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Il dipendente pubblico
Aggiunto il 06.09.2010
Essere un dipendente pubblico e aver vissuto da vicino pressoché tutte le vicende che hanno coinvolto e seguitano a coinvolgere la CM e partecipate, non è piacevole ne rasserenante, ma soprattutto ciò che più lascia immensa amarezza sono i commenti negativi e accusatori di molti cittadini, che forse nella maggior parte dei casi non ha mai avuto modo di interagire con i dipendenti stessi e non sono del tutto a conoscenza del lavoro da essi svolto. Spesso ultimamente si legge sui giornali e si ascolta ai vari TG notizie di aziende che chiudono per fallimento e/o insostenibilità al proseguo della propria attività, con la conseguente cassa integrazione e/o licenziamento dei lavoratori. Dovrebbe essere spontaneo per chi è più fortunato, avere un pensiero di umanità nei confronti di quei lavoratori che rimasti senza lavoro hanno famiglia, forse un mutuo o anche solo l’affitto mensile. Non è diverso l’effetto preoccupante e umiliante che ne deriva e che subisce il dipendente sia pubblico o privato quando perde il lavoro. Verissimo, lo stipendio pubblico è tratto dalle tasse versate dai cittadini e di questo bisogna esserne maggiormente degni, ma quando perdi il posto di lavoro, hai le stesse conseguenze, gli stessi problemi, gli stessi impegni e dovrai affrontare le stesse situazioni di disagio quanto quello privato. Aggiungo poi un'altra similitudine, essere dipendenti, significa tra l’altro eseguire ordini impartiti da superiori, nel caso pubblico in particolare, che oltre al non aver scelto personalmente il datore di lavoro, (amministratore) in quanto viene votato da tutti i cittadini e normalmente cambia a fine mandato, se l’obbedienza non sussiste, si viene considerati dei fannulloni. I fannulloni purtroppo esistono tanto nel pubblico quanto nel privato, per fortuna sono una piccolissima minoranza e che non danno certo una bella immagine di un lavoro tanto serio quanto importante come quello pubblico rivolto a tutti i cittadini. Pensare di abolire un servizio pubblico, solo perché pochi hanno commesso errori nell’amministrare risorse pubbliche, non sarà una vittoria per nessuno, pagheranno i dipendenti ma non ne resteranno esclusi nemmeno i cittadini in quanto non usufruiranno più di una pubblica utilità. Facile dire a chi non è subordinato “dovevano denunciare” e altrettanto facile è per il cittadino privato rivolgersi all’amministratore per chiedere d’essere facilitato . Molto più difficile è il rifiuto del dipendente a svolgere un compito assegnato e a volte imposto per uno stipendio di poco più di mille euro al mese e forse ancor più difficile trovare un nuovo posto di lavoro
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BRAVO al nr. 8!
Aggiunto il 05.09.2010
...leggevo i commenti e mentre procedevo pensavo proprio le tue stesse parole (mi riferisco al commento nr. 8)...certo..se tutti i "lavoratori" di questi carrozzoni sono sempre persone "riciclate" a seguito di promesse elettorali, favori politici o interessi personali... allora o pure loro si riescono a riqualificare come portaborse del loro "artista/protettore " o.. comunque l'unico modo per eliminare questi comportamenti è tagliare questi inutili enti!
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chiudetele !!!!!
Aggiunto il 02.09.2010
da gio'
concordo con il commento n.1 Per favore le C.M. non smagritele ma chiudetele per il bene dei cittadini e delle finanze pubbliche ---dispiace ovviamente per quei lavoratori che perderanno il posto di lavoro !!! ma se hanno voglia di lavorare, e di adattarsi, in una provincia come la nostra non dovrebbero esserci problemi.....la cosa piu' assurda sarebbe mantenere le comunita' montane solo per non licenziare i lavoratori...!!!!!!
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ma si renderà conto?
Aggiunto il 02.09.2010
da marco del nero
questo signor Vaninetti, inconsapevole strumento di altri signori, si renderà conto che i dipendenti degli enti che vuole chiudere da un giorno all'altro, con lo stipendio che percepiscono dai suddetti enti ci fanno la spesa e ci pagano l'affitto?
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come sempre pagheranno onesti lavoratori...
