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Pubblicato il 10.01.2016 - ore 22:36
 
Categoria: TIRANO - APRICA | VITA POLITICA  
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Dall'Aprica la proposta: La Valcamonica si unisca a Sondrio

La proposta del sindaco di Aprica nel corso del saluto al convegno CISL sul nuovo assetto sanitario lombardo.

Da sinistra i presidenti delle provincie di Brescia Pier Luigi Mottinelli e di Sondrio Luca Della Bitta.
Aprica, che per essere territorio di confine sconta da sempre non pochi problemi, ne ha anche qualche piccolo vantaggio. Per esempio quello di essere luogo d'incontro principe tra le due grandi valli alpine che collega, la Tellina e la Camonica. Lo dimostra l'interessantissimo convegno Verso la sanità di montagna. I bisogni e le risposte, tenutosi sabato 9 gennaio 2015 presso la sala congressi del Centro Direzionale della località.
 
Valtellina e Valcamonica sono due realtà che, nonostante scambi economici e sociali secolari, si sono in passato spesso amministrativamente ignorate o al più parlate con incomprensioni. Le cose stanno cambiando e sono destinate a cambiare sempre più, non solo per il nuovo assetto sanitario lombardo - definito da qualcuno "preveggente" - che ha disegnato l'AST della Montagna dal Lario al Sebino, ma soprattutto per la riforma costituzionale, che prevede anche l'istituzione delle nuove Aree Vaste, oggetto del referendum popolare del prossimo autunno.
 
Nel breve saluto iniziale ai partecipanti al convegno sul nuovo assetto sanitario lombardo (LR 23/2015), il sindaco di Aprica Carla Cioccarelli ha opportunamente approfittato dell'occasione per lanciare nel dibattito politico locale un bel sasso: «Perché la Valcamonica non si stacca da Brescia e non si unisce a Sondrio, con cui ha molto più in comune?». Ad ascoltarla, in prima fila uno accanto all'altro, i presidenti delle provincie di Brescia Pier Luigi Mottinelli e di Sondrio Luca Della Bitta, nonché il consigliere regionale Fabio Fanetti, membro del Comitato per la montagna.

Possibilista Della Bitta, che però è parso un po' spiazzato dalla proposta e preferisce ragionare al momento sull'operatività concreta, anche in virtù degli ottimi rapporti di collaborazione con il collega di Brescia. Secondo Mottinelli, a parte il fatto che l'eventuale percorso istituzionale deve seguire passi ben precisi, in concreto c'è almeno un ostacolo: i problemi viabilistici intervallivi. Ergo dire: o si fa il traforo viario del Mortirolo o non se ne parla proprio; la ss 39 così com'è, più che facilitare i collegamenti tra Valcamonica e Valtellina, parrebbe dunque un ostacolo all'integrazione, mentre tra l'alta Valcamonica e il capoluogo Brescia ci sarebbe già "una percorribilità soddisfacente".
 
Antonio Stefanini




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