Nuovi limiti per la raccolta delle erbe alpine

Solo 20 grammi per arnica, achillea moscata, assenzio, ginepro, genziana.


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Pubblicato il: 14/08/2009
Categoria: BORMIO - LIVIGNO | ATTUALITA'

La raccolta di piantine come arnica, achillea moscata, assenzio, ginepro, genziana subisce una drastica riduzione. Se ne potevano prenderne 5 chili al giorno. Ora solo 20 grammi. Il provvedimento minaccia la produzione di molti distillati e liquori, come l'amaro Braulio di Bormio, ma soprattutto incidono sugli incassi dei tanti appassionati che d'estate arrotondano lo stipendio raccogliendo e vendendo queste erbe speciali.

A Repubblica Egidio Tarantola Peloni, patron del Braulio, ha spiegato le ripercussioni di questo provvedimento: «A questo punto le erbe le prendo in Piemonte, costan meno. I problemi sono altri. Primo, di qualità. Trent'anni fa ci hanno vietato la raccolta della genziana della Val Federia, che dava una sfumatura di sapore che in anni di tentativi non ho più ritrovato. Sarà lo stesso per l'achillea. Poi l'ambiente: le erbe officinali vanno raccolte, se si vuole che rinascano. A lasciarle lì, alla lunga spariscono, solo chi non conosce la natura può pensare il contrario. Terzo, l'immagine: la nostra bresaola è fatta in larghissima parte con carni estere. Ora si scoprirà che il Braulio è fatto con erbe piemontesi. Bella figura per i prodotti tipici valtellinesi».
Peggio va a un produttore artigianale, Beppe Schenatti: «Io in Piemonte non posso andare. Resisto con le scorte del 2008, ma dal 2010 avrò il problema. Già ora devo chiedere ai raccoglitori la autocertificazione che hanno rispettato la legge. Un delirio per loro, e per me».




13 commenti

13. Fiorellino 'miracoloso'

Aggiunto il 21.08.2009

Salve. Sono un raccoglitore di Taneda o Achillea molto attento a come raccolgo i fiori, a come la strappo e se la piantina è già sofferente (basta guardarla attentamente come si fa con i fiori di casa). Ne raccolgo la poca e giusta quantità che mi basta per farmi una tisana nei momenti di forti mal di stomaco e che niente può calmare se non questi "miracolosi" fiorellini. Sentendo tutti questi limiti, mi chiedo come fanno certi negozi dell'alta Valtellina a permettersi di vendere sacchetti ai turisti che la pagano a caro prezzo e ad averne sempre una quantità da soddisfare tutti. Per loro non ci sono limiti ? Non ditemi che pagano decine di persone che a testa raccolgono l'Achillea nei grammi stabiliti... Anch'io comunque sono dell'idea che si potrebbero recintare delle aree idonee e coltivare le erbe di montagna almeno per quelle aziende piccole o grosse che le usano in grandi quantità. ....E a noi appassionati lasciare raccogliere nella giustà quantità le erbe che crescono nelle zone più disperate ma che ci regalano tanta soddisfazione. PS. nessuno sa dove raccogliere il Genepì ? (hehehe)

12. inutile

Aggiunto il 20.08.2009 da Michele Gianera

signori, qui si sta perdendo il senno, poco importa definirsi valtellinesi o valchiavennaschi. queste mere discussioni non servono a nulla.Impariamo a lavorare insieme, solo cosi potremmo risolvere i nostri problemi. ricordo che l'articolo parla dei nuovi limiti di raccolta, per le erbe alpine, non di suddivisioni geografiche. Abbiamo la possibilita di far sentire la nostra voce, uniti otterremo qualcosa, divisi come ora, resteremo la cenerentola delle alpi

11. sto addì, sto addì

Aggiunto il 18.08.2009 da ?????

