONFERMA….. Che non solo chi scrive su Vaol ma ormai l’Italia intera ragiona solo per partito preso, per preconcetti, per slogan prodotti in laboratorio. E’ un classico esempio di populismo praticato, che dal capo popolo scende e si insinua fino in fondo alla valle più sperduta…. dove tutti si professano antipolitici salvo poi andare regolarmente a votare Lega (che è un PARTITO che governa Stato, Regione e Provincia da molto molto tempo)…. Il principio è giusto: cominciare a tagliare enti non direttamente eletti dalla gente. Tagliare i costi della spesa pubblica è più giusto ancora…… ma cominciare dalle piccole CM è veramente come voler togliersi la pagliuzza da un occhio e lasciare la trave nell’altro…. Ma si sa, adesso va di moda demolire le CM e parlare di costi elevatissimi senza nemmeno sapere di cosa stiamo parlando. Complimenti al post n° 17 che è l’unico che entra un pò nel merito della questione. Un saluto. Mario

18. fuori tutti!!!!!!!!

Aggiunto il 07.02.2010 da maurizio

Comunita montane e province sono diventati "postifici"dei vari partiti politici,non esiste un vero ruolo indispensabile che non possa essere svolto dai comuni.Risparmiamo prima di tutto sugli sprechi e le comunita montane unite alle province sono una marea di soldi.Una domanda:perche non si pubblicano i costi di mantenimento delle varie comunita montane e province?forse sono cifre vergognose da rendere pubbliche specialmente in questi periodi di crisi.

17. Sconcertato

Aggiunto il 07.02.2010

Sono un po’ sconcertato da questi commenti tutti fortemente dettati dall’antipolitica. Attualmente una giunta esecutiva di Comunità Montana è composta in media da quattro Assessori ed un presidente. Il compenso mensile di un Assessore è di Euro 130,00, leggermente superiore se è un libero professionista e per il Presidente. Se questi sono anche Sindaci, come spesso accade, i compensi non sono cumulabili e quindi generalmente rinunciano a quello di Comunità Montana che è sicuramente più basso. Questi sono i costi diretti della politica di cui state parlando ripetendo gli slogan della stampa. Ma in effetti anche Euro 130,00 al mese sono troppi se il politico è un cattivo amministratore. Così come un dentista è caro o a buon mercato non tanto in funzione della parcella che emette ma dalla durata e solidità di un ponte o di un otturazione. I dipendenti delle Comunità Montane sono allarmati non di una eventuale chiusura di questi Enti (ben vista se fosse una razionalizzazione della spesa) ma per le risorse in meno che giungono alla montagna, alla popolazione, alla manutenzione al territorio, alla nostra società. Un preoccupazione vista prima di tutto come cittadini ancorché lavoratori del comparto. E’ legittimo è anzi opportuno chiedere che le risorse destinate al nostro territorio vengano utilizzate sempre al meglio e denunciarne gli eventuali sprechi. Questo però ripeto non è una razionalizzazione della spesa ma un taglio secco di risorse al nostro territorio, sono meno servizi, meno possibilità per i nostri figli, meno cure al territorio, ecc.. Esserne contenti è come tagliarselo per far dispetto alla moglie !! Pilli P.S. I costi (indiretti) della politica sono quelli di quando manca la politica ovvero quando manca una reale e seria opposizione che obbliga gli amministratori ad una buona ed accorta gestione della cosa pubblica. Gli inciuci e poi i regimi portano ad amministrare senza stimoli ne controlli. P.P.S. non mi scandalizzo delle C.M. “marine” poichè questo istituto è nato con lo spirito di aiutare e riequilibrare le aree deboli e disagiate. Forse sarebbe meglio ripensare se effettivamente hanno ancora senso gli aiuti ad aree economicamente forti (Trentino e Valdaosta tanto per fare qualche esempio non tanto lontano da noi)

16. MA QUANTO CI COSTATE?

Aggiunto il 06.02.2010 da GIORGIO

QUALCUNO SA DIRLO ? C.M.VALCHIAVENNA QUANTO COSTI IN PERSONALE E CONSIGLIERI E PRESIDENTI? GRAZIE GIO

15. era ora

Aggiunto il 06.02.2010 da Lupin

Finalmente magari si decidono a sopprimere qualche ente inutile. Osservando i risultati fallimentari della cm valchiavenna che negli ultimi anni ha dilapidato capitali per sistemarsi la faraonica sede e per finanziare aziende fallimentari  mi rendo conto che questi enti sono solo delle macchine succhia soldi!

