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Pubblicato il 10.09.2010
 
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L'azienda ospedaliera puntualizza la propria posizione

Marco Votta: 'Sono state rivolte offese pesanti all'Azienda'.

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa diffusa dall'Azienda ospedaliera in risposta al comunicato diffuso nei giorni scorsi dai sindacati.



Mercoledì 8 settembre 2010 si è tenuta presso la direzione generale dell’AOVV una conferenza stampa indetta dal Dir. Generale , il Dott. Marco Votta , il quale ha fortemente voluto questo momento d’incontro con la stampa per fornire alcuni chiarimenti agli organi d’informazione che negli ultimi giorni avevano pubblicato alcune inesattezze riguardo la gestione dell’azienda. Chiarimenti ritenuti, dal Direttore doverosi, in difesa dei 3.200 dipendenti dell’AOVV che di anno in anno con la propria elevata professionalità e spirito di dedizione hanno contribuito in modo determinante alla costruzione della ottima reputazione degli ospedali valtellinesi e valchiavennaschi :


Tali offese - ha dichiarato il dir. generale - preferirei, di gran lunga, fossero rivolte alla mia persona e non all’Azienda".


Il Direttore Generale, in relazione alle accuse di “assenza di una strategia aziendale” sollevate negli articoli dei giorni scorsi ha richiamato il piano organizzativo aziendale del 2008 - approvato dalla Regione Lombardia – che costituisce il viatico cui questa direzione si deve attenere rigorosamente. Fermo restando eventuali correzioni da concordare volta per volta con la Regione che, attraverso la Presidenza e l’Assessorato alla Sanità, ha sempre guardato con attenzione ai problemi della Sanità della Provincia.


Circa i dubbi sollevati riguardo le capacità manageriali dell’attuale dirigenza il Dott. Votta ha ricordato che la Regione Lombardia , unica tra le regioni italiane, ha da tempo istituito, albi degli aspiranti direttori generali, amministrativi e sanitari, cui possono accedere esclusivamente professionisti in possesso di elevata qualificazione professionale e comprovata esperienza dirigenziale. Ciò premesso ha altresì ricordato che l’operato della Direzione Strategica viene sottoposta, annualmente, all’attenta valutazione della Regione.

Il Dott. Votta ha quindi voluto precisare alcuni punti trattati dalla stampa in modo non completamente comprensibile per il pubblico e, in particolare, ha chiarito che i 3.300.00 euro di disavanzo cui i titoli di stampa del 7 settembre facevano riferimento, lungi dal derivare da problemi di gestione, sono diretta conseguenza di una sentenza sfavorevole che ha condannato l’AOVV a risarcire un danno (risalente al 2001) per 3.870.00 euro, di cui solo 500.00 coperti da assicurazione; a tale evento straordinario l’Azienda ha fatto fronte con uno specifico piano che consentirà di chiudere il bilancio di fine anno in pareggio.

Con riguardo al calo delle attività, la percentuale del 6% citata dalla stampa, è assolutamente coerente con il dato che emerge dalle analoghe realtà regionali ed è indice del sempre maggiore livello di appropriatezza di ricovero e di cura. Poiché si era fatto riferimento alla “fuga di medici”, il Direttore Generale ha negato con forza che ciò corrisponda alla realtà dei fatti:

In parte si tratta di un fisiologico turn over di personale, in parte di medici che hanno raggiunto l’età massima pensionabile e che, quindi, non possono proseguire il rapporto d’impiego con l’azienda.”

A riprova del fatto che non di fuga si tratta alla conferenza stampa hanno partecipato tre noti medici che hanno dedicato all’azienda molti anni di attività professionale e che hanno voluto portare la loro diretta testimonianza alla stampa.


Il Dott. Giuseppe Marcolli - Direttore del Dipartimento di Chirurgia - il Dott. Alberto Branca – Direttore Struttura Complessa di Ortopedia di Sondrio - il Dott. Vincenzo De Cristofaro – Direttore del Dipartimento di Nefrologia e Dialisi - i quali, pur avendo raggiunto l’età della pensione, hanno di buon grado accolto la proposta del vertice aziendale di proseguire la loro attività a servizio della comunità di Valtellina e Valchiavenna attraverso la stipula di appositi contratti di consulenza – hanno brevemente ricordato gli anni trascorsi presso l’azienda e hanno voluto sottolineare l’alto livello dei servizi prestati presso i presidi ospedalieri e l’alta professionalità costantemente espressa negli anni dai loro collaboratori, professionalità e servizi non inferiore alla migliore offerta a livello regionale.

Per rispondere poi a quanto affermato nell’articolo del quotidiano la Provincia di Sondrio datato 7 settembre che titolava “Ospedale in deficit, vende sangue”, il Direttore Generale, vista la delicatezza del tema trattato, ha voluto chiarire in modo radicale e definitivo ogni possibile malinteso passando la parola al Dott. Claudio Velati, Direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale e Ematologia, che nel suo intervento, che si riporta integralmente , ha tenuto a sottolineare come tutto il ciclo della raccolta e distribuzione del sangue sia assolutamente estraneo a qualsivoglia logica di tipo commerciale:


““Nell’articolo si afferma che il sangue raccolto dai donatori della Valtellina verrebbe venduto per ripianare i conti dell’AOVV è un affermazione gravissima. In Italia, infatti, ogni aspetto legato alla donazione e alla trasfusione del sangue è per legge avulso da ogni possibilità di commercio. Il sangue è un prodotto salvavita che si utilizza quando ogni altra alternativa terapeutica è fallita e deve essere garantito a tutti i pazienti che ne hanno bisogno. Le leggi italiane e lombarde definiscono in modo rigoroso le modalità dello scambio di unità di sangue e farmaci plasma derivati che è consentito esclusivamente tra strutture pubbliche e i cui rimborsi sono definiti con decreti legge. Ogni aspetto che riguarda la fornitura di sangue da parte di strutture sanitarie che hanno la capacità e la fortuna di avere un gran numero di donatori ad altre strutture sanitarie meno fortunate o che hanno grandi consumi legati a patologie complesse è programmato dal Centro Nazionale Sangue e dalla Regione Lombardia. Non è mai consentita alcuna trattativa di carattere commerciale. Proprio perché tutti questi meccanismi devono essere trasparenti le forniture di sangue e i relativi rimborsi devono essere posti nel bilancio aziendale. La nostra azienda appartiene al gruppo delle aziende capaci e fortunate perché può contare su una forte associazione di donatori di sangue e su un dipartimento di medicina trasfusionale che da tempo costituisce un punto di riferimento per la Regione Lombardia anche per la fornitura di sangue ad ospedali lombardi e di altre regioni italiane. Tali attività quindi non sono, e non potrebbero in alcun modo essere, subordinate a logiche di bilancio aziendale, ma semplicemente risultano, doverosamente, nel bilancio stesso. Sarebbe auspicabile che argomenti così delicati e che comportano aspetti di etica e di solidarietà umana non venissero usati strumentalmente: il sangue donato è una garanzia per la salute e la vita dei cittadini. Per arruolare e mantenere un donatore nella sua attività le associazioni di volontariato e l’AOVV impegnano tempo e risorse. Ridurre un gesto così nobile a semplice strumento di bilancio significa disincentivare chi ha messo la sua persona al servizio degli altri.”



Alle considerazioni del Dott. Velati si sono associati i vertici locali dell’AVIS, Sig. Bruno Mazzini, Presidente Provinciale, e il Sig. Antonio Bettini, Segretario Provinciale, anch’essi presenti alla conferenza stampa. Il Presidente Mazzini, nel suo intervento, nell’enfatizzare l’altissima e meritoria funzione sociale svolta dai donatori dell’Avis, grazie anche all’ottimo livello di collaborazione raggiunto con il DMTE (Dipartimento di Medicina Trasfusionale e Ematologia), ha voluto sottolineare come una cattiva informazione possa nuocere gravemente all’interesse collettivo danneggiando l’immagine dell’Avis stessa presso i suoi volontari ovvero disincentivando potenziali donatori.



Nel riprendere la parola il Dir. Generale ha, quindi, affrontato il tema delle critiche mosse alla direzione aziendale, negli scorsi mesi, dai Sindaci e dalla Comunità Montana dell’Alta Valtellina, in merito alla mancata adesione al piano regionale sulle cure paliative.

Nel chiarire che diverse altre aziende lombarde hanno fatto la stessa scelta, il Dott. Votta ha voluto spiegare che tale scelta è stata determinata dal fatto che, in Provincia di Sondrio, la convenzione stipulata tra l’Asl e alcune società cooperative per l’espletamento del servizio di assistenza domiciliare a pazienti oncologici funziona perfettamente. Appariva quindi inutile sottrarre fondi regionali ad altre realtà territoriali ove non è presente un servizio pa5rimenti efficace . A riprova di ciò è stato mostrato alla stampa una lettera inoltrata dalle cooperative sociali, Ardesia, Baita Serena, Arca, la casa di riposo Ambrosetti e Chicca Raina, che testualmente recita:


Come enti accreditati presso l’ASL della provincia di Sondrio per l’erogazione dell’Assistenza Domiciliare, abbiamo ricevuto la Vostra comunicazione e non possiamo non rilevare come il contenuto dell’esposto della Comunità Montana Alta Valle e dei Sindaci non corrisponda affatto alla realtà del territorio provinciale in materia di assistenza domiciliare integrata cure paliative. Vi ringraziamo l’opportuna opera di corretta informazione svolta nei confronti della giunta regionale, che rappresenta un giusto riconoscimento agli operatori che da anni, con professionalità e dedizione, prestano le cure paliative domiciliari”



Con riferimento invece alla riorganizzazione del servizio 118, lavoro seguito da vicino dal Dott. Votta e portato avanti dal Dott. Alberto Zoli - Direttore Generale dell’Azienda Regionale Emergenza Urgenza – nel sottolineare che le scelte fatte vanno, come sempre, nella direzione di assicurare il benessere del cittadino, si è evidenziato che il modello organizzativo di prossima attuazione rispecchia quello già adottato da molti paesi all’avanguardia in campo sanitario, tra cui Canada e Inghilterra.

In conclusione d’incontro il Dir. Generale dell’AOVV ha voluto salutare i giornalisti intervenuti annunciandogli che il Rettore dell’Università Bicocca, da Lui interessato in proposito nel mese di giugno a riprova della volontà di perseguire con forza la rivalutazione dell’Ospedale Morelli, ha comunicato la propria disponibilità all’attivazione, presso il Presidio Ospedaliero di Sondalo, di un corso di Laurea per Tecnici Radiologi.   






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