Caro/a casciaviìt, Se uno mette un marchio che non è proprio solo per convenienza, allora come minimo manca di coerenza; in alternativa potrebbe essere considerata una truffa (un po' come dire "Valchiavenna è in Engadina"). Sia chiaro, non credo sia questo il caso; piuttosto ritengo più probabile che queste persone "abbiette" ( ;) ) ci credano veramente e che, orrore!, considerino la Valchiavenna come di fatto parte della Valtellina. Anche la Società Economica Valtellinese dice esattamente lo stesso: http://www.sevso.it/bin/pdf/statutoComunitarioValtellinaBig.pdf Guarda a pag. 25... Per quanto riguarda Vikipedia (o Wikipedia), non è che abbia trovato molto (e, d'altra parte, potrei modificarla a piacimento, facendo dire, per esempio, che "la Valchiavenna fa parte del comune di Livigno"...). A Giorx faccio notare che ci sono differenze su diverse ricette anche in altre zone della Valtellina, con piatti che esistono solo in alcune zone (tipo la pesteda a Grosio, il Bitto a Morbegno, lo scimudin a Bormio o le "lughenia da pasola" a Livigno) ma non mi pare che questo indichi un'appartenenza a 'qualcosa' di diverso. A proposito dei fiumi, fino a metà Ottocento l'Adda si buttava nel lago di Novate Mezzola (a Bocca d'Adda http://www.touringclub.it/destinazioni/74515) prima del "raddrizzamento" opera degli austriaci, e quindi il fiume che usciva dal lago stesso era l'Adda!!! Seguendo il tuo ragionamento "chiavenna= mera valtellina = adda", questo fa sì che Verceia fosse in Valtellina (e che lo sia tutt'ora... o no?) Questione raccolta, basterebbe 'educare' di più e punire chi trasgredisce, osservando, come diceva il buon Tarantola, come si raccoglie e non solo quanto...

10. IGNORANZA OVUNQUE...

Aggiunto il 17.08.2009 da GIORX

chiavenna= mera valtellina = adda valgerola = bitto valmasino... una cosa e' il confine politico un'altra il territorio e le tradizioni (ad esempio i pizzoccheri della valchiavenna son di farina bianca perche' i nostri anziani anche se non eran ricchi non dovevano allungarla con la farina nera come altrove!). per il resto dico che se giri per erboristerie o botteghe di montagna tipo a madesimo, se prendi un sacchettino (di dimensioni da spacciatore) di erba iva ci trovi dentro radici, terra... questo succede perche' c'è chi per arrotondare va in val sterla e ne raccoglie a sacchi, strappandone anche le radici... poi dopo si lamentano che non se ne trova piu' come gli anni passati! non e' giusto limitare le quantita' ulteriormente, sarebbe meglio bastonare certi ingordi ignoranti che sradicano letteralmente chili e chili di iva e coloro che la vendono in quelle condizioni. invece che andare in cima ai monti, forestale e vigili dovrebbero andare a guardare nei sacchetti dei negozi...

9. ma che stai addì

Aggiunto il 17.08.2009 da casciaviìt

magari metteranno anche il marchio della valtellina per convenienza... Ma per favore evita di dire che la valchiavenna fà parte della valtellina. Niente contro i cugini valtellinesi, ma sono 2 valli ben distinte che fanno parte della provincia di Sondrio.- per quanto riguarda le differenze storico culturali... basta guardare vikipedia. Stop

8. Valchiavenna ueber alles

Aggiunto il 17.08.2009 da ?????

Caro il mio MauGero, La bresaola sarà anche nata a Chiavenna (forse copiando la carne dei Grigioni, chissà...). Il marchio è però Bresaola della Valtellina igp, e viene usato anche dai produttori chiavennaschi. Due esempi: http://www.salumificiopanzeri.com / http://www.robustellini.com  Ciò è normale, visto che la Valchiavenna fa parte della Valtellina. Prima di rispondermi con quei famosi discorsi "alla chiavennasca" (mi si perdoni l'espressione), sulla presunta indipendenza storico-economico-geografico-culturale di Chiavenna e dintorni, controlla il sito ufficiale di promozione turistica della tua valle: http://www.valchiavenna.com  In basso trovi dei loghi, nell'ordine: Regione Lombardia, Provincia di Sondrio e Valtellina. Infatti la Valchiavenna si trova in Valtellina, la quale si trova nella Provincia di Sondrio, che a sua volta è in Regione Lombardia. Un discorso che fila e che è stato fatto proprio da valchiavennaschi: infatti creatori e amministratori del sito sono della tua bellissima valle... (quindi non puoi incolpare nessun valtellinese per questo!) ps: sia chiaro, la mia è una provocazione e riflette lunghe discussioni con diversi valchiavennaschi, tra cui alcuni ottimi amici. Non è mia intenzione offendere nessuno (anche perché, chissà, magari sono valchiavennasco anch'io!!)