14. Basta CM

Aggiunto il 06.02.2010 da Cetri

La presa di posizione delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) mi sembra quanto mai fuori luogo. Capisco che la prospettiva vedersi togliere il cadreghino può essere traumatica per chi ci lavora ma è innamissibile che esistano ancora enti simili. Le competenze possono benissimo essere portate avanti dai Comuni e dalla Regione come si fa nelle altre aree dove le CM non esistono. Il solo fatto di avere un territorio montano non giustifica gli sprechi enormi di risorse che queste comportano. A maggior ragione nella nostra provincia dove sono addirittura cinque con 5 presidenti, 5 vice presidenti ecc.ecc. ecc. Le argomentazioni esposte le ritengo pretestuose e, in molti casi, prive di qualsiasi fondamento (le CM non mi risulta abbiano accesso ai fondi europei per esempio). Lo sbadierato compito dl "raccordo"con i vari comuni poi è assolutamente inutile a meno che non lo si veda nell'ottica quel "necessario bizantinismo" che da decenni caratterizza la decadenza della gestione pubblica con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

13. Basta alibi

Aggiunto il 06.02.2010 da Giovanni

Spero che almeno questa volta sia vero e che le Comunità Montane Ente inutile e obsoleto ormai ridotto a poltronificio venga veramente sciolto. Ma temo il contrario perchè il nostro Paese nella difesa degli orticelli, dei piccoli interessi e delle sacche di potere non è secondo veramente a nessuno. Quello che temo è che ci si inventerà un altra scusa e questi Enti non scompariranno ma continueranno a sperperare denaro pubblico e a pesare sulle tasche dei poveri contribuenti italiani.

12. ELIMINARE COMUNITA' MONTANE e PROVINCIE

Aggiunto il 06.02.2010 da vittorio-simona

Vanno eliminate, così come le Provincie....quanto ai fondi e alle competenze devono passare ai COMUNI. Sono loro che devono gestire le realtà locali. Inutile avere sovrastrutture che hanno oramai il solo scopo di dare lavoro alla gente che già ci lavora. In Italia c'è la fissa del posto fisso e non riesci a staccare dalle poltrone nessuno quando ci si siete....che Paese davvero provincialotto, egoistico e con un senso civico inesistente, se non sulla carta....avanti tutta CALDEROLI !!

11. Inutilità

Aggiunto il 06.02.2010 da Gigi

E' stata ampiamente dimostrata l'inutilità di un organismo come Comunità Montane che, create ad hoc per elargire incarichi e gettoni di presenza, i hanno orma fatto il loro tempo. In Italia ci sono addirittura CM "marine" che non hanno montagne all'interno del territorio di competenza e questo la dice lunga sulla necessità di tali enti. Rimaniamo in attesa (non mancheranno di certo o so già di chi), delle difese dei vecchi parrucconi che vivono fuori dalla realtà e che tenteranno di dimostrare l'assoluta necessità di questo ente.

10. riformare

Aggiunto il 06.02.2010 da Domenico Montano

la gestione associata dei servizi e funzioni doveva essere il cuore del ruolo delle CM ...mentre invece nelle realtà le CM sono diventate il carrozzone/parcheggio dei politici trombati ( poi si sono accorti e allora si è fatta la recente riforma) ;ora che sono diventate insostenibili ( non basta l'ufficio di piano e i pronti-intervento dai siamo seri) e che lo Stato ha chiuso il portafoglio causa mancanza di liquidità, bisogna decidere chi salvare...in realtà qlc ha già deciso perchè con il Codice delle Autonomie vi sarà l'obbligo ( visto che nell'Italia dei campanili nessuno è disposto a cedere un metro di orticello in cambio di un interesse pubblico)affossando definitivamente il ruolo delle CM per manifestato fallimento di missione ,salvando così le Provincie...questo è il disegno politico ormai chiaro che sembrerebbe emergere...e che obiettivamente pur non essendo leghista ma magari lo diventerò un giorno ( visto che è chiaro chi sta lavorando a questo progetto di riforma) che personalemente condivo!per i dipendenti , siccome penso che vi siano molte risorse di professionalità dentro le CM e non solo fannulloni , in questa nuova ottica potrebbero benissimo essere assorbiti da queste nuove Unioni dei Comuni contribuendo a dare dei veri servizi ai cittadini ( quello che i Comuni da soli in questo momento non riescono ad erogare)

