Studente siciliano respinto: l'albergatore valtellinese chiarisce 'Tutto un equivoco. Mai rifiutato nessuno'

'Ho riscritto al presidente per chiarire la situazione e lui ha dimostrato di aver capito'.


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Pubblicato il: 10/03/2010
Categoria: MORBEGNO - BASSA VALLE | CRONACHE

Giulio Salvi è l'albergatore valtellinese che "avrebbe" rifiutato nella sua struttura - l'Hotel Bellevue di Cosio Valtellino - lo studente siciliano della scuola Alberghiera Ambrosini di Favara. Utilizziamo il condizionale perché nella mail che ci ha inviato, Salvi ha ripercorso le tappe della vicenda, evidenziando come forse, alla base di questo fatto poi amplificato dalle cronache locali e dall'intervento di un assessore provinciale, ci sia stato un malinteso.  

Nella mail che indirizzato alla nostra redazione spiega quanto segue:


Credo di non avere nulla di cui debba vergognarmi. E spiego subito il perché. Questa è la mail che scrissi all'istituto: "Egregio Sig Preside, ho letto la notizia della giornata sulla legalità dove alcuni giovani hanno avuto un atteggiamento totalmente contrario al normale. Orbene, so che Voi docenti non avete responsabilità, anzi, ma vorrei che dicesse a questi ragazzi che continuando così un posto negli alberghi non lo trovano certamente. So che i bulli risponderanno "e chissenefrega", ma ragazzi NON venite in Valtellina!".

Non ho problemi, non avendo offeso certamente gli onesti cittadini di Favara, a riportare nei giusti termini della questione.

Ho riscritto poi al Preside della scuola: "Egregio Sig Preside, ha avuto grande eco in Valtellina la reazione suscitata da parte dell'amministrazione provinciale di Agrigento. Sono dispiaciuto che , forse da una frettolosa lettura, sia stato interpretato la mia lettera come rifiuto ad accoglie lavoratori della Vostra zona ma soprattutto del Vostro Istituto . Io mi riferivo solo a quelli che hanno avuto un comportamento scorretto. Non volevo, e penso che una più attenta lettura della mia prima mail lo può confermare, fare di tutta un erba un fascio. Mi farà piacere dovesse darmi il recapito di chi ha portato in consiglio e di chi ha voluto dare un taglio denigratorio alla mia comunicazione per poter ribadire questi concetti. Grazie e Benvenute in Valtellina alle persone per bene di tutto il mondo, non solo di Favara".

Il preside, dopo mezz'ora, mi ha risposto così "Gent.mo Sig. Giulio, la chiarezza le fa onore. La ringrazio di questo chiarimento che fuga possibilità di equivoci. I bravi ragazzi, mi creda, sono ovunque così come, purtroppo, le pecore nere. E' compito della scuola promuovere il successo di tutti e in questo ci mettiamo il nostro impegno. Ogni tanto una delusione. Ma non desistiamo. Cordiali saluti DS Giuseppe Salamone".




La notizia del 9 marzo 2010 

Il fatto risale a qualche giorno fa quando - stando a quanto pubblicato da La Repubblica di Palermo e da www.Siciliatoday.net  - un albergatore valtellinese ha comunicato alla scuola tramite mail il proprio rifiuto ad assumere per la prossima stagione uno studente dell'Istituto Alberghiero "G. Ambrosini" di Favara, in provincia di Agrigento. La comunicazione sarebbe stata motivata in considerazione dei disordini che si sono verificati a Favara, dove - nei pressi dell'istituto scolastico - un gruppo di studenti ha preso d'assalto le auto della polizia, al termine di una lezione sulla legalità.

La questione ha suscitato enorme clamore in Sicilia ed è approdata persino sui banchi della Provincia di Agrigento, dove Giuseppe Arnone, assessore provinciale alle Politiche comunitarie Ufficio Europa e della Programmazione negoziata, ha commentato duramente la decisione dell'esercente valtellinese.


Giuseppe Arnone
"Apprendo con amarezza e stupore la notizia secondo cui un il titolare di un albergo della Valtellina avrebbe deciso di rifiutare la richiesta lavorativa, per la prossima stagione estiva, di un giovane studente dell'Istituto Alberghiero "G. Ambrosini" di Favara" ha dichiarato Giuseppe Arnone.

