Leonardo ha dipinto in Valtellina: un libro ne svela i segretiLo sostiene Riccardo Magnani in 'Anamorphosis', in libreria dal 14 ottobre.Leonardo Da Vinci è l'autore dei venti dipinti racchiusi a palazzo Besta a Teglio. Ne è sicuro Riccardo Magnani, scrittore lecchese, che ha dimostrato la sua tesi nel libro "Anamorphosis", presentato giovedì 14 ottobre a Roma e già in vendita nelle librerie italiane. Lo abbiamo intervistato per comprendere com'è nata l'idea del libro e quali informazioni ha trovato per supportare questa teoria. «L'idea è nata quasi due anni fa, dopo aver visto la puntata della trasmissione di Rai Due "Voyager" nella quale veniva presentato il mappamondo affrescato sul soffitto di palazzo Besta a Teglio. Con l'autorizzazione della Sovraintendenza dei Beni culturali mi sono recato in Valtellina per vedere di persona gli affreschi e fotografarli, e mi sono reso conto che erano davvero molto particolari. Ho compreso che potevano essere riconducibili a Leonardo Da Vinci, soprattutto il mappamondo che è molto caratteristico sotto il profilo tecnico». Come si sono sviluppate le ricerche? «Il mio approccio ha riguardato inizialmente il tecnicismo che si cela dietro questi affreschi. Ho studiato i codici in possesso della British Library e ho potuto visionare i particolari degli schizzi preparatori del mappamondo e, quindi, valutarne anche gli aspetti di natura tecnico artistica come, per esempio, l'uso degli azzurri che è tipico di Leonardo». Nel suo libro viene illustrata un'altra tesi interessante: il paesaggio sullo sfondo della Gioconda sarebbe una sorta di percorso che conduce proprio a Teglio. «Infatti: dopo un'attenta analisi sono riuscito a stabilire un collegamento tra gli affreschi di Teglio e la Gioconda. Le montagne sullo sfondo del quadro raffigurano un percorso che porta alla Valtellina: a destra sono dipinti i monti della Brianza mentre a sinistra la provincia di Sondrio. Sembrerebbe una specie di segno, un percorso che idealmente ci porta a palazzo Besta». Dalle pagine del libro emerge che, oltre agli aspetti tecnici e pittorici, ci sono anche motivazioni storico - politiche che avvalorano la sua tesi. «Esatto, e queste motivazioni, che sono di particolare importanza, nascono e si sviluppano nella Firenze medicea, quando i contrasti con la Chiesa erano davvero forti. Le conoscenze geografiche di Leonardo permisero alla famiglia Vespucci di consegnare ai funzionari della Chiesa una possibile via di fuga nella battaglia religiosa tra chiesa d'oriente e chiesa d'occidente. Lorenzo il Popolano mandò Amerigo Vespucci a Siviglia il quale, sotto lo pseudonimo di Cristoforo Colombo, scoprì il Nuovo Mondo regalando il prestigio della scoperta a papa Innocenzo VIII. In questo modo Firenze tornò amica della Chiesa e Leonardo, mandato da Lorenzo il Magnifico a Milano per contrastare il tradimento del cugino Lorenzo il Popolano e di Vespucci, ha depositato questa preziosa conoscenza a Teglio». Durante le ricerche ha scoperto curiosità e particolari riguardanti Leonardo da Vinci? «Recentemente sono riuscito a trovare quello che io ritengo l'unico dipinto raffigurante Leonardo da giovane. Si tratta del quadro di Bramante del 1487 "Eraclito e Democrito", conservato a Milano nella Pinacoteca di Brera. Nel dipinto sono raffigurate due persone e un mappamondo: a destra un autoritratto di Bramante stesso e a sinistra Leonardo da Vinci da giovane. Una vera rarità». Viviana Bonetti Titolo: Anamorphosis Autore: Riccardo Magnani Editore: Sangel Edizioni Prezzo: 22,00 euro Codice: 9788897040040 |
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