9. riformare

Aggiunto il 06.02.2010 da Domenico Montano

la gestione associata dei servizi e funzioni doveva essere il cuore del ruolo delle CM ...mentre invece nelle realtà le CM sono diventate il carrozzone/parcheggio dei politici trombati ( poi si sono accorti e allora si è fatta la recente riforma) ;ora che sono diventate insostenibili ( non basta l'ufficio di piano e i pronti-intervento dai siamo seri) e che lo Stato ha chiuso il portafoglio causa mancanza di liquidità, bisogna decidere chi salvare...in realtà qlc ha già deciso perchè con il Codice delle Autonomie vi sarà l'obbligo ( visto che nell'Italia dei campanili nessuno è disposto a cedere un metro di orticello in cambio di un interesse pubblico)affossando definitivamente il ruolo delle CM per manifestato fallimento di missione ,salvando così le Provincie...questo è il disegno politico ormai chiaro che sembrerebbe emergere...e che obiettivamente pur non essendo leghista ma magari lo diventerò un giorno ( visto che è chiaro chi sta lavorando a questo progetto di riforma) che personalemente condivo!per i dipendenti , siccome penso che vi siano molte risorse di professionalità dentro le CM e non solo fannulloni , in questa nuova ottica potrebbero benissimo essere assorbiti da queste nuove Unioni dei Comuni contribuendo a dare dei veri servizi ai cittadini ( quello che i Comuni da soli in questo momento non riescono ad erogare)

8. anche io sarò 'franco'.....

Aggiunto il 06.02.2010 da urquago@tin.it

mi spiace per i lavoratori delle C.M. ma : I Comuni NON si possono tagliare (accorpare se mai, ma con una certa testa); Le Province NON si vogliono tagliare...(per il momento almeno); Le Regioni con il federalismo si apprestano a diventare lo "stato".... Lo stato sta già tagliando dappertutto scaricando i costi sulle regioni....che scaricherà poi tutto lo scaricabile sulle spalle dei cittadini. cORA he ce ne facciamo di questi enti di mezzo?? chi li paga sti "carrozzini" con i loro "parlamentini" e i loro vari "tarozzini"(che definire politici è una bestemmia!)?? sempre noi OVVIO!..però cari politicanti Valtellinesi, rassegnatevi!!!, come tutte le belle cose, anche questa è destinata a finire , non nascondetevi dietro i posti di lavoro da mantenere come al solito! saluti p.s. tanto non mi illudo appena eliminate queste s'inventeranno qc altro per titare a campare....

7. passo ulteriore

Aggiunto il 06.02.2010 da fcv

Io andrei anche oltre. Che senso ha avere Comuni di qualche centinaio di abitanti? Non credo che si perda l'identità di un paese se sparisce il municipio.

6. Carrozzone da eliminare

Aggiunto il 05.02.2010 da Jasmine

Le Comunità Montane sono enti sovraccomunali che sono conosciute solo dagli addetti ai lavori proprio come affermato dalle RSU delle CC.MM, perchè sono enti lontani dal cittadino. Un tempo degli organi istituzionali, eletti con elezioni di secondo grado, facevano parte i "trombati" nei consigli comunali a cui seguiva una lunga tiritera per eleggere l'Assemble e Direttivo, che tra l'altro, comportava una spesa ingente per il loro funzionamento. Ora, con la nuova legge regionale, l'Assemblea è rappresentata solo dai Sindaci dei rispettivi comuni che mediante accordi politici eleggono Presidente e Direttivo i cui compensi sono stati sensibilmente ridotti. In ogni caso ritengo che questi enti di secondo livello debbano essere aboliti e le funzioni vanno trasferite ai comuni con le relative risorse finanziarie. Si pensi solamente che i soldi del B.I.M. dell'Adda e del Mera (altro ente da abolire), qualcosa come € 12.000.000,00 dodicimilioni di euro, vengono trasferiti interamente alle 5 Comunità Montane. Si otterrebbe sicuramente un risparmio di soldi pubblici: meno sedi prestigiose, uffici, segretari ecc. ecc. I dipendenti non si preoccupino troppo non verranno licenziati, male che vada faranno mobilità nei comuni e cosi passeranno dal paese legale al paese reale.

5. Capisco ma non condivido

Aggiunto il 05.02.2010 da Franco

Capisco e comprendo i timori dei lavoratori delle C.M. ma il Paese non si può più permettere questi sprechi di risorse. Gli Enti pubblici in Italia sono troppi, duplicati di se stessi, funzioni che sovrappongono, burocrazia infinita e costi insostenibili che pesano sulle tasche dei cittadini. Da qualche parte bisognerà iniziare e ritengo giusto iniziare dalle C.M.

