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Pubblicato il 23.01.2012 - ore 09:46
 
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QM-Live, la musica della Brian Finnegan Band incanta Morbegno

Un massiccio pubblico è arrivato all'Auditorium S. Antonio per il concerto.

Sabato 21 gennaio all'Auditorium S. Antonio di Morbegno è andata in scena, per QM-Live, la serata dedicata alla musica celtica. Dalla massiccia presenza di pubblico, emerge un dato dal doppio risvolto. In Valtellina e dintorni la passione, la partecipazione per le proposte di qualità non hanno subito flessioni, nonostante il delicato momento economico, segno che la cultura e l'arte, rivestono un ruolo primario nella scala delle priorità umane. Il secondo aspetto riguarda l'Irish music, che grazie al livello degli artisti coinvolti, suscita un entusiasmo ed un grado di competenza sempre crescente.


IL CONCERTO

Il gruppo salito sul palcoscenico comprendeva oltre a Brian Finnegan ai flauti e tin whistle, Ed Boyd alla chitarra, John Joe Kelly al bodhran ed Aidan O'Rourke al violino, il quartetto ha infiammato gli animi sin dall'introduttiva "Nightride", presente sull’ultimo lavoro datato 2010, dal titolo, ”The ravishing genius of bones”, il concerto si è sviluppato su temi classici del repertorio celtico: veloci reels e coinvolgenti jigs. Molto apprezzate ed ironiche le presentazioni in italogaelico, del chitarrista di Bath Ed Boyd, che ha sottolineato con un pizzico di nostalgia il glorioso passato dei Flook, gruppo dal quale, hanno preso forma le carriere artistiche di ben tre dei quattro componenti l’ensemble. Citando in ordine sparso alcune fasi salienti del programma proposto, molto coinvolgente, "Three little steps", dedicata alla piccola Maisy, figlia di Brian, intenta a muovere i primi passi. L'omaggio a "Marcos", artigiano asturiano realizzatore del bel flauto traverso usato per l'occasione da mister Finnegan . La morbida, "Superfly", annunciata ironizzando e precisando "is not a Superman". Il doveroso tributo a “Belfast”, luogo caro ad ogni irlandese, segnava lo spartiacque con la seconda parte del concerto. Molto suggestiva la dolce ballata "Last of the stars", dedicata alla memoria della nonna del flautista di Armagh, ultima di dodici fratelli a lasciare le verdi terre d'Irlanda, e giocata magistralmente da tin whistle e violino, con arpeggio chitarristico finale. Nella parte conclusiva due pezzi solistici per il fiero scozzese di Oban, Aidan O'Rourke e per il maestro di dobhran, nativo di Manchester, John Joe Kelly. Grande ardore e tecnica sopraffina da parte di entrambi. Le caratteristiche più evidenti del genere folk irlandese sono senza dubbio, l’allegria trasmessa e la grande energia d’esecuzione, unite a dosi di struggente malinconia, sia nelle songs evocative che nelle movimentate gighe. Chiamata a gran voce per l’immancabile bis la Brian Finnegan band ha mostrato grande soddisfazione per la resa sonora dell’ex chiesa del quattrocento, ringraziato i tecnici ed elogiato il pubblico per aver preferito il loro spettacolo alla scontata serata davanti al televisore. “Road to Errogie”, dall’album “Haven” dei Flook anno 2005, ha sancito la fine del set.


PROSSIMI CONCERTI

Il prossimo appuntamento del festival è previsto per sabato 4 febbraio e ha subito un cambio di programma. Invece del previsto quartetto di esibirà il Marco Detto Trio, con Marco Detto al pianoforte, Marco Ricci al contrabbasso e Antonio Fusco alla batteria. Un Jazz moderno ma dichiaratamente ancorato al genere classico che rimanda alla migliore tradizione jazzistica seppur influenzata e mediata da una vena melodica tutta italiana. Davvero un ottimo trio, consigliato anche a chi desidera accostarsi per la prima volta a questo genere di musica.


Fonte uff.stampa





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