L'UE condanna la caccia alle specie protette

Il WWF: «Un’altra vergognosa condanna, che ricade sulle spalle di tutti i cittadini».


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Pubblicato il: 19/07/2010
Categoria: SONDRIO - VALMALENCO | CRONACHE

Grande soddisfazione da parte del WWF per la sentenza del 15 luglio della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha definitivamente condannato l’Italia per la sua normativa, nazionale e regionale, che consentiva la caccia a specie protette dalla direttiva uccelli in violazione delle norme comunitarie e delle convenzioni internazionali.
Già a dicembre scorso la stessa Corte aveva sospeso la legge della Regione Lombardia sulla caccia in deroga, accogliendo una richiesta del WWF sottoscritta da tutte le associazione di tutela ambientale e lombarde.
Lo Stato italiano ha istituito un procedimento di controllo di legittimità delle deroghe a livello regionale «sostanzialmente inefficace e intempestivo» mentre la Regione Lombardia ha autorizzato il prelievo venatorio in deroga di varie specie protette senza rispettare la Direttiva uccelli.
Infatti, le leggi regionali succedutesi ogni anno per dare vita ad una caccia in deroga di più di mezzo milione di piccoli uccelletti in violazione alle direttive comunitarie, non riportano motivazioni sufficienti per spiegare le ragioni dei prelievi venatori in deroga per fringuello e peppola, passero d’Italia, passera mattugia e storno, e senza tuttavia fornire alcuna indicazione sulle ragioni astratte e sui motivi concreti che renderebbero necessario il prelievo di alcuni esemplari di tali specie, né sull’assenza di altre soluzioni soddisfacenti.


“La circostanza che la caccia ricada nella competenza esclusiva delle Regioni non può dispensare la Repubblica italiana dall’obbligo di garantire che le deroghe al regime restrittivo della caccia rispettino i requisiti e le esigenze posti dalla direttiva: e lo Stato italiano non è intervenuto per bloccare questa grave illegalità per molti, molti anni. Conseguentemente la Corte di Giustizia ha accolto il ricorso della Commissione, condannando l’Italia a tutte le spese del giudizio, comprese quelle della fase cautelare. Un’altra vergognosa condanna, che ricade sulle spalle di tutti i cittadini” dichiara la Presidente WWF Lombardia Paola Brambilla”.
Solo da pochi giorni, e grazie al pressing delle associazioni ambientaliste, l’Italia ha modificato la propria normativa nazionale con la legge “comunitaria” n. 96 del 2010, a distanza di trent’anni dalla direttiva europea uccelli.
E’ di ieri invece la notizia che PdL e UDC in Regione hanno presentato un nuovo disegno di legge per consentire anche nella prossima stagione la caccia in deroga a questo punto ancora più illegittima rispetto alle molte versioni precedenti.
 “Ma peppole e fringuelli tutelati a livello europeo non diventano disponibili per i cacciatori solo perché lo stabilisce la legge regionale. La politica dovrebbe smetterla di promettere ai cacciatori bersagli impossibili”.

Presidente WWF Lombardia Paola Brambilla






 

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