Mirella Lamberti: 'La scuola infermieri di Sondalo non fu chiusa per scarsità di studenti'.

La mail della Direttrice della Scuola Infermieri di Sondalo, dal 1974 al 1997.


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Pubblicato il: 11/03/2010
Categoria: BORMIO - LIVIGNO | ATTUALITA'

Riceviamo e pubblichiamo la mail di Mirella Lamberti è stata Direttrice della Scuola Infermieri di Sondalo, "M. Alessandria M. Simonelli", dal 1974 al 1997.


Dopo un decennio di attività infermieristica presso l'Ospedale di Sondalo, sono stata direttrice della Scuola infermieri " MARIA ALESSANDRIA E MARISA SIMONELLI" per 23 anni, coadiuvata da un gruppo di validissimi collaboratori. Credo di poter affermare  di conoscere bene la storia della  scuola di cui tanto si parla oggi e più di quanti ne parlano in questo periodo.

Ho conosciuto allievi provenienti da tutta l'Italia, da tutte le zone della provincia, da Livigno alla Valchiavenna, pur essendo stata istituita in seguito anche la scuola infermieri di Sondrio.

Questa lunga esperienza umana e professionale, mi porta ad invitare tutti coloro, politici e non, che con scarso approfondimento dell'argomento si sono lasciati trasportare da apocalittiche previsioni di un decadimento certo del corso universitario in scienze infermieristiche a Sondalo, ad evitare un utilizzo strumentale di quella che fu una innegabile ricchezza per tutta la Provincia.

L'argomento del futuro e dell'utilizzo dell'Ospedale di Sondalo non è nuovo, se ne parla da parecchi anni.

In quest'ultimo periodo questo dibattito si è  riacceso e negli ultimi giorni l'attenzione si è concentrata su una componente importante del presidio, quale è stata la Scuola Infermieri.

In qualità di ex direttrice ritengo doveroso intervenire non per banale spirito polemico, ma per ristabilire quella che è la verità storica. In particolare ho letto che qualcuno è arrivato ad affermare che la scuola infermieri fu chiusa per mancanza di iscrizioni e pertanto riportarla a Sondalo significherebbe ripetere un errore.

Queste affermazioni non rispondono al vero.

La scuola infermieri fu istituita dall'INPS negli anni '62/'63 rappresentando la prima esperienza di livello provinciale nel campo della cultura infermieristica professionale. La sua istituzione incise fortemente sul tessuto economico e sociale contribuendo a diffondere una cultura sanitaria tra la popolazione. Rappresentò una grande innovazione ed opportunità nel quadro della formazione allora presente nel contesto della Provincia  fornendo a tanti giovani un lavoro futuro certo, professionalmente ed umanamente qualificato. Nel corso degli anni la formazione presso la Scuola di Sondalo ha vissuto proficui scambi culturali anche a livello internazionale, con scuole ed Ospedali francesi, spagnoli, inglesi ecc .

Vale la pena di sottolineare che il suo inserimento all'interno dell'Ospedale di Sondalo contribuì a    innalzare la qualità dell'assistenza sanitaria da tutti riconosciuta anche a livello nazionale.

In tutti questi anni presso la scuola di Sondalo si sono diplomati più di 1200  infermieri, 64 caposala e 76 infermieri generici.

Come tutte le scuole infermieri della Regione ( allora circa 78 oggi ridotte a 15 e per la maggior parte allocate all'interno di strutture ospedaliere così come era quella di Sondalo), anche la nostra doveva rispettare le indicazioni della Regione che stabiliva il numero dei posti assegnati e la successiva pubblicazione dei bandi di concorso, o come si definivano, gli avvisi di reclutamento.

Nel corso della mia attività si è avuto sempre un esubero di richieste rispetto al numero di posti assegnato dalla Regione che purtroppo imponeva una necessaria selezione.

Nell'ottica della trasformazione del corso per infermiere professionale in corso di laurea breve in Scienze Infermieristiche, la Regione decise di semplificare il numero delle scuole  in attesa della definizione del nuovo percorso formativo.

In quell'occasione a causa di una serie di motivazioni, principalmente politiche, la Regione non assegnò i posti alla scuola di Sondalo a partire dal 1995 e di conseguenza non fu possibile pubblicare i bandi di reclutamento. In quegli anni si portarono a conclusione i corsi già avviati fino ad arrivare alla chiusura obbligata con gli ultimi diplomati del 1997.