4. sarebbe buona cosa

Aggiunto il 05.02.2010 da orobico

Sfoltire gli Enti inutili, moltiplicatori di poltrone e di sprechi. Ottima prosposta!

3. Non è un caso.....

Aggiunto il 05.02.2010 da compa

Non è un caso che a reclamare la necessità che le comunità montane sopravvivano, siano le rappresentanze sindacali. Come si dice in questi casi, SINTOMATICO!

2. Non fare di tutta l'erba un fascio!

Aggiunto il 05.02.2010 da vale

D'accordo,i contribuenti risparmieranno con la soppressione di 140 Comunità montane(se non sbaglio tutte quelle sotto i 600 m.) e la riduzione dei consiglieri da 12.820 a 6.000,pero',secondo me ,questo è un criterio ingiusto!Io eliminerei subito quelle in riva al mare,create solo x dare poltrone(Riviera di Gallura in Sardegna,Bova Marina in Calabria ecc...),nonchè quelle che sperperano denaro pubblico,però lascerei in vita ,insieme a quelle ...graziate,anche quelle virtuose, che dimostrano di spendere bene i soldi,a sostegno della società e del territorio!E credo che la nostra rientri tra queste! E se a Roma sono diventati così... risparmiosi,che comincino a tagliare un po' di poltrone nei loro palazzi,e tanti altri loro privilegi,che sarebbe ora!

1. i costi della politica

Aggiunto il 05.02.2010 da spini donato

E' DA TEMPO CHE IL RUOLO E L'ESISTENZA DELLE COMUNITA' MONTANE E DI ALTRE ISTITUZIONI LOCALI SONO NEL MIRINO , COSTANO TROPPO SONO UNA PLETORA INUTILE E VIA DI SEGUITO ,E' MOLTO SINGOLARE CHE I PIU' FANATICI SOSTENITORI SIEDONO SUGLI ALTI SCRANNI DI CAMERA E SENATO , TROPPO PAGATI , NON SEMBRANO DISPONIBILI A D ALCUNA RINUNCIA , EPPURE I COSTI DELLA POLITICA STANNO ANCHE LI' PESANTISSIMI ,CONSIDERATI ANCHE I RISULTATI DELLA LORO OPERA , SONO GLI STESSI CHE D'IMPETO HANNO RIDOTTO DEL 20 PER CENTO LE GIA' MISERE INDENNITA' DEI VARI ENTI LOCALI ,E LO HANNO FATTO CON IL TRENO IN CORSA, AVESSERO ALMENO ASPETTATO L'INIZIO DELLA LEGISLATURA COSI' ALMENO OGNUNO AVREBBE FATTO I PROPRI CONTI. GLI STESSI CHE IMPONGONO AI SINDACI 2 SOLI MANDATI DOVREBBERO FARLO PER LORO STESSI , NON GIUSTIFICANDOSI CON RAGIONAMENTI CHE NON STANNO NE IN CIELO NE IN TERRA , MA SI SA VALLI A TOCCARE NEL PORTAFOGLIO , E PURTROPPO TUTTI ASSIEME APPASSIONATAMENTE MANGIANO ALLA CORTE . IN MERITO ALLE COMUNITA' MONTANE SI DOVRA' SEMPRE PIU' VALORIZZARE QUEL RUOLO SOVRACOMUNALE , IN AMBITO TUTELA DEL TERRITORIO, SOCIALE , I SERVIZI QUALI DEPURAZIONE FONATURA, E LA VIABILITA' INTERCOMUNALE L'INFORMATIZZAZIONE ,POTENZIANDO LA CAPACITA DI SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA' DI FINANZIAMENTI REGIONALI NAZIONALI ED EUROPEI . INFINE NON DIMENTICHIAMO CHE SPESSO E' PROPRIO ALL'INTERNO DI QUESTI ENTI LOCALI CHE IL CITTADINO PUO' SPERIMENTARE LA PARTECIPAZIONE , ATTUARE LA DEMOCRAZIA ,CRESCERE POLITICAMENTE IN RELTA' PIU' PULITE DI QUANTA DISINFORMAZIONE VOGLIA FARCI CREDERE, MA QUESTO AL LEGISLATORE SEMBRA INTERESSARE POCO.


 

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