"Il marchio IGP per le mele della Valtellina è il giusto riconoscimento alla qualità delle nostre mele e al lavoro svolto dagli operatori del settore affiancati dalla Fondazione Fojanini. Finalmente anche le mele valtellinesi potranno sfruttare i vantaggi dell'indicazione europea che distingue le produzioni di qualità. Un premio all'impegno del Consorzio di Tutela che in questi anni si è prodigato per ottenere il marchio". La soddisfazione di Fiorello Provera è duplice, poiché, proprio su richiesta dei frutticoltori, preoccupati per i ritardi dell'iter procedurale nell'ottenimento dell'IGP, come Presidente della Provincia, tra il 2008 e il 2009, aveva sollecitato il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia. L'ottenimento dell'Indicazione Geografica Protetta conclude un lavoro assiduo che ha visto coinvolti operatori privati ed Enti Pubblici, tutti impegnati a sostegno di un settore vitale per l'agricoltura valtellinese. "Condivido l'osservazione del presidente del Consorzio Gianluigi Quagelli riguardo la necessità di trasformare in valore aggiunto il marchio che certifica l'elevata qualità delle nostre mele - continua l'onorevole Provera - in un momento di sofferenza del comparto a causa di prezzi poco remunerativi. Sono certo che i frutticoltori saranno più competitivi sui mercati europei con un marchio di qualità che distingue la loro produzione, così come avvenuto per altri prodotti tipici della nostra terra."
"Sin da ora - continua Provera - si stanno definendo nuovi indirizzi della PAC, la Politica agricola comune che entrerà in vigore a partire dal 2013 ed è importante far presente le necessità della nostra provincia interamente montana." Come aveva comunicato l'onorevole Provera agli oltre cento agricoltori riuniti alla Fiorida di Mantello il 5 febbraio scorso, gli aiuti alle zone rurali svantaggiate costituiscono una componente fondamentale della politica agricola comune, ossia la politica di sviluppo rurale. Oltre la metà delle superfici agricole europee ha ricevuto la qualifica di zona svantaggiata da parte degli Stati membri. Di queste, circa il 16% è costituito da zone montane come la nostra provincia. "È importante quindi segnalare le necessità dei nostri agricoltori nelle sedi appropriate a Bruxelles affinché la nuova politica agricola europea tenga conto dei loro bisogni e li aiuti a superare le difficoltà di produzione e di trasporto in un territorio così impegnativo come il nostro", conclude Provera.