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Pubblicato il 31.03.2011 - ore 13:48
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Tagli alla scuola. Cisl Sondrio: «Il sistema provinciale non regger໫Invitiamo istituzioni ed enti locali a mettere in atto azioni positive».Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa della Cisl Scuola Sondrio. Il Consiglio Generale Territoriale della CISL Scuola di Sondrio, riunitosi il 30 marzo 2011, preso atto del ridimensionamento quantitativo e qualitativo del sistema scolastico provinciale che si sta delineando con la predisposizione dell'organico di diritto della scuola primaria per l'anno scolastico 2011-2012 valuta negativamente la politica dei tagli che ormai da anni sta caratterizzando il mondo della scuola che, al contrario, necessita di investimenti, ritiene inaccettabile l'attuale intervento basato esclusivamente su un criterio numerico che non tiene conto delle specificità territoriali e, in particolare, di quelle legate al nostro territorio montano. PREOCCUPAZIONE PER LE ALTRE SCUOLE Il Consiglio Generale esprime particolare preoccupazione poiché oggi l'attenzione è giustamente concentrata su quanto sta avvenendo nella scuola primaria, ma – a breve – analoga operazione di ridimensionamento sarà posta in essere anche per la scuola secondaria di primo e secondo grado, oltre che per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, con conseguenze facilmente prevedibili. INVITO ALLE ISTITUZIONI Nella consapevolezza che il sistema scolastico provinciale – nel suo complesso - non potrà reggere a lungo se verranno meno quelle poche risorse che oggi lo sorreggono, invita le istituzioni, gli Enti locali, le forze politiche, da un lato, a mettere in atto azioni positive atte a difendere il nostro territorio ed in particolare il suo sistema di istruzione e formazione e, dall'altro, a porre il “problema scuola e formazione” come una delle priorità su cui aprire una riflessione che non si limiti ad affrontare l'emergenza, ma che sappia essere di lungo respiro e i genitori a vigilare quanto sta avvenendo nelle singole realtà provinciali e a richiedere una partecipazione attiva alle scelte che si stanno compiendo. E’ in gioco il futuro dei nostri figli. Leggi anche: Tagli alla scuola. Cisl Sondrio: «La nostra comunità non lo merita»
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Grazie Lega
Aggiunto il 05.04.2011
da Mary
Perchè non fare dei bei manifesti grandi, con una classe pollaio, un'insegnante disperata, bambini nella più totale anarchia che lanciano i libri dalle finestre, e una bella scritta trasversale: GRAZIE LEGA, come fanno di solito i leghisti per autocelebrare le loro infime vittorie e rastrellare voti? Dopotutto, se avremo classi pollaio, se molti studenti dovranno essere "riorientati" (che brutto eufemismo) vanificando così il lavoro di mesi di attente analisi, se il servizio scolastico subirà un drastico peggioramento, lo dobbiamo proprio anche alla Lega, che come partito al governo è stata complice di questa politica di tagli indiscriminati e miopi. Se TUTTI quelli che sono coinvolti, insegnanti, studenti, famiglie, avessero protestato a suo tempo in modo compatto e deciso, forse non saremmo arrivati a questo.....
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pluriclassi?
Aggiunto il 31.03.2011
da Daniele Chiarelli
Le pluriclassi andrebbero chiuse, tutte, con l'unica eccezione di quelle che servono comunità davvero lontane (oltre 20' di scuolabus). Se i sindaci, pur di mantenere la scuoletta del paese, accetteranno le pluriclassi, faranno il male dei loro cittadini più piccoli. Altro scenario possibile: deroghe alla norma dei 15 alunni minimo per la scuola primaria e "recupero" con tagli più consistenti nei due gradi della secondaria. Come dire che pagheranno i fratelli maggiori. In un modo o nell'altro, un mattatoio. A giorni il quadro definitivo. Ci sarà da piangere.
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Dividi et impera
Aggiunto il 31.03.2011
da Mary
Però quando gli insegnanti protestavano, due anni fa, venivano accusati di essere fannulloni sovversivi che divendevano antichi privilegi (sto ancora aspettando di sapere quali, e faccio l'insegnante da 20 anni!). Quando a scendere in piazza sono stati gli studenti delle superiori, sono stati accusati di essere burattini che si facevano manovrare dai soliti professori politicizzati, o, nella migliore delle ipotesi, di essere ragazzi fannulloni che semplicemente non avevano voglia di andare a scuola. Ora che la riforma si avvia ad andare a regime, si comprende la ricaduta di questa scellerata politica di tagli, che significa chiusura di piccole scuole, formazione di pluriclassi alle elementari, riduzione del sostegno alle medie, possibilità che l'ammissione alle superiori dipenda da uno sterile sorteggio....In questo modo il governo ha ottenuto ciò che voleva: la possibilità di abbattere la sua mannaia sulla scuola pubblica senza che a ciò facesse da contrappunto quel necessario sommovimento EPOCALE che avrebbe potuto arrestare il cammino di una sciagurata riforma. |
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