 La verità dunque è che oggi come allora  si assiste ad una serie di comportamenti e misure anti Sondalo che portano addirittura ad affermare cose non vere.

Non ho timore ed anzi sono certa di poter sostenere  che se la scuola di Sondalo avesse pubblicato i bandi, avrebbe continuato ad avere un alto numero di iscrizioni come è sempre avvenuto.

Le motiviazioni sono subito individuate:

  • l'impostazione da college universitario con un servizio di convitto e mensa interno che conferiva sicuramente un valore aggiunto e permetteva l'ottimale razionalizzazione dei tempi da dedicare alla parte teorica e a quella pratica.
  • la possibilità per gli allievi di fare un tirocinio nelle diverse specialità all'interno della stessa struttura , a perfezionamento ulteriore della formazione.
  • un conseguente livello di formazione degli infermieri di grande valore, riconociuto da tutti, anche da grandi strutture ospedaliere di fuori provincia.           

Da ultimo in quest'occasione mi preme ribadire che la scuola venne istituita ed intitolata dall'INPS in memoria  di "M. Alessandria e M. Simonelli", due operatrici sanitarie uccise per mano di un paziente dell'Ospedale di Sondalo. Ritengo pertanto non giusto intitolare quella di Faedo ad una sola delle due,  e ritengo  invece opportuno che l'istituzione dedicata alla loro memoria resti insediata nel  posto dove si verificò il tragico evento.

Nel ringraziare per l'ospitalità datami, esprimo l'augurio che in futuro la politica riesca a farsi interprete delle istanze del territorio sulla base di serie valutazioni di opportunità anche in considerazione dell'esperienza storica, e che persegua una unità di intenti basata  su un confronto leale e veritiero e non su informazioni distorte e tese a perseguire propri obiettivi.


Mirella Lamberti




9 commenti

9. COMMENTO ART 8

Aggiunto il 15.03.2010

Ben appunto trattandosi di UNIVERSITA' , come ben ha spiegato il sig. Piani, presidente dell'IPASVI, a nulla serve, anzi TUTT'ALTRO, che la sede sia all'interno di una struttura ospedaliera. Tra l'altro lo stesso ha precisato che gli stage vengono fatti in tutte le strutture da Chiavenna alle case di riposo. Mi pare che anche i vertici della Bicocca sostenessero questa tesi, e ad oggi, pare non siano stati informati/coinvolti da questa proposta.

8. Siamo onesti!!

Aggiunto il 13.03.2010 da jaco

Non ho nulla contro l'attuale struttura di Faedo, ma siamo seri, mettiamo sul piatto della bilancia i pro e contro; da una parte abbiamo un Ospedale con strutture, organizzazione, spazi ed esperienza da vendere, dall'altra abbiamo una piccola struttura con evidenti limitazioni organizzative ben inteso non per colpa di chi ci lavora, ma solo per il fatto che trattasi di una dislocazione non prettamente ospedaliera...

7. screditare....

Aggiunto il 12.03.2010

non capisco cosa c'entrano le barricate del 1976. chi ne parla vuole forse screditare il piccolo comune di faedo? Mi pare che il problema sanità in valle sia un attimo più importante. La scuola di Faedo era stata individuata dall'allora commissiario straordinariodell'azienda sanitaria n.9 avv.to Liliana De Giorgi in quanto ritenuta idonea. Ho in questi giorni letto che a maggior ragione dopo tutti questi anni non si possa che affermare un ulteriore miglioramento. Quindi, cambiamo argomentazioni un pò più SERIE.

6. rischiamo di perdere il corso per infermiere

Aggiunto il 12.03.2010

no alla disinformazione: con la trasformazione della scuola regionale per infermiere che diploma 90 infermiere a sondrio e 30 a sondalo e allora le allieve prendevano un assegno di 800 mila lire , che tutte trovano posto negli ospedali provinciali,mentre oggi sono costrette a lavorare fuori provincia, con l'abbandono delle pensioni baby, in corso universitario per cui le allieve pagano le tasse universitarie vi e' stato un brusco calo di iscritti, tant'e' all'inizio il corso ha rischiato di chiudere e di essere trasferito a Lecco, per cui nessuno ha voluto chiudere la scuola di sondalo ma non vi erano i numeri nemmeno per aprire a sondrio faedo. Oggi solo gli allievi provenienti dalle regioni del sud garantiscono un numero adeguato per la sopravvivenza del corso universitario, se aumentano i posti in queste universita' il corso di infermiere rischierebbe ancora la chiusura e tanto piu' se il corso fosse spostato a sondalo, basta fumo, occorrono, al dila' di campanilismi azioni concrete e durature per lo sviluppo dell'ospedale di sondalo

