Fuga di cuochi dal Canton TicinoAttilio Scotti: crisi profonda nella ristorazione ticinese.![]() Ma di fronte a questa crisi della ristorazione ticinese che vede una rarificazione della clientela c'è anche chi cerca di mettere in atto nuove soluzioni per attirare i clienti ( un ristorante nel Mendrisiotto sta lanciando la "pizza famiglia" e se consumata dalle ore 18 alle 19,30 un notevole sconto, poi a quell'ora bisogna lasciare libero il tavolo), mentre dalla parti di Ascona due bar-ristoranti offrono aperitivi ( happy hour) con tante piccole specialità calde a sette franchi compreso un bicchiere di Prosecco. Quindi la grande crisi in questo settore esiste, e si fa strada la preoccupazione che molti addetti ai lavori perdano il posto. Ma esiste anche un altro aspetto, forse poco conosciuto. La "fuga" di bravi e celebrati chef verso l'Italia e sopratutto verso la Lombardia, fenomeno che non si era mai configurato negli anni, infatti erano in prevalenza i cuochi italiani che varcavano il confine per approdare in Svizzera. Da poco è arrivato a Sondrio al Grand Hotel della Posta Aurelio Della Torre (quarantenne in ascesa nel mondo della ristorazione, era al San Bernardo di Comano, premiatissimo nel 2007 con la Guida Gault Millau), mentre altri blasonati chef intendono far le valigie. |
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