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Pubblicato il 11.03.2010
 
Categoria: TIRANO - APRICA | ATTUALITA'  
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Mail di un lettore: Le campane delle nostre chiese oggi continuano a suonare

'Prima della messa domenicale o quotidiana si suonava più volte per chiamare la gente alla celebrazione'.

Le campane delle nostre chiese oggi continuano a suonare. Forse non ci accorgiamo  dei cambiamenti che ci sono  riguardo al loro uso. A dire il vero è molto cambiata la realtà in cui la chiesa cattolica e le altre chiese cristiane operano: i nostri comuni sono sempre meno a insediamento sparso, la pratica religiosa si è fatta meno assidua da parte di molte persone, la gente vive ritmi di vita più stressanti rispetto al passato. In breve la Valtellina e la Valchiavenna non sono più una terra di contadini come lo erano fino agli anni '30  del secolo scorso o ancor più nei secoli precedenti. Per questo la Conferenza Episcopale Italiana ha scelto una politica più prudente relativamente all'uso delle campane, limitandone l'uso nell'arco della giornata, suonando l'Angelus del mattino più tardi. Peraltro forse non tutti abbiamo notato che questo strumento musicale particolare ha attualmente un "uso" prevalentemente religioso, dal momento che quello civile non esiste quasi più. Pochi ormai ricordano che il 25 aprile 1945, alle ore 11, le campane delle nostre chiese suonarono a festa per annunciare la fine della guerra. Mai come allora quel suono famliare fu accolto con grande allegria e sollievo. Gli uomini sopravvissuti, lontani da casa, sarebbero tornati e una vita più normale sarebbe ricominciata in tutte le città, nonostante i cumuli di macerie presenti dovunque, e, le numerose fabbriche, strade e  ferrovie gravemente danneggiate durante la guerra. per laverità da quando più o meno 1300 anni fa il vescovo Nola Paolino, bordolese di nascita, adottò le campane nella sua diocesi, vicino a Napoli, diverse cose sono lentamente mutate. Per almeno quattro o cinque secoli la campana fu usata prevalentemente nei monasteri e nei conventi. Poi verso il tredicesimo secolo si cominciarono a costruire chiese più grandi, campanili più imponenti: da allora il suono delle campane divenne sempre più familiare in paesi, borghi e città e diventò un punto di riferimento sia della vita religiosa che civile. Nei momenti di pericolo, per incendi o l'avvicinarsi di eserciti nemici, si suonava la campana a martello. Ma si suonava anche quando stava per scoppiare un temporale, per allontanare gli spiriti malvagi che volevano il temporale, si credeva in tempi lontani. Era questo il momento in cui i poveri campanari mettevano a rischio la loro vita tanto che non si sa esattamente quanti ne morirono sui campanili di mezza Europa, nell'adempimento del loro dovere. Se ne contarono, sembra, almeno un centinaio in un trentennio, solo in Germania nella prima meta del Settecento. Di qualche campanaro, più o meno improvvisato, ucciso da fulmini nel Tiranese c'è ancora il ricordo in qualche paese del nostro mandamento. Nella mia famiglia si raccontava spesso di un cognato del nonno paterno ucciso da un fulmine mentre suonava in una chiesa del paese nel momento in cui stava per scoppiare il temporale. Aveva solo 18 anni. Più in generale le campane furono l'orologio del paese per secoli allorché nelle case gli orologi non esistevano. Prima della messa domenicale o quotidiana si suonava più volte per chiamare la gente alla celebrazione nelle chiesa o chiese del paese. Nei dialetti della zona di Tirano, la gente chiamava questi "momenti, i "segn".   


Cordialmente  

Giacomo






  1 commenti    
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Quando manca il suono delle campane.
Aggiunto il 12.03.2010 da ezio maifrè

3 Marzo 2006 . Che tristezza! Sono ormai quasi due settimane che le campane della Basilica di Madonna di Tirano non si fanno sentire. L’orologio è fermo; le lancette segnano 20 minuti alle otto. E’ rotto l’automatismo? Probabile. Le campane sono ferme, immobili, infartuate. Il dolce e armonioso concerto campanario delle ore ora mi manca. In questo lungo e freddo inverno quei tocchi dell’orologio mi scaldavano il cuore, il richiamo alle messe al suono delle campane mi dava senso di gioia e di festa. Ora a Tirano sembra mancare un segreto impulso di vita, la gente solleva lo sguardo alle lancette immobili del grande orologio del campanile con la speranza di vederle muovere. Inutile ! Tutto tace mentre il tempo passa quasi senza senso e armonia. . Le bizze di un automatismo hanno portato una sottile sensazione di malinconia nei cuori delle gente. Da ragazzo, negli anni 50, ho suonato le campane delle chiesa di S. Martino in Tirano. Allora vi erano le funi in cuoio che muovevano le campane , quelle funi dalle sommità del “ castello “ delle campane giungevano sino al piccolo locale al piano terra. Mi aggrappavo con tutto il mio peso tirando verso il basso la fune e poi la lasciavo mentre la fune risaliva tirata in alto dalla campana. Era un magnifico gioco di forza e di bravura, di sudore e di gioia; la campana suonava con il ritmo del nostro impegno. L’automatismo era fatto dalle nostre braccia, dai nostri muscoli, dalla nostra volontà. Ora le campane di molte chiese dipendono da un meccanismo elettrico che rotto ci priva inesorabilmente del loro melodioso suono. La nostra volontà, le nostre braccia, i nostri muscoli ormai sono inutili; in questi casi si aspetta il tecnico elettronico che sistemerà il tutto.


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