L’ascesa allo Xenodochio di Santa Perpetua: 15 “pòse” tra le “rupi del vino” a Tirano

Ezio Maifrè presenta un'antica tradizione che si rinnova domenica 7 marzo.


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Pubblicato il: 06/03/2010
Categoria: TIRANO - APRICA | ATTUALITA'

1° Pòsa: Ponte “de lì Fulìvi sul Pus’ciavin”
2° Pòsa: “Li müràchi” con gradinata
Domenica 7 marzo è la festa di Santa Perpetua. Alle ore 15.30 nell'antica chiesetta si celebrerà una S.Messa.

E' un peccato lasciarsi sfuggire lo stupendo panorama che si gode durante l'ascesa fino al terrazzo di Santa Perpetua. Tre sono gli itinerari per raggiungere lo xenodochio di S. Perpetua.

3° Pòsa: Visione del monte Masuccio
4° Pòsa: la rampa dei sette gradini
Uno, agevole e poco carrozzabile, parte dalla contrada del Ragno situata subito dopo il ponte del Poschiavino; l'altro, comoda mulattiera , parte vicino all'edicola votiva  dell'Apparizione  della Beata Vergine a Mario Omodei presso la caserma dei Carabinieri prima del Confine di Piattamala.

5° Posa: La meta Santa
Il terzo , certamente più faticoso e adatto a chi ha gambe buone e calza scarponi, è' la "via diretta" che parte poco lontano dal Santuario. Percorsi duecento metri sulla statale verso Sondrio, prima del grande parcheggio, si imbocca una piccola stradicciola che costeggia il torrente Poschiavino.

6° Posa:Tra i vigneti odorosi
7° Pòsa:la vasca della “ burdulésa “
Si percorre il ponte de Li Fulivi e subito dopo inizia il ripido sentiero che porta allo Xenodochio. A tutti auguriamo una serena passeggiata percorrendo i tre itinerari.

Per la "via diretta" proponiamo, ai meno giovani e agli incerti sulle gambe, un itinerario fotografico in quindici " pòse" panoramiche quasi fossero le "stazioni " del S. Rosario. Qui l'animo viene rapito dall'incanto delle " rupi del vino" e dal luminoso anfiteatro di montagne che circonda Tirano.


Reportage di Ezio Maifrè

8° Pòsa: l’edera dei “poeti estinti “
9 ° Pòsa:Lo “spiazzo”del Pellegrino.
10 °-Pòsa: la via luminosa
11-Pòsa: La rupe del “Sacro Monte “.
12 - Pòsa: sbocco sulla antica strada.
13°Pòsa: Lo xenodochio di S. Perpetua
14°Pòsa:- L’ arsura del Pellegrino
15 °Pòsa –In Valle: il Santuario e il Trenino Rosso del Bernina




3 commenti

3. Preziose informazioni e suggerimenti!

Aggiunto il 09.03.2010 da ezio maifrè

E’ certo! L’amico Gianluigi conosce molto bene la ripida salita che da Madonna di Tirano porta a S. Perpetua essendo nato all’ombra del campanile della Basilica. Il sentiero da me illustrato, di fascino antico e persino misterioso, appare in stato di abbandono e di elevata pericolosità. E’ preferibile salire a S. Perpetua dalla bella mulattiera presso Piattamala. Condivido in pieno le preziose informazioni e indicazioni che, con grande oculatezza e precisione, ha suggerito. Spero vengano prese in considerazione e attuate.

