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Pubblicato il 28.01.2012 - ore 15:15
 
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Natale Contini: 'Champagne Selosse con Luca Gardini e chef Masanti'

Cronaca di una serata strepitosa dedicata ad un grande champagne.

Da sinistra, Natale Contini con Gardini.
Un'altra straordinaria serata, da Enolora a Chiuro, con i sette Champagne di Selossee le prelibatezze culinarie di Stefano Masanti. Fa parte ormai della leggenda Anselme Selosse, recoltant manipulant, che dirige ad Avize, nel cuore della Côte de Blanc, la cantina del padre Jacques. Tutti i vigneti di proprietà sono classificati grand cru coltivati in modo naturale senza il ricorso a coadiuvanti chimici. Sette ettari per sole 45mila bottiglie con una resa inferiore ai 2/3 della media. Selosse non vuole e non ricerca certificazioni, i suoi vini sono l’espressione della natura ossia di quanto può dare spontaneamente un terroir unico al mondo. Biodinamica, metodo Solera ,spremitura tradizionale, fermentazione in barrique, c’è di tutto quando si parla di Selosse. Ma alla fine – ed è ciò che conta - sono loro, i vini, a parlare esprimendo naturalmente il meglio. Al consumatore il giudizio finale, il fattore più importante che ha fatto di Selosse in pochi anni un vero e proprio mito.

Natale Contini
La scelta di Enolora di organizzare la serata evento dello scorso 23 gennaio ha consentito ad un numeroso gruppo di eno-appassionati di apprezzare quanto di meglio oggi offre la produzione del re dei vini protagonista assoluto di ogni festa ma anche di ogni grande momento culinario.

Abbiamo già detto che parlano da sé questi vini di Selosse. Ma la presenza di un Luca Gardini mattatore della serata, in forma strepitosa, ha dato uno straordinario valore aggiunto coinvolgendo i presenti in un percorso all’insegna del fascino e della qualità tout-court, malgrado vini difficili per veri intenditori, sempre alla ricerca di meravigliose diverse sensazioni grazie alla spiccata personalità di ognuno di essi.

Dal primo vino, il Brut Initial, subito un segnale di grande complessità per uno champagne sapido, dal colore ramato, cremoso, fruttato di albicocca e frutta candita. E’ il vino base di questa azienda, ma che vino! Il secondo può essere definito la sorpresa della serata. Si tratta del Version Originale un blanc de blancs (solo uve chardonnay) extrabrut, senza alcun dosaggio al momento della sboccatura, rivelatosi prodotto di grande classe, raffinato, elegante, asciutto, di una persistenza e sapidità infinite.

Secondo Gardini il migliore con un punteggio che rasenta i 93/100mi. A seguire il millesimato con 10 anni di permanenza sui lieviti ad esprimere quanto di più e quanto di meglio riesce a dare una zona unica e inimitabile. Le chicche della serata sono state rappresentate da tre vini prodotti in versione limitata e destinati a pochi fortunati intenditori: Le Carelles,grand crublanc de blancs di Mesnil, Le Bout de clos blanc de noirs (100%pinot nero) grand crudu Ambonnay e la Côte de Faron blanc de noirs grand cru di Aÿ .

Di ognuno di questi Selosse produce circa 1200 bottiglie destinate ad una selezione veramente d’elite.Vini straordinari, di grande struttura, adatti ad accompagnare un pasto completo esaltandone le caratteristiche. Soprattutto, a parere di chi scrive, il La Côte de Faron, era un gradino sopra tutti gli altri. Colore ambrato, perlage finissimo e cremoso, naso di straordinaria ricchezza, balsamico e minerale, di frutta candita, note di eucalipto e brioche francese; gusto morbido, setoso, di persistenza infinita.

Una bottiglia che aperta finisce subito grazie alla scorrevolezza che accompagna una corposità senza uguali per uno champagne. Il Rosè (assemblage di 90% di chardonnay con aggiunta di un 10% di pinot nero di Aÿ e Ambonnay vinificato in rosso) servito nel finale forse ha sfigurato di fronte agli altri mostri sacri ma era di una raffinata eleganza e una scorrevolezza in bocca – magari un po’ ruffiano se paragonato agli altri - che non hanno deluso i veri intenditori di questa particolare tipologia.
Le prelibate preparazioni gastronomiche di Stefano Masanti, coadiuvato da Gianluca Bassola, hanno così complessivamente trovato un felice accoppiamento. Da citare il piatto finale, da urlo, l’orzotto con funghi porcini, che ha concluso degnamente una serata che resterà a lungo nei nostri ricordi.
Come sempre impeccabile l’organizzazione e il servizio curati dallo staff di Enolora (Anna, Deborah, Giulia,) con la supervisione di Beppe e Claudio della Deag e l’organizzazione di Natale. Un ringraziamento particolare a Luca Gardini e a Stefano Masanti per il tocco di classe dato alla serata-evento. I prossimi appuntamenti: il13 febbraio con i Brunello di Montalcino dell’annata 1997 e il 20 febbraio con i più celebrati (e costosi) grand cru (bianchi e rossi) di Borgogna (alla cieca con un intruso stellare che metterà a dura prova l’abilità di Luca Gardini).


A cura di Natale Contini)
info@enolora.itwww.enolora.it






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