Franco Ziliani: 'Lo Sforzato é la locomotiva o solo una chicca?''Perchè le guide premiano solo Sforzato? Perché le aziende continuano a fare vini per le guide?'.L'eno-giornalista ha proposto sul suo Bolg un'interessante esame dei recenti premi assegnati alle case vinicole valtellinesi, proponendo alcune riflessioni sull'ottimo piazzamento ottenuto dallo Sforzato.![]() Franco Ziliani. Uno spunto per tornare a parlare di cose e di vini valtellinesi mi viene ora dalla pubblicazione dei Gotha vinicoli proclamati dalle varie guide dove fortunatamente, nella ristretta selezione riservata ai vini lombardi (dominata dai Franciacorta), vini valtellinesi non mancano. Non voglio, non me ne può fregare di meno (tanto quello che penso in materia è già noto), entrare nel merito delle aziende scelte dai degustatori, che, gira che ti rigira, continuano sempre, noiosamente e prevedibilmente, ad essere sempre le stesse. Come da copione. Quel che m'interessa, invece, é far rilevare che con l'unica eccezione della guida dell'Espresso, che premia un Valtellina superiore 2005, tutte le altre guide, Vini d'Italia, Duemilavini e Guida Veronelli, hanno concentrato la loro attenzione ed il loro plauso unicamente su quella tipologia di vino, lo Sforzato o Sfursat, che rappresenta solo una piccola parte della produzione valtellinese. E che io, e pochi altri, continuiamo a pensare debba essere solo una chicca, una "specialità", e non il vino il trainante della Valle, ruolo che secondo me tocca al Valtellina superiore, nelle sue diverse sottozone, Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia. Dicono che i gusti della gente stiano cambiando, e penso si debba tenerne conto, anche in quell'esercizio un po' fine a se stesso (e ormai sempre più svuotato di senso) che è lo stabilire, nella redazione di una guida dei vini, chi siano i migliori, i primi della classe, i modelli di riferimento. Eppure non solo le guide tendono a privilegiare, a far sembrare l'unica degna di attenzione, l'unica "importante", quella particolare tipologia di vini che è lo Sforzato (un po' come accade in Valpolicella con l'Amarone), ma sono le stesse aziende produttrici, salvo rarissime eccezioni, a pensare che si debba puntare soprattutto, in termini di immagine aziendale e per accreditare l'idea di un prodotto simbolo dell'azienda, non su quei Valtellina Superiore che fanno la nobilitate della zona, che mostrano la sua bio-diversità in quanto variazioni zonali, di microclimi, di esposizioni e terreni, in chiave di eleganza e finezza, sul tema Nebbiolo di montagna, bensì su quell'enfatizzazione del Nebbiolo e dei vini di Valtellina, realizzata mediante la tecnica dell'appassimento, che è il pur rispettabile Sfursat. A me, perdonate il "francesismo" questa scelta, quella delle aziende e quella delle guide, sembra una vera "bischerata", ma, dico loro, continuate pure, se volete. Non lamentatevi poi se appassiranno anche le vostre ambizioni e l'entusiasmo, e la conseguente disponibilità all'acquisto, da parte dei consumatori...
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Valtellina Superiore e Sforzato
Aggiunto il 23.10.2007
da Franco Ziliani
Sull'annosa vicenda sopravvalutazione dello Sforzato e sottovalutazione dei Valtellina Superiore da parte delle guide, segnalo anche questo commento:http://vinoalvino.org/blog/2007/10/vigna-regina-arpepe-%e2%80%9csovrana%e2%80%9d-dei-nebbiolo-di-montagna-valtellinesi.html cordialità Franco Ziliani 1
lo sforzato e il marketing culinario valtellinese
Aggiunto il 19.10.2007
da luca confalonieri alias la matita
Sono d'accordo con lei di produrre solo il vino Sforzato.Però dobbiamo tener presente che viene venduto solo il 60% del vino prodotto, il restante 40% viene forse utilizzato come "liqueur". I valtellinesi producono questo tipo di vino da decenni, ma pochi lo conoscono. Altre zone vinicole italiane hanno iniziato a produrre vini di vendemmia tardiva da pochi anni e tante persone conoscono questi vini. Ritengo che il grosso problema valtellinese stia nella scarsa propensione al marketing e alla comunicazione. Una zona vinicola così poco estesa e così poco omogenea nella dislocazione dei vigneti dovrebbe vendere un solo vino, appunto lo sforzato. ci sono troppi marchi, mentre lo sforzo commerciale dovrebbe essere concentrato sul marchio Sforzato, non sulle decine di aziende vinicole. Dovrebbero poi esserci sinergìe e strategie che accomunano anche la bresaola e altri prodotti d'eccellenza. Purtroppo questo non succede. Il territorio è troppo piccolo per pensare a produzioni industriali alimentare. la concorrenza è troppo agguerrita. Puntare solo alle eccellenze, questo non succede in questo momento. Grazie di avermi ospitato. la matita |
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