Mezzegra: anche la Petacci sulla lapide del Duce. Anpi insorge
Invernizzi: 'Stiamo assistendo ad una recrudescenza delle spinte fasciste nel comasco'.
La croce a Mezzegra (Foto Denti)
La croce nera sul cancello di Villa Belmonte a Mezzegra, che segna il luogo dell’uccisione di Benito Mussolini il 28 aprile del ‘45, è al centro in questi giorni di un’accesa polemica. L’Unione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana ha chiesto recentemente di poter aggiungere, accanto a quello del Duce, il nome di Claretta Petacci, uccisa insieme a lui nello stesso luogo, e l’Amministrazione di Mezzegra ha dato l’autorizzazione, scatenando l’aspra critica dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Como.
L’ALTO LAGO
E mentre Mario Nicollini, presidente dell’Unione Combattenti della Rsi, e Primo Turchetti, presidente della delegazione della Fiamma Tricolore della Val d’Intelvi, spiegano che era da molti anni che chiedevano di poter aggiungere quel nome per celebrare “il coraggio di una donna innamorata che si è buttata davanti ai fucili sperando di salvare la vita al duce”, così ha dichiarato Nicollini, l’Anpi Como insorge: «Siamo estremamente indignati per quanto sta accadendo in Alto Lago – ha dichiarato il presidente Guglielmo Invernizzi –. Questo è soltanto l’ultimo fatto preoccupante di una serie di opere che si stanno realizzando in quella zona: un paio d’anni fa, sempre a Mezzegra, è stata inaugurata la nuova piazzetta “28 aprile”, mentre l’anno scorso sono iniziati i lavori per un grande progetto intitolato “La Fine della Guerra”, tra Dongo, Musso e Mezzegra, finanziato anche dalla Provincia di Como, presentato come ricostruzione storica, ma che in realtà sarà soltanto un percorso fascista».
“SPINTE NEOFASCISTE NEL COMASCO”
Si esprime senza mezzi termini il presidente Invernizzi, esasperato e preoccupato da quella che lui definisce una “recrudescenza delle spinte fasciste nel comasco”: «A Como – ha spiegato – a dicembre è apparsa l’indegna scritta “Forni sei falso come i forni di Auschwitz", indirizzata a Luciano Forni, ex senatore e attuale vicepresidente Anpi, con dichiarato intento negazionista. Insomma, stiamo assistendo ad un incremento preoccupante dell’attività neofascista a Como».
“PETACCI UTILIZZATA IN MODO STRUMENTALE”
Anche per la lapide di Mezzegra la critica dell’Anpi riguarda il significato di tale richiesta, più che il fatto in sé. Invernizzi, infatti, non vuole entrare nel merito della discussione se la Petacci rappresenti o meno un personaggio pubblico degno di nota, o se la sua morte a Mezzegra sia o meno da ricollegarsi a un atto di eroismo (circostanza che lo stesso Invernizzi afferma “non essere stata storicamente verificata”); non discute nemmeno sul fatto che, oltre ai nomi, la nuova lapide prevede anche l’inserimento delle rispettive foto. «La Petacci non c’entra niente – ha esclamato – è una figura di cui non è mai importato niente a nessuno, e ora viene recuperata solo in modo strumentale. A Mezzegra, ogni anno, si svolge una commemorazione guidata dai reduci della Repubblica Sociale Italiana e proprio nel giorno della Liberazione, il 25 aprile. Più volte abbiamo segnalato la manifestazione alla Prefettura che non è mai intervenuta».
IL SINDACO: “UN ATTO DI PIETA’ UMANA”
«Non mi aspettavo tutte queste polemiche – ha dichiarato il sindaco di Mezzegra, Claudia Lingeri -. A noi è arrivata questa richiesta e, con tutta la Maggioranza, l’abbiamo interpretata soltanto come un atto di pietà umana, sia nei confronti della Petacci che, c’entrasse o no con la vicenda, è un fatto che sia morta lì, sia nei confronti di Nicollini, un uomo di quasi cent’anni che da tempo desiderava quest’atto di memoria e che ora verrà soddisfatto. Non voglio dare giudizi sulla storia, a me e alla mia Maggioranza è stato solo chiesto di aggiungere un nome e una foto e ho ritenuto fosse giusto farlo. Non c’era nulla, d’altronde, sul posto che ricordasse che anche la Petacci venne uccisa lì. Certo, di mia iniziativa non l’avrei fatto, ma di fronte a una richiesta ufficiale non ci ho visto nulla di scandaloso. In ogni caso, non tornerò indietro su questa decisione e la mia Maggioranza mi appoggia. Inaugureremo la lapide il 29 aprile».
“PRONTI A COINVOLGERE MINISTRO E PRESIDENTE”
Ma il presidente Invernizzi promette battaglia: «Sabato abbiamo in programma una manifestazione di protesta a Como, ma non ci fermeremo qui. Abbiamo intenzione di andare a fondo in questa storia attivandoci non solo presso le autorità locali, ma anche quelle nazionali. Siamo pronti a coinvolgere funzionari e ministri, anche il Presidente della Repubblica, se sarà necessario».
A cura di Elisa Denti
denti.elisa@gmail.com
3 commenti
3
Dopo 70 anni
Aggiunto il 10.02.2012
Sembra d'essere tornati a quei tempi, abbiamo un pres. del consiglio votato da nessuno, messo lì da un presidente votato da nessuno, comandano le varie associazioni votate da nessuno e nessuno si "erge a difesa" della democrazia . Settant'anni passati invano o quasi! Col Berlusca ci hanno provato ma la "bomba" a forma di duomo di Milano non è esplosa,poi, la litigiosità tipica delle italiche genti condita dal "voltagabbanesimo" storico ha avuto la meglio, e ora scatenate una bagare per dei nomi scritti ai piedi di un muricciolo, come se potessero uscire ed andare ad inquinare la nostra "aria di democrazia".Ma fatemi il piacere, ritiratevi in adeguate case di riposo e non ammorbate più l'atmosfera !
2
una pagina vergognosa della nostra storia...
Aggiunto il 01.02.2012
da omar
Una pagina vergognosa della nostra storia,oltretutto con quel che ne segui' in piazzale Loreto a Milano( i cadaveri del duce,la Petacci e altri gerarchi,appesi per i piedi ed oltraggiati dalla folla festante!), va solo dimenticata,altro che lapidi!Mussolini aveva sicuramentele sue colpe,ma avrebbe dovuto essere processato,magari anche lui a Norimberga,coi suoi amici nazisti,appunto perchè non si corresse il rischio che lo si ricordasse come un martire... E dopo 70 anni,non sarebbe il caso di stendere un velo di pietoso silenzio su questa brutta storia?
1
Villa
Aggiunto il 31.01.2012
da dani
Ma quella villa è abitata da privati?E cosa ne pensa l'eventuale proprietario trovandosi una lapide attaccata al cancallo?Fossi io,con tutto rispetto farei rimuovere tutto.