Aggiunto il 01.09.2010
da Fabrizio Rogantini
Giusto e ragionevole quanto scritto da Giacomo Ciapponi. Un ente come la CM, espressione e sintesi di altri enti locali, in primis i Comuni, dovrebbe avere alla base di tutto dialogo e condivisione con tali enti su tematiche che li coinvolgono direttamente. Aggiungo, inoltre, viste le ultime news sulla revoca della delega all'attuale Presidente da parte del Sindaco di Cosio, dubbi sulla legittimità della carica e di tutto ciò che dovesse riguardare decisioni assunte dal massimo esponente dell'ente montano. Dispiace verificare, ancora una volta, che a pagare saranno i dipendenti, fornitori, operatori che nulla c'entrano con tutto quello che è accaduto in questi mesi. E questo non può rallegrare nessuno. Quando vi sono posti di lavoro a rischio non può esserci spazio per gioire. Tali organizzazioni, sicuramentre dispendiose e assolutamente da rivedere, sono frutto di gestioni alquanto "criticabili". E' un peccato, però, che a rimetterci saranno forse soltanto onesti lavoratori. Altri infatti sapranno come ricostruirsi carriere di "artisti", "pittori" o altro ancora. Detto questo quel che certamente serve oggi è una nuova razionalizzazione, ragionata e condivisa, degli enti montani quali le CM, Bim e dei vari Consorzi che utilizzano fondi pubblici, spesso purtroppo in malo modo. Ma questa è un'altra storia...
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Era ora
Aggiunto il 01.09.2010
Bravi, complimenti, basta con i carrozzoni, era ora. Finalmente!
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OTTIMO, CI SONO GLI ASSESSORI !!!
Aggiunto il 01.09.2010
da enrico
Ottima decisione....gli assessori allo sport e politiche giovanili lavorino di conseguenza facendo le mansioni che gli spettano......anzichè delegare a organismi fatti solo per dissipare risorse ed energie...e dar lavoro ad altri ancora...
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la fatica del dialogo
Aggiunto il 01.09.2010
da giacomo ciapponi
Nessuno può contestare la leggittimità delle scelte che competono alla CM... ma un concetto di democrazia basilare è quello di confrontarsi con gle altri Enti interessati e poi alla fine decidere. La democrazia è un esercizio difficile, 'ma l'unico strumento che permette di giungere alle decisioni finali senza imposizioni. Non era meglio aprire una discussione sulle scelte che coinvolgono anche altri Enti (non erano questi gli intenti dichiarati dal Presidente Vaninetti?). Come può decidere di chiudere un Consorzio senza sentire i Comuni di Talamona e Morbegno? Perchè non chiedere l'opinione di Morbegno sul futuro di -eventi Valtellinesi? E' più faticoso ricercare il consenso e la condivisione ...
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Chi?
Aggiunto il 31.08.2010
da Adam
"...la sospensione di ogni qualsiasi contributo agli enti sopra citati fino alla conclusione degli atti di ricognizione e di riorganizzazione..." Li avete finanziati fino ad oggi senza mai chiedervi dove andavano a finire i soldi e tutto ad un tratto chiudete i rubinetti... Chi pagherà gli stipendi ai dipendenti ? Chi pagherà i fornitori che aspettano da mesi di ricevere i loro soldi... Il Polo Fieristico di Morbegno è nato probabilmente da una sopravvalutazione delle potenzialità fieristiche della nostra provincia. Dalla sua creazione chiunque abbia cercato di gestirlo ne è uscito con le ossa rotte ( o a causa di operazioni politiche o per gestioni economiche discutibili o per questioni di giustizia). Ora leggiamo che si cercherà un ennesimo gestore e che si intende creare una partnership Pubblico-privata... Sono sempre le solite "strategie" trite e ritrite. La fiera del Bitto verrà gestita quest'anno dal Multiconsorzio che ha avuto la bella pensata di affidare l'organizzazione della fiera ad una società di fuori provincia... Nessuno in Valtellina poteva occuparsene? Non era meglio spendere denaro per darlo ad aziende valtellinesi? Unodegli obiettivi di un ente pubblico come il multiconsorzio (finanziato con i nostri soldi) non dovrebbe essere quello di promuovere oltre ai nostri prodotti i nostri "concittadini" e le nostre "aziende"?
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Chiudetele
Aggiunto il 31.08.2010
da Giuseppe
Per favore le C.M. non smagritele ma chiudetele per il bene dei cittadini e delle finanze pubbliche.