7. in valtellina siete abituati

Aggiunto il 17.08.2009 da MauGero

caro il mio braulio. La bresaola di Valtellinese ha ben poco. essendo prodotto tipico VALCHIAVENNASCO. Per le erbe... sono d'accordo col provvedimento. Se vuoi vai in piemonte o in svizzera a raccogliere l'erba.

6. lombardia e dintorni

Aggiunto il 17.08.2009 da montanaro

La mitica lega che governa e impera e perde tempo con il dialetto e gli inni farebbe meglio a concentrarsi su questi problemi e fare in modo che le radici culturali della nostra gente che passano anche attraverso questi aspetti vengano tutelate. Concordo con chi dice che lasciare certe erbe non raccolte non aiuta di certo a preservarle anzi le consuma e rende sterile la radice

5. di male in peggio

Aggiunto il 16.08.2009 da erbafree

Quindi da oggi tutti i liquori fatti con erbe della valtellina/valchiavenna saranno prodotti con erbe raccolte da serre o...(Se già non era così) Continua l'avanzata tecnologica che man mano ha portato la produzione di bresaole con carne brasiliana etc...L'importante è che sull'etichetta ci sia il simbolo DOP.Che belle prese per il sedere... Ma come mi piacerebbe aprire un bel dibattito sull'argomento con quelli che (magari in buona fede) emanano questi provvedimenti per tutelare qualcosa senza rendersi conto dei danni che fanno dall'altra.P.S.Non sono un raccoglitore di erbe ma mi metto nei panni di chi lo è,e magari per campare...

4. Regione

Aggiunto il 15.08.2009

.... Visto che probabilmente si parla di decisioni prese al Pirellone mi chiedo se non si possa fare un referendum per vedere se i Valtellinesi preferiscono restare a farsi "mettere sotto" da questi signori o si preferisca tornare in Svizzera come in passato o passare al Tirolo.... ma che pensino a fare cose decenti e lascino stare le erbe officinali....

3. Abbassiamo la guardia

Aggiunto il 15.08.2009 da Sergio Acquistapace

E' un dato di fatto che il territorio della provincia di Sondrio sia prevalentemente montuoso la popolazione da sempre vive i territori della montagna e gli eventi calamitosi che in tempi recenti hanno prodotto gravi danni al territorio e funesti eventi luttuosi forse in parte sono stati ampliati proprio dall'abbandono delle attivita' di guardio del territorio da parte dell'uomo . Vivere in montagna certamente ha i suoi lati positivi ma tanta bellezza è pure accompagnata da notevole fatica. certamente chi ha legiferato in questa maniera intende dare un duro colpo a questo tipo di raccolta che non credo sia professionale certo se viene fatto uno scempio e si strappa tutto allora si che sarebbe un disastro ,ma una raccolta ragionata con i criteri di salvaguardia delle piantine sarebbe come dice giustamente il patron del Braulio , Peloni alla lunga spariscono Quindi il buon senso direbbe di raccogliere pure le erbe officinali ma con il buon senso senza deturpare ne rovinare le piantine strappandole radicalmente in conclusione stiamo attenti che a breve qualcuno non si alzi di buon mattino e ci vieti di respirare perchè altrimenti inquiniamo l'aria pura è risaputo che gli eccessi in tutti i campi sono sempre stati deleteri da qualunque parte si vogliano guardare. arrivederci Sergio

2. Non si potrebbero coltivare?

Aggiunto il 14.08.2009 da val

Non me ne intendo,però mi chiedo come mai,come si possono coltivare i frutti di bosco, non si possano coltivare anche queste erbe!Del resto ,nei tempi antichi,anche gli ortaggi e l'insalata crescevano nei prati e boschi,poi l'uomo ha imparato a coltivarli nell'orto,o no?

1. come tagliarsi le gambe

Aggiunto il 14.08.2009 da Michele Gianera

mi chiedo chi sia l`ideatore di questo fulmine di intelligenza. con 20 grammi ci faccio una bottiglia di liquore o poco piu. la montagna e una risorsa, va sfruttata con intelligenza, giusti i limiti, ma questi sono privi di senso. prego per il ritorno dell'intelligenza................


 
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