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Pubblicato il 01.09.2011 - ore 12:13
 
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L'intervista. A febbraio era fuggito dalla Libia. Ora sogna di tornare

La storia di Paolo Della Morte, manager della Ravanelli Spa: 'La gente di Tobruk ci aspetta'.

Paolo Della Morte
A febbraio aveva lasciato la Libia dopo una corsa rocambolesca nel deserto e una notte trascorsa assediato nel proprio cantiere circondato dai ribelli che sparavano raffiche di mitra. Oggi però, a sei mesi di distanza da quell'avventurosa fuga, Paolo Della Morte - valtellinese di 41 anni e origini  di Campodolcino, cresciuto a Traona  ed  ora residente d anni a Colico - dirigente della Enrico Ravanelli Spa di Venzone (Ud), si dice ottimista circa la possibilità di rientrare presto a Tobruk e riprendere a lavorare nel gigantesco cantiere abbandonato in fretta e furia.  

   

OPERE PER 100 MILIONI

La Ravanelli era in Libia da un paio di anni: aveva ricevuto una commessa dal Governo per realizzare opere di urbanizzazione primarie sottoservizi nella città di Tobruk, popolata da circa 100mila abitanti e situata a 150 chilometri dall'Egitto.  Un lavoro da 100milioni euro, al quale sarebbero poi dovuti seguire due altri lotti per un totale di 300milioni. Della Morte, con lo staff della ravanelli, collaborava alla realizzazione del progetto. "Nelle ultime settimane – ci racconta al telefono, dalla sede centrale della sua azienda a Venzone  - si è avuta la netta sensazione che la svolta in Libia sia ormai certa. Seguiamo ogni novità, passo dopo passo. Gheddafi pare sempre più destituito di ogni potere e i nostri contatti in Libia ci riferiscono di un'euforia generale tra la popolazione che sta contagiando anche imprese italiane costrette alla fuga".

 

PROSPETTIVE POSITIVE

Conferme ufficiali ancora non ce ne sono, ma le prime indicazioni rilevate dalla Ravanelli stanno facendo ben sperare per il futuro. "Abbiamo sentito i responsabili delle istituzioni governative che a suo tempo rappresentavano i nostri interlocutori istituzionali. Seppure al momento siano privi di ogni autorità, ci hanno rinnovato il pieno interesse affinché si possa accelerare il ritorno dei nostri operai a Tobruk, per ricominciare quanto rimasto in sospeso. Non abbiamo invece, notizie  sullo stato dei mezzi e delle attrezzature che abbiamo dovuto abbandonare. Abbiamo provveduto nel frattempo a stilare un conteggio dei notevoli danni subiti".

 

ATTESA E DUBBI

"Per creare le condizioni favorevoli al rientro delle imprese italiane, inclusa la nostra - ha spiegato Della Morte – servirà prima raggiungere un accordo con le forze della rivoluzione. La Libia deve essere pacificata, la popolazione dovrà essere disarmata e dovranno essere garantite le condizioni di ordine pubblico necessarie alla sicurezza dei lavoratori. Non nascondo che questi mesi sono stati durissimi per noi. Se non fosse stata per la solidità della nostra società, probabilmente avremmo dovuto ridimensionare drasticamente e licenziare molte persone. Purtroppo, in questo lungo periodo di incertezza, il Governo italiano non ha pensato a fornire strumenti di sostegno alle imprese italiane costrette a fuggire dalla Libia. La situazione economica generale poi, non ha aiutato a fronteggiare questa fase".

 

PREPARARE IL RITORNO

Anche per questo Paolo Della Morte conta di poter riprendere i lavori il prima possibile. "Stiamo predisponendo il tutto per fare una prima visita in Libia a settembre. I contatti che abbiamo allacciato con i nostri vecchi collaboratori sono positivi. Ora si tratta di compiere i passi necessari a favorire il nostro rientro operativo. Da quanto ci dicono, la situazione a Tobruk, situata a est del Paese, è più tranquilla, rispetto al resto del paese, se pensiamo a Tobruk posta a circa 1.600 km da Tripoli. La volontà della popolazione è di raggiungere al più presto una condizione di serenità, il prima possibile. In questi mesi, anche per i rapporti personali e umani che avevamo allacciato con la gente del posto, abbiamo cercato di sostenere le associazioni e gli ospedali, inviado aiuti sanitari, medicinali e generi di prima necessità. Sono sicuro che il popolo libico saprà rialzarsi molto presto da questa situazione".






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