“E bravo Murada! Il direttore della Fondazione Fojanini, nonché sindaco di Albosaggia, ha messo ancora una volta il dito nella piaga, sottolineando come, a fronte di 8 milioni di bottiglie consumate annualmente in provincia di Sondrio, la gran parte sia rappresentata da vino prodotto fuori di qui. E’ scoraggiante constatare che su una produzione provinciale di circa 3 milioni e mezzo di bottiglie di qualità, anche eccellente, 400mila rimangano invendute. Gli sforzi dei produttori, piccoli e grandi, per migliorare le caratteristiche del nostro vino hanno portato a riconoscimenti nazionali ed internazionali di altissimo prestigio. I nostri vini nobilitano le tavole dei migliori ristoranti di New York, Parigi, Roma, Parigi, Bruxelles, etc. con un apprezzamento crescente da parte di intenditori di tutto il mondo, ma non trovano un adeguato consumo entro i confini di casa nostra. E non è solo una questione di prezzo, perché il nostro Rosso di Valtellina può competere come caratteristiche organolettiche con vini italiani ed esteri che godono di una reputazione talvolta immeritata ed ha un prezzo accessibile a molti. Senza i marchi prestigiosi che tutti conosciamo l’offerta enogastronomica della nostra terra sarebbe certamente più povera. E’ difficile immaginare Bitto, Bresaola, Pizzoccheri e Sciatt senza una delle nostre etichette prestigiose dietro le quali stanno la fatica, il sacrificio e la volontà di andare avanti, anche a fronte di scarse gratificazioni economiche, di viticoltori che continuano, anno dopo anno, a scrivere un pezzo della storia della nostra terra. Senza di loro non ci sarebbero i terrazzamenti, l’ambizione di poter entrare nel patrimonio dell’Unesco, lo spettacolo straordinario di questi pendii pettinati da filari coltivati con grande fatica. Senza di loro non ci sarebbe un’attrattiva turistica unica che rappresenta una componente importante dell’ambiente naturale che ci circonda. Tradizione, economia, valori morali e sociali, rispetto della natura e offerta di un prodotto di grande qualità. Per queste ragioni abbiamo sempre sostenuto ogni iniziativa tendente alla valorizzazione di questo comparto da parte di istituzioni, associazioni, enti, a cominciare dalla Fondazione Fojanini che storicamente è vicina ai viticoltori e ai piccoli produttori. L’appello che faccio ai ristoratori e agli albergatori è di promuovere il più possibile, e come prima offerta, i nostri vini perché tutto quanto si produce possa essere venduto, premiando economicamente chi opera nel settore. L’Amministrazione Provinciale ha scelto di dare contributi unicamente a sagre, iniziative e feste che utilizzino vino locale. Un piccolo segno, ma significativo della nostra attenzione ai viticoltori e all’intero comparto vitivinicolo. Ovviamente l’Assessorato Provinciale all’Agricoltura è intervenuto con risorse ingenti su progetti diversi, ma non è qui il caso di dilungarsi e rimando alla documentazione disponibile in Provincia. Bravo Murada, e speriamo in un futuro di stretta collaborazione tra viticoltori, case vinicole, Consorzio di Tutela e istituzioni, senza lenzuoli bianchi a coprire lo splendore dei nostri vigneti”.
Sig. Gigi come è difficile da capire, mi consenta cosa vuol dire" Propore soluzioni per risol vere i problemi del comparto ed in secondo luogo.....e Le situazioni potrebbero guardare ad altre realtà che aiutano..." Non ne abbia a male ,ma mi sembra un esercizio di scrittura per dire in modo confuso niente. Anche per me Murada ha colto nel segno senza giri di parole(come le sue) da persona pratica quale è. Forse il comparto avrebbe bisogno di più persone preparate come il Direttore della Foianini,che molto ha fatto per la viticultura anche in zone della bassa valle dove vi è un importate rilancio della vite in particolare nella cosidetta zona dei cek. certo è che i miracoli li compiono i santi e qualche volta le belle ragazze...w.
1. Mi consenta...
Aggiunto il 11.07.2008
da Gigi
Qualsiasi persona che prende parola sull'argomento decanta il valore geologico, culturale, turistico, ecc. dei nostri vigneti ma non analizza fino in fondo quali sono i problemi dell'intera filiera vitivinicola. Sparate come quella del Direttore della Fondazione Fojanini credo lascino il tempo che trovano innanzi tutto perchè ci sono sedi opportune per proporre soluzioni per risolvere i problemi del comparto e in secondo luogo rovinano l'immagine del vino valtellinese che sicuramente non ne giova da questa forma di "pubblicità". Credo sia più opportuno parlare di soluzioni per poter consumare maggiormente il nostro buon vino all'interno delle varie forme di ristorazione presenti sul nostro territorio che lanciare bombe a mano sulla filiera vitivinicola e aspettare le varie reazioni. Le istituzioni potrebbero guardare ad altre realtà che aiutano maggiormente la commercializzazione dei propri prodotti e capire realmente le esigenze del comparto per poter dare un'iniezione di fiducia a tutti gli attori della filiera.