I genitori di Mazzo scrivono al sindaco di Tovo sull'unione dei plessi scolastici

'Ci piacerebbe che si cominciassero a fare battaglie 'di contenuti' che migliorino i servizi diminuendone i costi'.


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Pubblicato il: 11/03/2010
Categoria: TIRANO - APRICA | ATTUALITA'

Pubblichiamo la lettera aperta firmata dai genitori di Mazzo e indirizzata al sindaco di Tovo, e per conoscenza a quelli di Mazzo, Lovero, Vervio, al prefetto di Sondrio, al provvediotre agli studi e ai cittadini.


Il fabbricato scuola elementare di Tovo
Noi genitori di Mazzo ci permettiamo di rispondere alla sua comunicazione (del sindaco di Tovo. ndr) affissa all'albo e in estrema sintesi apparsa sui giornali locali con la quale ribadisce, da un lato che la scuola è conforme a tutte le norme vigenti in materia di sicurezza e dall'altro che continuerà a sostenere l'investimento per l'edificio scolastico sito nel suo Comune, non ritenendo le opere di adattamento uno spreco di denaro pubblico.

Siamo convinti che quanto fatto fino ad ora da noi genitori e dall'amministrazione comunale di Mazzo non possa essere liquidato come "Polemica sulla scuola elementare di Tovo S. Agata".

Riteniamo piuttosto, grazie alle nostre continue pressioni, di aver raggiunto un primo importante e storico risultato anche da Lei ritenuto "ragionevole, auspicabile, condivisibile, ed inevitabile": l'unione dei plessi di Mazzo e Tovo.

Quello che ci aspetteremmo dalle amministrazioni comunali sarebbe una prova di capacità di analisi e di maturità che tarda a venire e per la quale mettiamo in copia alla presente anche il Prefetto nel suo ruolo "super partes" di coordinatore delle amministrazioni comunali.

E' opportuno che ognuno di noi cittadini e  di voi amministratori capisca come questo possa essere il primo passo per allargare gli orizzonti visuali che attualmente spesso non vanno oltre al proprio campanile. Speriamo che questo sia soltanto il primo passo verso una graduale ma fondamentale unificazione delle 4 piccole comunità a cui apparteniamo noi, voi ed i cittadini di Lovero e Vervio.

Ci piacerebbe che si cominciassero a fare battaglie "di contenuti" che migliorino i servizi diminuendone i costi, per i propri cittadini e non continue e sporadiche "mozioni degli affetti" per i voti dei propri elettori.

Ora siamo alla inevitabile resa dei conti finale, alla ricerca di "chi la spunterà". Non sappiamo quale sarà l'esito , ma, auspicheremmo che questo fosse:

  • il migliore per i nostri figli
  • quello che non sperperi ulteriore denaro pubblico
  • quello che non esacerbi ulteriormente gli animi dei cittadini

Il complesso scuola infanzia e scuola elementare.
Come da lei auspicato, nella lettera ai  suoi cittadini, condividiamo la necessità di un confronto diretto per discutere delle perplessità che di seguito esponiamo.

Venendo alla situazione dei plessi scolastici, concordiamo con l'amministrazione di Tovo sui seguenti punti:

L'unione  dei plessi che, oramai  apparentemente, salvo ulteriori sorprese, dovrebbe essere stata finalmente e storicamente decretata.

Apprezziamo la sensibilità del Comune di Tovo nei confronti del problema scuola (ed in particolare nel sostegno all'offerta formativa) ed auspichiamo che nell'accorpamento dei plessi, tale sensibilità possa fare da traino anche per il Comune di Mazzo che in passato si è espresso  probabilmente in tono minore.

Concordiamo sull'importanza dell'investimento nella scuola inteso come investimento nel futuro , che passa attraverso  il rafforzamento dell'offerta  formativa proposta dalla scuola pubblica. Auspicheremmo che l'unione dei plessi possa far nascere un comitato "interforze" che possa ulteriormente migliorare questo aspetto.

Condividiamo pure il fatto che sia necessaria "la differenziazione e la equa distribuzione delle risorse presenti sul territorio", o meglio dei servizi da erogare ai cittadini, ma, riteniamo che queste non debbano per forza applicarsi a qualsiasi costo al singolo servizio prescindendo da qualsiasi considerazione economica o dello stato di fatto. Crediamo ci siano servizi che possano  essere, giustamente, assegnati ad un Comune ed altri ad un altro, ma ciò non dovrebbe prescindere da una attenta valutazione della miglior vocazione a quella funzione delle strutture esistenti nell'uno o nell'altro.