"Si tratta di una decisione - ha continuato l'assessore - che offende e mortifica l'intera città di Favara che, è utile ricordare, non è quella rappresentata dalla minoranza di giovani che si sono resi protagonisti in negativo, ma quella costituita da tanta gente onesta e per bene. L'effetto domino che, tale decisione potrebbe avere, rischia di creare un incalcolabile danno di immagine alla nostra città ma soprattutto di vanificare lo sforzo di tanti giovani studenti che proprio in occasione della stagione estiva si recano al nord per mettere a frutto anni di studio. Ritengo che i segnali di chiusura, nei confronti dei nostri studenti, manifestati da alcune Associazioni di albergatori e ristoratori, siano il frutto di un'onda emotiva smisurata che rischia seriamente di creare oltre a un danno di immagine all'Istituto anche economico agli studenti. Invito personalmente gli albergatori valtellinesi a visitare la nostra città - ha concluso l'assessore - senza alcun timore così come sarò ben lieto di accompagnare i nostri studenti in Valtellina affinché si possa mettere fine ad una polemica a dir poco eccessiva".




10 commenti

10. le scuse a chi ci campa

Aggiunto il 12.03.2010 da Giulio Salvi

Loris ,Se non vuoi farle a me le scuse falle alla mia categoria, NOI albergatori sulla gente onesta ci campiamo , qui può esserci l’invito a capire che di turismo ci guadagna il mio panettiere, il mio macellaio, il mio piastrellista, il mio falegname , il mio ……… quindi parlo per me ma in questo caso anche per la mia categoria .Gli ospiti Ci danno da mangiare , sentire che siamo incapaci di essere accoglienti ci manda in bestia , naturalmente dobbiamo insegnare agli ospiti che la nostra terra va rispettata . Incominciamo anche noi a farlo Giulio Salvi P.s. secondo te andavano fatte delle precisazione alla mia prima mail?

9. TEMPO PERSO

Aggiunto il 11.03.2010 da Massimo D.B.

PERREBBE UNA GUERRA TRA POVERI....

8. non debbo scuse a nessuno

Aggiunto il 11.03.2010 da Loris

Egregio Signor Salvi, se lei ha letto il mio commento (1) è STATO FATTO QUANDO ANCORA LEI NON AVEVA FATTO ALCUNA PRECISDAZIONE. Mi sono attenuto solamente ai fatti letti nel giornale. Sono comunque contento delle sue dovute precisazioni.

7. VERGOGNA?

Aggiunto il 10.03.2010

CHI HA GRIDATO VERGOGNA DOPO LE PRECISAZIONI DOVREBBE VERGOGNARSI DI SE STESSO/A!!!

6. Voglio (pretendo ) le scuse

Aggiunto il 10.03.2010 da Giulio Salvi

Sto aspettando le scuse dai commentatori 1 e 2 Essere intelligenti vuol dire anche …. Scusa ho sbagliato …. Giulio Salvi

5. MA AVETE LETTO BENE?

Aggiunto il 10.03.2010 da Franco M.

"So che i bulli risponderanno "e chissenefrega", ma ragazzi NON venite in Valtellina!" Scusate, ma mi sembra chiaro che il riferimento sia verso i bulli, verso coloro che "risponderanno "e chissenefrega"". Poi se, per partito preso, si voglia dar contro a qualcuno per forza ognuno può leggerla come vuole. Cordiali saluti.

4. educazione

Aggiunto il 10.03.2010 da mary

Rispondo al commento n. 3 - Bravi!! continuate così abbiate il coraggio di punire chi sbaglia, ma se gli altri tacciono peggio per loro ci mvuole educazione civica e rispetto per tutti se lo vogliamo!!! la nostra generazione (ho più di 60 anni) ha studiato anche nelle stalle e nelle cantine!!!

3. A titolo di cronaca ....

Aggiunto il 09.03.2010 da Sa. So.

