Cerca in VAOL nel web
 
Prima pagina Colico Mandello Lario Occidentale Valchiavenna Morbegno Bassa Valle Sondrio Valmalenco Tirano Aprica Bormio Livigno Bregaglia Poschiavo
CRONACHE ATTUALITA' ECONOMIA POLITICA SPORT CULTURA E SPETTACOLI TUTTO TURISMO FUORI VALLE CINEMA COMUNI
photo gallery video gallery bacheca blog webcam foto del giorno wallpaper sondaggi newsletter link utili Casa.it

Pubblicato il 13.12.2011 - ore 16:38
 
Letto 2443 volte

Condividi Facebook Twitter Friendfeed


Pd: «Nella vertenza GE - Wayne intervengano Provincia e Regione»

Ciapponi: «Non si possono lasciare sole le rappresentanze sindacali e i piccoli imprenditori dell'indotto».

Pubblichiamo la nota stampa diffusa dal segretario provinciale del Pd Giacomo Ciapponi. 


Giacomo Ciapponi
La fabbrica della Dresser Wayne di Talamona, che occupa circa un centinaio di dipendenti è stata riacquisita ad inizio anno dalla statunitense General Electrics. Il cubo gas messo in produzione dal 2005, in sostituzione della produzione dei distributori di benzina portata a malmoe in Svezia, doveva rappresentare il futuro del sito produttivo. Il cubo gas è un prodotto studiato ad hoc per le stazioni a metano, con un elevato valore tecnologico, che permette di comprimere e stoccare il gas a 250 atmosfere per poter rifornire i mezzi (autovetture, furgoni, autobus, camion). Oggi a fronte delle difficoltà nella commercializzazione del prodotto l’azienda ha confermato le trattative in atto per la cessione della linea e del prodotto, probabilmente ad una ditta di Cuneo. Questo potrebbe essere il primo passo per smantellare lentamente il sito di Talamona. Oggi a rischio ci sono circa 50 posti di lavoro più l’indotto che ruota attorno allo stabilimento. La GE è un colosso mondiale presente in oltre 100 paesi nel mondo e con circa 300.000 lavoratori e, quando aveva acquisito lo stabilimento ex Nuovo Pignone, aveva dato garanzie di mantenimento della produzione ed occupazionale. GE deve trovare una soluzione per rilanciare gli investimenti e l’occupazione su un sito produttivo storico in provincia e ricco di competenze. Il Partito Democratico ritiene che non si possano lasciare sole le rappresentanze sindacali ed i piccoli imprenditori dell’indotto.

È una vertenza complessa che investe i rapporti con una grande multinazionale. È opportuno che intervengano le massime istituzioni a partire dall’amministrazione provinciale e dalla regione Lombardia, magari attraverso un tavolo di crisi che metta assieme tutti i soggetti interessati: OO.SS., Confindustria Sondrio, CCIAA, Amministrazione Provinciale, Sindaci interessati e i rappresentanti in Regione Lombardia che potrebbero portare il caso all’interno della V Commissione Attività produttive e Occupazione attraverso una audizione ad hoc sul futuro dello stabilimento di Talamona.





  0 commenti    
  Le notizie più lette