Per contro la questione non ci "appare per nulla complicata". Qualsiasi persona ragionevole credo possa essere in grado di stabilire oggettivamente come la scuola di Mazzo:

1.      Risponda da subito e senza modifiche se non banali o marginali alle norme di prevenzione incendi (D.M. 26 Agosto 1992) anche se ospitasse più di 100 fra studenti,  docenti e personale ATA (classificazione di "tipo 1")

2.      Disponga di un numero maggiore di aule immediatamente fruibili per l'attività didattica.

3.      Risponda da subito al regolamento sull'eliminazione delle barriere architettoniche (D.P.R. 24/7/1996), essendo oltretutto dotata di ascensore

4.      Faccia parte di un complesso scolastico che comprende anche la Scuola dell'Infanzia già tra l'altro frequentata da tutti gli studenti dei 4 paesi sopra citati. (A tal proposito il DM 18 del 18/12/1975 recita "Dal punto di vista didattico e logistico è opportuno prevedere, laddove possibile, edifici contigui di scuole materne ed elementari")

5.      Preveda  un numero inferiore di studenti da spostare con i mezzi pubblici sia per singolo comune, sia nel caso fosse istituito un servizio di trasporto integrato.

6.      Disponga da subito di una palestra di dimensioni accettabili, arredata ed attrezzata, all'interno del complesso scuola dell'infanzia-scuola elementare.

7.      Disponga  di una mensa funzionante per l'erogazione di pasti caldi in funzione per la scuola dell'infanzia e facilmente utilizzabile in futuro da supporto per eventuali rientri o per eventuali classi a tempo pieno.

8.      Nelle immediate vicinanze esiste un centro sportivo che comprende campo da minibasket, da pallavolo e da calcio.

Ed allo stesso modo, ma su questo stimoliamo ed auspichiamo risposte ai nostri dubbi da parte Sua, ci pare altrettanto oggettivo che la scuola di Tovo:

1.      Sancito il superamento delle 99 unità, dovuto all'accorpamento dei plessi, ai fini della normativa antincendio sopra citata la scuola verrebbe classificata di "Tipo 1".

2.      Se la scuola attualmente classificata di "tipo 0", come da Lei sottolineato "risponde a tutte le norme vigenti", con il cambio di classificazione, questo non è più vero come probabilmente sa benissimo, se è vero che il Consiglio Comunale da Lei presieduto ha approvato un progetto di qualche migliaio di Euro per la sola progettazione degli interventi necessari per l'adeguamento.

3.      Ci parrebbe, da "non tecnici" che, come sancito al punto 13 della normativa citata (D.M. 26 Agosto 1992), l'articolo 5.2 imponga la realizzazione di 2 uscite  e di almeno una scala di sicurezza esterna che permetta il deflusso da ogni piano (salvo applicabilità deroghe, circolare P2244/4122, che si tradurrebbero comunque in un minor livello di sicurezza). Alcune modifiche potrebbero essere richieste anche a tutte le porte interne per l'adeguamento REI.

4.      L'eventuale ristrutturazione dell'edificio imporrebbe il rispetto ancor più stringente del regolamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche.

5.      Fatto salvo il principio per cui (art. 23 del D.P.R. 24/6/1996 n. 503) "Gli (...) edifici scolastici (...) devono assicurare la loro utilizzazione anche da parte di studenti non deambulanti o con difficoltà di deambulazione" sebbene la norma non preveda espressamente che si debba costruire un ascensore, e preveda invece la "necessità", nelle scuole sprovviste di ascensore, di spostare la classe frequentata da un alunno non deambulante, in un'aula a pian terreno, vorremmo che venisse argomentato il motivo per cui questo edificio senza ascensore comporti minori disagi organizzativi rispetto ad uno che ne sia dotato. Ci pare del tutto evidente, in caso contrario, che la sua eventuale realizzazione non possa considerarsi economicamente irrilevante.

6.      Innegabile in ogni caso che la scuola sia più piccolina di quella di Mazzo e di conseguenza da ritenersi ragionevolmente meno confortevole.

7.      L'altezza delle aule semi-interrate, sempre sulla base della normativa del 1975,  dovrebbe raggiungere almeno 3 m. di altezza perché possano considerarsi adatte ad attività didattica.