A seguito dei fatti avvenuti in data 26/02/2010, relativi al lancio di carta e pezzetti di gesso dal terzo piano contro l’auto della Questura presidiata da un agente, il Consiglio d’Istituto, dopo avere riscontrato attentamente i tempi e le modalità dell’accaduto, preso atto della gravità del gesto, si è riunito in data 8/3/2010 per prendere i dovuti provvedimenti disciplinari. Purtroppo, è bene precisarlo da subito, nonostante le numerose verifiche interne e la richiesta collaborazione alla Questura, ad oggi, non si è riusciti ad individuare i responsabili del grave gesto che ha offeso le forze dell’ordine e tutta la scuola nel suo complesso. Ciò non di meno, proprio per arginare fenomeni di devianza giovanile e scoraggiare atteggiamenti di silenziosa e vigliacca omertà, il Consiglio d’Istituto ha deciso di punire tutti gli alunni delle classi del terzo piano le cui aule sono allocate lato-atrio e dalle quali si ritiene si siano affacciati i protagonisti del misfatto, obbligando gli stessi a ritinteggiare le loro aule e a collaborare fino al termine dell’anno scolastico, per almeno un pomeriggio alla settimana, con alcune associazioni di volontariato presenti sul territorio di Favara. Con questa determinazione si intende dare una risposta concreta allo sgomento provocato da questo gesto educando gli alunni al senso della legalità, al rispetto delle istituzioni e alla responsabilità civile di cui ciascuno è portatore. Pur rimanendo profondamente rammaricati per il grave gesto compiuto, occorre, comunque, precisare alcuni fatti che non possono in alcun modo essere taciuti. La scuola attualmente vive e opera in un edificio di cinque piani strutturato originariamente per civili abitazioni e riadattato, con molte limitazioni strutturali, alle esigenze scolastiche. Presenta, in ogni piano, corridoi ad “U” difficilmente controllabili dal personale disponibile per piano, considerato, anche, che in ciascun lato sono presenti dei balconi in rientranza che sfuggono alla vista diretta. Inoltre, vi è la presenza di numerose porte d’acceso per ogni piano (comprese le vie di fuga) che complessivamente rendono difficilissimo il controllo contemporaneo. Se a tutto questo si aggiunge che ad ogni cambio d’ora di lezione molti alunni sono costretti a migrare verso palestra o laboratori che si trovano collocati in altri piani, si capisce bene quali sono i reali margini di effettivo controllo che, pur tuttavia, esiste e in parte viene monitorato con un moderno sistema di videosorveglianza. Tutto questo avviene in presenza di circa 1200 alunni che giornalmente affollano e frequentano le aule della nostra scuola, che provengono da diversi paesi del circondario, che risultano di diversa estrazione sociale e, in parte, vivono mille difficoltà nei trasporti e nella marginalità sociale. A tutti gli alunni frequentanti la scuola offre da decenni la possibilità di crearsi una cultura ed una preparazione professionale specifica di alto livello, aprendo prospettive concrete di lavoro e, quindi, di inserimento sociale: traguardi non indifferenti in una realtà socio-economica come quella siciliana gravemente colpita dal fenomeno della disoccupazione che porta con sè enormi rischi di derive delinquenziali E allora, prima di scrivere screditando tutti e tutto occorre chiedersi: cosa è successo e cosa è realmente la nostra scuola? Alcuni giornalisti, a commento della notizia, si sono scagliati con una violenza inaudita anche nei confronti della scuola, riuscendo a creare un eco nazionale tale da determinare persino una ispezione dall’Ufficio Scolastico Regionale . La mancata contestualizzare del fatto accaduto nella sua giusta dimensione e gli effetti deleteri sull’immagine della scuola, ha trascinato con sé prese di posizioni di molti operatori del mondo del lavoro e inquietudine per molte famiglie di alunni frequentanti, operando un’ involontaria quanto reale colpevolizzazione della stragrande maggioranza degli alunni ed operatori presenti all’interno della stessa completamente ignari dell’accaduto. A questi signori occorre ricordare le parole di apprezzamento, più volte espresse nei confronti della nostra scuola dal Prefetto Umberto Postiglione, per l’incessante lavoro di sviluppo culturale propositivo nei confronti degli alunni e della società civile. La nostra scuola, è bene ricordarlo, nonostante le difficoltà di integrazione dei diversi alunni presenti al suo interno, risulta essere una delle più premiate a livello nazionale e forse, per questo, paga il prezzo sul coinvolgimento attivo di quella parte di popolazione scolastica spesso relegata ai margini della società che nella propria miseria culturale, qualche volta, purtroppo, offende la sua reputazione. Fidiamo, con la presente, di stimolare la restituzione d’immagine che questa scuola merita per il lavoro che svolge da oltre trent’anni . Se qualche fatto riprovevole accade: chiediamo scusa. La polizia era presente quel giorno proprio per un corso sulla legalità, a dimostrazione del fatto che c’è piena consapevolezza sulla necessità di creare cultura e coscienza civica oltre che addestramento professionale. Per onestà intellettuale, chiediamo a quanti hanno "abusato" nei commenti giornalistici di avere il coraggio di scrivere anche quello che di buono questa scuola riesce a fare giorno dopo giorno senza clamore. Grazie.

2. Già

Aggiunto il 09.03.2010

La solito cultura chiusa e bigotta della valle a cui nessuno è permesso di entrare, senza avere conoscenze o..... essere del NORD!!!!??? VERGOGNAMOCI

1. DOBBIAMO VERGOGNARCI

Aggiunto il 09.03.2010 da Loris

Se così stanno i fatti ritengo che dobbiamo vergognarci. Ma dov'è l'accogliente Valtellina?. Penso che dovremo imparare dai nostri vicini meridionali circa lo spirito di accoglienza che riservano a tutti quelli che approdono nelle loro città. Io ne sono testimone. Chiediamo scusa agli abitanti di Favara.


 

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