5. le barricate

Aggiunto il 12.03.2010

Forse la persona di cui sopra fa FINTA di non ricordare (visto che nell'ombra dietro le barricate c'era). Si fecero le barricate non CERTAMENTE per la costruzione di una NUOVA scuola ma contro la chiusura di una già esistente scuola elementare. Bando alle ciance e torniamo all'argomento PIRNCIPALE (la scuola per infermieri) si capisce chiaramente che in questo momento politico non è sicuramente negli interessi PRINCIPALI anzi .....

4. GRAZIE

Aggiunto il 12.03.2010 da compa

Grazie per il contributo fuori dal coro. GRAZIE per la verità

3. che magra!

Aggiunto il 11.03.2010 da gdb

Non male la figuraccia di Del tenno e soci. Spero che in tanti riflettano in sede di seggio elettorale. Forza Sertori!

2. diciamo tutta la verita'

Aggiunto il 11.03.2010

la ns cara direttrice dimentica, in buona fede, alcuni piccoli particolari: 1) quando alscuola infermieri rpofesionali di sondalo diploma 30 inefrmiere all'anno a sondrio si diplomavano 90 infermiere che tutte trovano lavoro nei nostri ospedali in quanto il turn over di infermiere era elevato, per che le inefrmiere mamme nella stragrande maggioranza a 39 anni andava allora in pensione, per cui l'eta' media delle infermire era di 25-39 aa mentre oggi il blocco delle pensioni baby ha portato l'eta' media sui 45 aa e le nostre diplomate locali non trovano occupazione nei nostri ospedali 2) le allieve infermiere , che potevano accedere alla scuola senza selezione, con il conseguimento del II anno di scuola superiore erano retribuite con un assegno mensile variabile dalle 700 alle 800 mila lire 3) l'avvento del corso universitario, individuato a Faedo-Sondrio,con le relative tasse e mnacanza di un assegno mensile, ha prodotto l'effetto di una brusca caduta delle iscrizioni locali tanto che nei primi anni si raggiungeva a fatica il numero di iscritti,solo l'iscrizione di studenti provenientida regioni del Sud, circa il 50% ha consentito la sopravvivenza della scuola 4) come diverse studenti hanno affermato se si spostasse la scuola a sondalo le allieve della bassa valle e della valchiavenna convergerebbero su Lecco, e se aumentano i posti nelle scuole del Sud la scuola di sondalo sarbbe chiusa per mancanza di un numero minimo di allievi e la frittata sarebbe fatta. 5) il rilancio di sondalo come tutti hanno affermato non si comincia con queste ipotesi che hanno solo sapore elettorale e sono di scarso respiro, i provvedimenti sono di ben altro spessore e riguardano la volonta' politica di dare un vero ruolo all'ospedale di sondalo.

1. le bugie hanno le gambe corte

Aggiunto il 11.03.2010 da Natale Contini

Dice la pura verità l'ex direttrice della scuola infermieri di Sondalo. Le vicende che portarono alla inopinata chiusura di quella scuola andarono esattamente così come le ha descritte. Le bugie di Bordoni, Del Tenno e co. hanno le gambe corte. E la verità alla fine viene sempre a galla. Brava e complimenti per la splendida ricostruzione storica di quella scuola fucina di alta professionalità e di docenti di altissima preparazione che tanto ha dato alla sanità valtellinese ed italiana. Faedo come tutti sanno è stato un semplice incidente di percorso mediante utilizzo di una vecchia scuola elementare dismessa che potrà avere un suo riutilizzo senza problemi e sena dover fare barricate. Sempre per la storia ricordo invece le barricate degli abitanti di Faedo che nel 1976 non volevano la costruzione di quella scuola elementare perchè sosteneveano che essa dovesse rimanere a Faedo Alta! Perciò basta con le maxiballe in funzione elettorale. Natale Contini


 

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