2. Un'ascesa gratificante

Aggiunto il 08.03.2010 da Giangarb

Bella l'idea de "li posi" dell'amico Ezio sul sentiero de "li Fulivi" per ammirare il paesaggio e l'ambiente, ritemprare lo spirito, riflettere e meditare... Come si vede dalle immagini riportate nell'articolo, non mancano di certo i motivi per tutto questo. La rapida salita è ben nota a noi di Madonna di Tirano essendo la via più diretta per l'ascesa alla chiesa di Santa Perpetua, percorso che da ragazzi praticavamo di getto, senza la minima preoccupazione, approdando in pochi minuti con il cuore in gola alla panoramica piazzola davanti alla chiesa. Ora il sentiero tra le rupi dei vigneti appare in uno stato d'abbandono e di elevata pericolososità se non verrà adeguatamente sistemato. Con quale coraggio si può oggi consigliare a un turista la salita allo xenodochio da questo sentiero, soprattutto se questi non è più giovanissimo? Preferibile salire a Santa Perpetua dalla bella mulattiera presso Piattamala sullo storico itinerario del Bernina, dove non mancano spunti di bellezza paesaggistica e incentivi per la memoria e la storia. Questa strada che può essere percorsa da tutti senza alcun problema, andrebbe assolutamente tutelata e segnalata in modo appropriato (non c'è un cartello che indichi la salita a Santa Perpetua). L'arrivo sul dosso de "li Piati" - Santa Perpetua-, pur con la creazione del Parco del Pellegrino, resta deludente: nessun servizio igienico, il traliccio osceno ancora al suo posto, lo spazio antistante la chiesa in pietoso stato, al pari dei ruderi abbandonati a se stessi, alcuni veramente pericolanti, Splendido resta il panorama e splendida nella sua povertà la chiesetta con il suo tesoro di memorie e gli affreschi millenari dell'abside. Molto resta quindi da fare. Giangarb.

1. Santa Perpetua, ma chi era?

Aggiunto il 06.03.2010 da Giacomo

Quando penso a Santa Perpetua, alla santa, alla quale è dedicata la vecchia chiesa medievale che sovrasta Madonna, inevitabilmente mi chiedo chi fosse questa santa. Eppure si sanno diverse cose su di lei: al momento del martirio non era una donna vecchia, come a volte ho pensato, al contrario decisamente giovane, poco più che ventenne. Era gia madre di un bambino. Quando finì in carcere perchè era sul punto di diventare cristiana, non rinnegò il suo credo, fu martirizzata assieme a santa Felicita e altri Cristiani nell'arena di Cartagine. Subì un martirio che può sembrare un po' strano:fu trafitta dalle cornate di una mucca selvaggia (n.d.r.: o forse un toro?) che però non riuscì a farla morire, tanto chè un gendarme la finì con la sua spada. Tertulliano un apologeta dell'epoca, cartaginese come lei, traccia una sorta di "biografia spirituale" di Perpetua. Parla del suo grande coraggio nell'affrontare il martirio, della sua serenità e santità. La santa ebbe, tra le altre cose, visioni nei momenti che precedettero la morte. Del culto di santa Perpetua rimane da noi poco. Peraltro il culto è stato importante nella Francia centrale dove Perpetua è ancora oggi patrona della città di VERZION, 30.000 abitanti circa, cittadina che fu salvata dalla peste proprio da Santa Perpetua. Tra i vescovi della vicina città di Tours, si trova anche un san Perpetuo che resse la diocesi di questa città storica della Francia 60 anni dopo la morte di san Martino. Tutto sommato credo che il nome Perpetua stia bene a una chiesa che ha visto passare nel medioevo e nei secoli immediatamente successivi viandanti e pellegrini delle più svariate provenienze. Perpetua è una santa che viene dalla periferia africana dell'impero romano, una regione carica di mistero e di più recente cristianizzazione. Per chi domani salirà a Santa Perpetua. Il signor Maifrè evoca la "posa" che il grande dialettologo bergamasco Antonio Tiraboschi chiama in lingua italiana "posata", "fermata," nel suo vocabolario bergamasco del 1873, scrive la parola con una "s" in più possa. Questa parola era densa di significato per chi portava la gerla o el "campacc", ma anche per i viandanti o i pellegrini che avevano già un certo numero di ore di cammino nelle gambe. sette secoli fa le posse dovevano notarle, ma non potevano fermarsi se avevano altra strada da fare. Chi domani salirà a santa Perpetua potrà sedersi quanto vorrà e lasciarsi prendere dall'atmosfera suggestiva di questo angolo caratteristico della nostra zona, un po' tiranese e un po' villasco. Se guarderà in direzione sud-ovest si vedrà un'altra chiesa medievale, quella di san Giacomo di Stazzona, vecchia chiesa castellana, di una castello cancellato ormai dal tempo. Una piccola chiesa solitaria con a fianco un guardiano insolito e sconveniente: un traliccio dell'alta tensione!


 

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