8.      Il problema, secondario forse rispetto ad altri, della realizzazione della  palestra   "temporanea" comporterebbe di nuovo per il Comune un ulteriore dispendio economico per l'adeguamento di locali diversamente adibiti e per l'acquisto di materiale ed attrezzature sportive. Inoltre per il raggiungimento, da parte degli alunni, di tali locali si renderebbe necessario l'accompagnamento degli studenti lungo le strade del paese, sia pure per poche centinaia di metri, accollando al personale docente l'onere della responsabilità di tale operazione.

9.      Infine sui tempi di realizzazione ... non ci pronunciamo.

Crediamo che dai punti sopra citati, che a noi paiono evidenti, ne derivi la necessità di effettuare IMPORTANTI quanto dispendiosi interventi di adeguamento straordinario agli edifici, siti in comune di Tovo. A noi questo "dispendio di denaro pubblico non fa sorridere",  anzi ci fa piuttosto indignare, in quanto rifiuta di prendere in considerazione soluzioni alternative già in essere a costo pressoché nullo, a favore invece di motivazioni a nostro avviso poco razionali e soprattutto, per quanto comprensibili, di carattere affettivo.

Nell'ottica,  però, di non cadere da ambo le parti  nella "trascendenza dai dati oggettivi", chiediamo alle S.V. di voler convocare al più presto una riunione tecnica fra Sindaci e Provveditore, nella quale chiediamo che il Prefetto possa assumere il ruolo di "mediatore" alla ricerca delle risposte alle perplessità tutt'altro che "affettive" o "polemiche" che noi genitori di Mazzo solleviamo con la presente.

L'occasione ci è gradita per porgere a tutti i nostri più Cordiali Saluti.


I genitori Firmatari





3 commenti

3. TOVO NON APRE LA SCUOLA AI GENITORI DI MAZZO

Aggiunto il 16.04.2010 da Cristina Saligari

Alla richiesta dei genitori presentata dal Sindaco di Mazzo di poter vedere la scuola di Tovo (in previsione dello spostamento dei propri figli in quella struttura) il Sindaco di Tovo risponde NO giustificando la richiesta non sufficientemente rappresentativa. Ma va da se che i genitori dei Comuni di Lovero Tovo e Vervio non lo chiedano loro già la frequentano e la conoscono. Vorrei capire ora : se non vogliamo le pluriclassi dobbiamo spostarci da Mazzo ma non possiamo vedere dove i nostri figli dovranno passare 9 mesi l'anno! (dove sta la tutela dei minori?).... Cristina Saligari

2. Dribbling

Aggiunto il 13.04.2010

Non solo non si vuole accettare la critica sulla diversità evidente dei due stabili..ma ci si nasconde dietro ai numeri (Mazzo 46 alunni Tovo con Lovero e Vervio 61) e si prosegue con gli investimenti. Con un bel dribbling lunedì 12 aprile 2010 (come mai in questa data?) è stata vanificata la possiblità del plesso unico (confermatoci con lettera della dirigente due giorni prima la scadenza delle iscrizioni di fine febbraio) riseparando le due scuole. Prendiamo atto: A Mazzo rimangono pluriclassi a Tovo per quest'anno 5 classi. A Tovo si continua ad investire quando i Sindaci della Provincia lamentano la disponibilità di fondi (e Mazzo sta a 1 km.) Il tutto succede dopo che, i genitori per non "peccare di campanilismo" dicono: se l edificio di Tovo è a norma come garantito da più parti, e dobbiamo fare spostamenti quanto meno prima vorremmo visitare i due edifici per poter fare delle scelte liberamente e non sulla carta. Dopo la richiesta di Open Day ( 9 aprile venerdì) attendiamo di sapere quando potremo visitare le due scuole visto che ci dovremo mandare i nostri figli (qualora, come già detto, non volessimo affrontare le pluriclassi). Attendiamo nuove ma per ora i nostri figli sono in balia di tutto meno che delle scelte più adeguate per loro! Cristina Saligari

1. Dov'è il problema?

Aggiunto il 12.03.2010

Da tempo ormai, è ampiamente argomentato a mezzo stampa il periodo di ristrettezze economiche in cui viviamo. Tutti coloro che hanno figli in età scolastica hanno potuto "toccare con mano" le problematiche legate ai fondi che non ci sono....Docenti per supplenze che non si trovano, fondi esauriti per il materiale ed i progetti scolastici... Nel caso specifico, mi pare di capire che il problema si vuol porre al contrario! Scusate ma proprio non mi è chiaro perché si debba investire denaro in una struttura, se un'alternativa valida, da come descritto, già esiste a poca distanza. Per una volta....dov'è il problema?


 

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