I Democratici: «Giudizio favorevole sul Ptra Media Alta Valtellina»
«Condividiamo il tentativo di introdurre un approccio innovativo allo sfruttamento della risorsa turistica».
Pubblichiamo la nota stampa integrale diffusa da I Democratici.
Il Gruppo Consigliare I Democratici ha presentato oggi un documento con le proprie osservazioni sul Piano Territoriale Regionale d’Area – Media Alta Valtellina.
Il giudizio di massima è favorevole e si basa su aspetti quali la valorizzazione del patrimonio ambientale, il superamento delle criticità legate agli ambiti degradati ed al modello degli insediamenti ed il governo sostenibile delle opportunità economiche.
In particolare, condividiamo il tentativo di introdurre un approccio innovativo allo sfruttamento della risorsa turistica, in grado di superare gli asfittici scenari attuali partendo dalle specificità del paesaggio nonché dalle peculiarità della regione alpina, riconosciute e tutelate a livello europeo.
Pur apprezzando il rilievo posto sulle opportunità connesse al potenziamento della rete ferroviaria provinciale, non possiamo non osservare come tale visione confligga in modo stridente con lo stato di degrado progressivo in cui versano le linee ferroviarie attualmente operative in provincia di Sondrio.
VALORIZZATO
Il Piano potrà e dovrà essere ulteriormente valorizzato a seguito della presa in carico ed attenta valutazione dei rilievi mossi da Enti ed istituzioni coinvolti, quali stimoli concreti finalizzati alla condivisione delle scelte ed al raggiungimento della massima adeguatezza possibile alle esigenze del territorio.
Suscita, invece, sconcerto e preoccupazione il totale rigetto della proposta espresso sia da singoli comuni che da Comunità Montane della Media Alta Valtellina - almeno stando alle dichiarazioni di stampa di queste ultime settimane - considerato che il procedimento di VAS è stato avviato nel dicembre 2009, con la prima conferenza di valutazione, e che risultano essere state esperite tutte le fasi di consultazione (Enti, rappresentanze sociali, categorie economiche, etc.) previste dalla normativa.
SOLUZIONI
Se tali chiusure dovessero cristallizzarsi in rigide posizioni non più superabili, assisteremmo all’ennesima occasione mancata di “esercizio di autonomia” nell’uso di uno strumento di programmazione innovativo messo a nostra disposizione dall’ente regionale. Per non parlare, inoltre, dello sperpero di denaro pubblico di cui anche l’Amministrazione Provinciale si renderebbe partecipe, considerati i costi rilevanti delle consulenze tecnico-scientifiche attivate a suo tempo per la redazione di un elaborato così complesso.
Auspichiamo, quindi, che il dibattito in corso dia luogo a soluzioni concrete di tutela effettiva degli interessi dell’intera comunità, coerenti con l’impianto e la visione del documento di Piano.
1 commenti
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avanti con i vincoli
Aggiunto il 02.10.2011
da tiziano
devo purtroppo dire da osservatore che la sinistra è sempre in prima fila nel proporre vincoli sul territorio, credo faccia parte della cultura in cui tutto deve essere controllato dal potere politico. Certamente le regole ed alcuni vincoi sono indspensabili, ma ora di questo passo con la complicità dei PGT e dei funzionari regionali (impegnati solo a porre vincoli senza dare risorse al territorio perchè tanto lo stipendio è garantito), un cittadino sarà costretto a camminare scalzo per non calpestare l'insetto di turno. Se ci fosse un vero interesse al territorio si dovrebbero incentivare le attività agricole di montagna e dare aiuti a chi sfalcia i terreni nei nostri bellissimi maggenghi, che purtroppo stanno scomaprendo. Giulia Crespi (presidente FAI), ha più volte detto a gran voce che il territorio deve essere salvaguardato ed una delle principali iniziative per farlo è quello del mantenimento dei prati di montagna con la pulizia e lo sfalcio, tutto il resto è carta straccia e proclami destinati a complicare la vita dei cittadini, ad aumentare i costi e la burocrazia mentre il territorio montano tra qualche anno sarà un ambiente incolto in cui nessuno andrà più a viverci nè a passeggiare. MENO CARTE, MENO STUDI, MENO BURACRATI fuori dalla realtà, PIU' LAVORI DI PULIZIA DEI TERRENI, PIU' SOSTEGNO ALLE ATTIVITA' PICCOLE DI MONTAGNA. Un esempio di ottusaggine dei nostri burocrati: se io volessi riportare a prato un terreno di montagna che si è riempito di arbusti per il mancato sfalcio di 4/5 anni, mi viene risposto che essendo diventato "bosco" devo pagare indennizzo ambientale......ma dove siamo arrivati???. ribelliamoci o sarà la nostra fine e la fine del nostro futuro.