Mirella Lamberti: 'La scuola infermieri di Sondalo non fu chiusa per scarsità di studenti'.
La mail della Direttrice della Scuola Infermieri di Sondalo, dal 1974 al 1997.
Riceviamo e pubblichiamo la mail di Mirella Lamberti è stata Direttrice della Scuola Infermieri di Sondalo, "M. Alessandria M. Simonelli", dal 1974 al 1997.
Dopo un decennio di attività infermieristica presso l'Ospedale di Sondalo, sono stata direttrice della Scuola infermieri " MARIA ALESSANDRIA E MARISA SIMONELLI" per 23 anni, coadiuvata da un gruppo di validissimi collaboratori. Credo di poter affermare di conoscere bene la storia della scuola di cui tanto si parla oggi e più di quanti ne parlano in questo periodo.
Ho conosciuto allievi provenienti da tutta l'Italia, da tutte le zone della provincia, da Livigno alla Valchiavenna, pur essendo stata istituita in seguito anche la scuola infermieri di Sondrio.
Questa lunga esperienza umana e professionale, mi porta ad invitare tutti coloro, politici e non, che con scarso approfondimento dell'argomento si sono lasciati trasportare da apocalittiche previsioni di un decadimento certo del corso universitario in scienze infermieristiche a Sondalo, ad evitare un utilizzo strumentale di quella che fu una innegabile ricchezza per tutta la Provincia.
L'argomento del futuro e dell'utilizzo dell'Ospedale di Sondalo non è nuovo, se ne parla da parecchi anni.
In quest'ultimo periodo questo dibattito si è riacceso e negli ultimi giorni l'attenzione si è concentrata su una componente importante del presidio, quale è stata la Scuola Infermieri.
In qualità di ex direttrice ritengo doveroso intervenire non per banale spirito polemico, ma per ristabilire quella che è la verità storica. In particolare ho letto che qualcuno è arrivato ad affermare che la scuola infermieri fu chiusa per mancanza di iscrizioni e pertanto riportarla a Sondalo significherebbe ripetere un errore.
Queste affermazioni non rispondono al vero.
La scuola infermieri fu istituita dall'INPS negli anni '62/'63 rappresentando la prima esperienza di livello provinciale nel campo della cultura infermieristica professionale. La sua istituzione incise fortemente sul tessuto economico e sociale contribuendo a diffondere una cultura sanitaria tra la popolazione. Rappresentò una grande innovazione ed opportunità nel quadro della formazione allora presente nel contesto della Provincia fornendo a tanti giovani un lavoro futuro certo, professionalmente ed umanamente qualificato. Nel corso degli anni la formazione presso la Scuola di Sondalo ha vissuto proficui scambi culturali anche a livello internazionale, con scuole ed Ospedali francesi, spagnoli, inglesi ecc .
Vale la pena di sottolineare che il suo inserimento all'interno dell'Ospedale di Sondalo contribuì a innalzare la qualità dell'assistenza sanitaria da tutti riconosciuta anche a livello nazionale.
In tutti questi anni presso la scuola di Sondalo si sono diplomati più di 1200 infermieri, 64 caposala e 76 infermieri generici.
Come tutte le scuole infermieri della Regione ( allora circa 78 oggi ridotte a 15 e per la maggior parte allocate all'interno di strutture ospedaliere così come era quella di Sondalo), anche la nostra doveva rispettare le indicazioni della Regione che stabiliva il numero dei posti assegnati e la successiva pubblicazione dei bandi di concorso, o come si definivano, gli avvisi di reclutamento.
Nel corso della mia attività si è avuto sempre un esubero di richieste rispetto al numero di posti assegnato dalla Regione che purtroppo imponeva una necessaria selezione.
Nell'ottica della trasformazione del corso per infermiere professionale in corso di laurea breve in Scienze Infermieristiche, la Regione decise di semplificare il numero delle scuole in attesa della definizione del nuovo percorso formativo.
In quell'occasione a causa di una serie di motivazioni, principalmente politiche, la Regione non assegnò i posti alla scuola di Sondalo a partire dal 1995 e di conseguenza non fu possibile pubblicare i bandi di reclutamento. In quegli anni si portarono a conclusione i corsi già avviati fino ad arrivare alla chiusura obbligata con gli ultimi diplomati del 1997.
La verità dunque è che oggi come allora si assiste ad una serie di comportamenti e misure anti Sondalo che portano addirittura ad affermare cose non vere.
Non ho timore ed anzi sono certa di poter sostenere che se la scuola di Sondalo avesse pubblicato i bandi, avrebbe continuato ad avere un alto numero di iscrizioni come è sempre avvenuto.
Le motiviazioni sono subito individuate:
- l'impostazione da college universitario con un servizio di convitto e mensa interno che conferiva sicuramente un valore aggiunto e permetteva l'ottimale razionalizzazione dei tempi da dedicare alla parte teorica e a quella pratica.
- la possibilità per gli allievi di fare un tirocinio nelle diverse specialità all'interno della stessa struttura , a perfezionamento ulteriore della formazione.
- un conseguente livello di formazione degli infermieri di grande valore, riconociuto da tutti, anche da grandi strutture ospedaliere di fuori provincia.
Da ultimo in quest'occasione mi preme ribadire che la scuola venne istituita ed intitolata dall'INPS in memoria di "M. Alessandria e M. Simonelli", due operatrici sanitarie uccise per mano di un paziente dell'Ospedale di Sondalo. Ritengo pertanto non giusto intitolare quella di Faedo ad una sola delle due, e ritengo invece opportuno che l'istituzione dedicata alla loro memoria resti insediata nel posto dove si verificò il tragico evento.
Nel ringraziare per l'ospitalità datami, esprimo l'augurio che in futuro la politica riesca a farsi interprete delle istanze del territorio sulla base di serie valutazioni di opportunità anche in considerazione dell'esperienza storica, e che persegua una unità di intenti basata su un confronto leale e veritiero e non su informazioni distorte e tese a perseguire propri obiettivi.
Mirella Lamberti