Michele ed Elena: la storia dei giovani gestori del V AlpiniInsieme hanno poco più di 50 anni ma questo non gli ha impedito di vivere un'esperienza in controtendenza.Michele ed Elena, insieme, hanno poco più di 50 anni. I due, però, hanno fatto una scelta in controtendenza rispetto ai giovani d'oggi: per quattro mesi l'anno, hanno deciso di abbandonare le comodità della vita di città e vivere in mezzo alla natura, a 2877 metri di quota. I ragazzi, infatti, sono i gestori del rifugio V Alpini, in Val Zebrù, nel cuore nel Parco Nazionale dello Stelvio. Un piccolo angolo di paradiso, fuori dal mondo, è diventato una casa per questa coppia, che ha unito il loro amore a quello per la montagna. Michele inizia la sua carriera al V alpini a soli 14 anni, come cameriere. Quattro stagioni dopo, quando la famiglia che gestiva il rifugio decide di lasciare, prende l'occasione al balzo e partecipa al bando di concorso lanciato dal CAI Milano, proprietario del rifugio. E vince. Poco più che adolescente, a solo 18 anni, quando quasi tutti i suoi coetanei non hanno ancora ben chiaro cosa fare nella vita, sa già che il suo futuro sarà in Val Zebrù, tra le montagne che hanno segnato la sua crescita. Ed è nel proprio nel 2003, durante un corso di sci di fondo, che incontra Elena, e le chiede di creare il sito internet per il promuovere il V Alpini. Riservato e con il classico carattere da "uomo di montagna" lui, solare e creativa lei, decidono insieme di offrire una nuova veste giovane e fresca al rifugio. «Amiamo profondamente la montagna e il territorio - racconta Elena -. Con le iniziative che proponiamo agli ospiti durante la stagione vogliamo mettere in risalto la Val Zebrù, meno frequentata rispetto ad altre zone e attirare i giovani alla montagna attraverso eventi e concerti, come quello dell'amico Ettore Giuradei, in programma anche quest'estate». La loro filosofia di vita li spinge a compiere una scelta ancor più radicale: niente elicotteri per i rifornimenti ma tutto portato in spalla. «Quest'anno finalmente - spiega Michele - la salita è meno faticosa grazie anche all'amico Marco Confortola che mi ha aiutato a ripulire la strada dai detriti della frana caduta nel 2004». Il rifugio, inoltre, punta alla sostenibilità ambientale: acqua calda e corrente elettrica sono prodotte tramite pannelli solari. «La montagna è la nostra casa - spiegano i ragazzi - e questo sogno non si sarebbe potuto realizzare senza l'aiuto dei nostri genitori, specialmente del padre di Michele che ogni fine settimana arriva a darci una mano». Durante il resto dell'anno Elena lavora come designer mentre Michele gira il mondo come guida cicloturistica, in attesa di ritornare in Val Zebrù. «Ogni momento che abbiamo vissuto qui è stato impagabile, ma la felicità assoluta, spesso, la si prova guardando l'espressione piena di gioia degli alpinisti che, dopo una salita di quattro ore, raggiungono il V Alpini». Contatti: Sito internet, Flickr, Facebook
11
AUGURI W l'amore
Aggiunto il 22.07.2010
BRAVISSIMI. Può sembrare un sogno romantico, di non facile realizzazione, e quindi faccio a questi coraggiosi ragazzi tutti i miei più calorosi auguri di riuscire a resistere a tutte le sirene che li tenteranno dal piano...bravi !! Vorrei dire due parole al "polemico autoctono", prova a pensare che tutti quelli che amano le montagne, come credo che tu le ami, possono e sono anche tuoi amici, siano valtellinesi, italiani di altre province, cinesi a altro. L'amore per qualsiasi luogo, persona, idea, è sempre comunque bello ed apprezzabile, indipendentemente da chi ne sia il portatore. Non ti pare ? o anche tu sei Lega(to) alle fantasie di quei tizi che credono che solo Noi valiamo qualcosa e gli altri nulla?? Sveglia amico !! Un anche tuo amico valtellinese di 73 anni. 10
C'è ancora speranza nei giovani
Aggiunto il 13.07.2010
da Andrea Burla
...............bravi........... 9
BRAVI BRAVI BRAVI
Aggiunto il 08.07.2010
lo stato (con tutti gli enti locali) dovrebbe difendere, favorire e lodare queste iniziative imprenditoriali che costano pochissimo alla società rispetto agli sprechi spaventosi che si leggono ogni giorno. altro che giovani aspiranti veline e grande fratello! sosteniamo i rifugi e chi li gestisce, se c'è un rifugio non portiamoci i panini da casa ma mangiamo sul posto! 8
DALLE BELLE PAROLE AI FATTI...
Aggiunto il 07.07.2010
da LUCA
SONO STATO RECENTEMENTE ALLA V ALPINI ...COME ENTRARE IN CASA INVITO TUTTI A PROGRAMMARE UN ESCURSIONE IN QUESTO LUOGO FANTASTICO! 7
..
Aggiunto il 07.07.2010
E poi ci si lamenta sempre dei giovani... davvero bravi!
6
..
Aggiunto il 07.07.2010
E poi ci si lamenta sempre dei giovani... davvero bravi!
5
Complimenti
Aggiunto il 07.07.2010
Che belle iniziative!
4
Complimenti
Aggiunto il 07.07.2010
Che belle iniziative!
3
dimenticavo:
Aggiunto il 07.07.2010
da Michele
I miei complimenti ai 2 ragazzi per il loro impegno nel gestire un rifugio cercando di rispettare al massimo anche la natura. Prendiamo esempio...io per primo. 2
cai ai locali?
Aggiunto il 07.07.2010
da Michele
Non penso che i vari cai milano etc. abbiano trovato i rifugi girando per la montagna e se ne siano appropriati. In più vanno ristrutturati e non penso neanche si faccia questa gran cassa(considerando le spese per il trasporto di cibo, bombole e altro). Penso che i cai di paesi lontani dalle montagne abbiano sempre avuto interessi maggiori ad avere un punto d'appoggio per le loro escursioni e questo ne è il risultato. Non so se un cai Morbegno riuscirebbe a gestire tutti i rifugi della bassavalle. Ma naturalmente magari sbaglio.... |
|