Cerca in VAOL nel web
 
Prima pagina Colico Mandello Lario Occidentale Valchiavenna Morbegno Bassa Valle Sondrio Valmalenco Tirano Aprica Bormio Livigno Bregaglia Poschiavo
CRONACHE ATTUALITA' ECONOMIA POLITICA SPORT CULTURA E SPETTACOLI TUTTO TURISMO FUORI VALLE CINEMA COMUNI
photo gallery video gallery bacheca blog webcam foto del giorno wallpaper sondaggi newsletter link utili Casa.it

Pubblicato il 08.01.2010
 
Categoria: FUORIPORTA | ECONOMIA E LAVORO  
Letto 1614 volte

Condividi Facebook Twitter Friendfeed


Fuga di cuochi dal Canton Ticino

Attilio Scotti: crisi profonda nella ristorazione ticinese.

I primi sintomi di un malessere nella ristorazione ticinese risalgono ad alcuni mesi fa con la cancellazione della stella da parte della prestigiosa Guida Michelin per due notissimi ristoranti: il Conca Bella di Vacallo e il Motto del Gallo di Riviera Taverne (dove Josè de la Iglesias e Piero Tenca hanno consegnato per anni una cucina di altissimo livello e solo da poco hanno passato la mano ). Da pochi giorni a questa parte serrata la saracinesca di un noto ristorante di Lugano ( Il Faro, specialità pesce), e a Comano chiude l'innovativo San Bernardo, nel Mendrisiotto tre pizzerie, e anche il ristorante gestito dallo  chef della squadra della nazionale italiana di calcio che operava a Lugano ( vicino al Palazzo esposizioni ) è chiuso. La Locanda degli Eventi di Novazzano che spiccava per una seria e motivata cucina del territorio balbetta, non si capisce bene quando è aperta o chiusa. La mitica "Agnese" di Intragna riaprirà a fine marzo? A Chiasso se non ci fosse il Mowenpick sarebbe deserto assoluto.

Ma di fronte a questa crisi della ristorazione ticinese che vede una rarificazione della  clientela c'è anche chi cerca di mettere in atto nuove soluzioni per attirare i clienti ( un ristorante nel Mendrisiotto sta lanciando la "pizza famiglia" e se consumata dalle ore 18 alle 19,30 un notevole sconto, poi a quell'ora bisogna lasciare libero il tavolo), mentre dalla parti di Ascona due bar-ristoranti offrono aperitivi ( happy hour) con tante piccole specialità calde a sette franchi compreso un bicchiere di Prosecco.

Quindi la grande crisi in questo settore esiste, e si fa strada la preoccupazione che molti addetti ai lavori perdano il posto.

Ma esiste anche un altro aspetto, forse poco conosciuto. La "fuga" di bravi e celebrati chef verso l'Italia e sopratutto verso la Lombardia, fenomeno che non si era mai configurato negli anni, infatti erano in prevalenza i cuochi italiani che varcavano il confine per approdare in Svizzera. Da poco è arrivato a Sondrio al Grand Hotel della Posta Aurelio Della Torre (quarantenne in ascesa nel mondo della ristorazione, era al San Bernardo di Comano, premiatissimo nel 2007 con la Guida Gault Millau), mentre altri blasonati chef intendono far le valigie.







  0 commenti    
  Le notizie più lette