Turismo invernale: Valtellina in affanno? Gli operatori smentiscono
Da tutta la vallata è unanime il responso: 'I dati complessivi sono in linea con quelli degli anni scorsi'.
Nessuna flessione del turismo a
Bormio. Lo rimarcano gli operatori turistici locali che dopo la pubblicazione dei dati
da parte di alcune agenzie riferiti all'andamento del mercato turistico invernale italiano, che davano in difficoltà le stazioni turistiche locali, hanno voluto precisare che complessivamente il periodo invernale ha prodotto risultati in linea con gli scorsi anni. "Dal punto di vista degli impianti non possiamo assolutamente definire negativamente l'inverno ancora in corso - ha precisato Valeriano Giacomelli, direttore della Sib, Società impianti Bormio -. I dati complessivi sono in linea con quelli degli anni scorsi. Lo stesso vale per gli alberghi, che dai primi riscontri raccolti in paese, sembrano aver ottenuto risultati apprezzabili in termini di presenze, lontani da quelli riportati dalle agenzie".
Dall'Aprica stessa indicazione. Il Direttore del Consorzio turistico del Terziere superiore, Gigi Negri, Luciano Stampa direttore scuola sci Aprica e Domenico Cioccarelli responsabile impianti del Comprensorio Aprica Corteno Golgi hanno smentito il "tracollo" riferito dalle agenzie. "I dati di quest'anno, sia per ciò che riguarda le presenze alberghiere nella zona di Aprica che per gli sciatori sulle piste, si sono mantenuti in linea con quelli dell'anno scorso. Nei mesi indicati di gennaio e febbraio non c'è stata alcuna flessione disastrosa come riferito dalle agenzie".
Anche in Valmalenco la stagione invernale sta procedendo spedita. "Non possiamo lamentarci - ha spiegato Roberto Pinna, direttore del consorzio Sondrio-Valmalenco -. Le presenze alberghiere sono in lieve aumento rispetto allo scorso anno e la vendita degli skipass è allineata ai flussi della stagione precedente".
Dalla Valchiavenna, Federico Scaramellini - direttore del Consorzio turistico - ha delineato uno scenario complessivo incoraggiante: "I dati precisi li avremo soltanto a fine stagione. Per il momento posso dire che l'andamento non disattende le aspetattive degli operatori, mantenendosi sui medesimi rilevamenti dell'anno scorso, sia sul fronte delle presenze in pista che per quelle in albergo".
La Valtellina dunque dimostra con i numeri di aver retto molto bene alla crisi e di guardare con ottimismo alla prossima parentesi di Pasqua.
La notizia del 18 marzo 2010
L'inverno 2009-2010 è stato poco generoso per il mercato turistico italiano. L'Osservatorio turistico della montagna di Trademark Italia - come riferisce l'agenzia Ansa il 18 marzo - ha fornito alcuni dati sulle tendenze della stagione: soggiorni più brevi, meno skipass venduti e meteo poco favorevole.
Elementi che hanno prodotto un calo nei tassi di occupazione alberghiera.
In Trentino gli arrivi italiani si sono mantenuti in linea con lo scorso anno, con cali però nella spesa per i pubblici esercizi e le attività commerciali. In calo gli stranieri.
In Alto Adige le performance di quest'anno sono in linea con la stagione 2008-2009, sempre grazie agli italiani.
In Lombardia si registrano invece evidenti difficoltà.
In calo del 5% le presenze al Tonale-Ponte di Legno dove sono mancati gli italiani.
Andamento simile anche nelle località della Valtellina: a Bormio, Livigno ed Aprica a gennaio e febbraio i tassi di riempimento delle strutture ricettive sono stati ampiamente inferiori al 50%.
Stagione incerta anche per le località sciistiche di Piemonte e Valle d'Aosta.
Si è sviluppata nel segno della continuità la stagione per le destinazioni dolomitiche del Friuli Venezia Giulia, dove gli operatori hanno potuto confermare i risultati dell'inverno scorso.