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montagna
Aggiunto il 11.02.2010
da d.passamonti
un saluto a tutti..vorrei esprimere un parere riguardo l'argomento.La montagna ha fatto ,fa e farà sempre vittime,esperti meno esperti e incompetenti.Il fatto è che le persone devono capire che la montagna non è per tutti.la montagna non è una moda ..se decidi di fare snowboard ,alpinismo o sci devi capire che non è cm andare in spiaggia al mare..Bisogna rispettare certe regole e stare attenti ad ogni minimo particolare.Potrei raccontare 1000 episodi di gente stupida e incapace ,ma inizierei ad essere troppo volgare nel definire certi elementi.Se nn sai cosa sia un arva una sonda o una pala sta a cà tua il freeride non è il tuo sport.Lasciatemi poi dire che da una di nome Brambilla certi argomenti non li dovrebbe minimamenti affrontare,credo che a questa signora si addica di più fare shopping in centro a Milano...la montagna hai montanari che ci sono nati e vissuti e che sanno davvero capire e amare la montagna....snowboard rulez...
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facili scontate repressioni
Aggiunto il 10.02.2010
da Tio
Il fuori pista nasce dalla voglia di assaporare la libertà che gli sci alpinisti provano “sudandosi” le vette senza arrivarci con gli impianti, anche nella pratica alpinistica avvengono distacchi ma chi conosce bene i pericoli della neve in montagna cerca sempre di aggirare i guai anche se gli incidenti non mancano; bisogna fare i conti con il fatto che ogni anno aumentano gli amanti della montagna, la frequentazione di località e statisticamente anche gli incidenti di piccola e grande entità. Detto questo la differenza sostanziale di chi va fuori pista è che spesso oltre a non tener conto delle condizioni della neve non si dota di rilevatori “salvavita” perché sottovaluta ciò che sta facendo e poco conta chi la provoca e chi ci rimane sotto subendola se avviene fuori pista perché entrambi sono responsabili della violazione compiuta. Vogliamo quindi affrontare il discorso della sicurezza in montagna con delle sanzioni per chi provoca pericoli senza considerare che i comprensori sono gestiti da aziende che portano in quota con un contratto di trasporto i cliente limitando la propria responsabilità con una cordicella e un cartello…un po’ come quando in una città si prende la metropolitana la mattina per andare al lavoro e nonostante i cartelli di pericolo di morte il disgraziato di turno si è buttato tra i binari non osservando l’indicazione del cartello, dobbiamo aspettarci una legge “salva pendolare”!?!?! Sarà mai possibile vedere un problema analizzato concretamente cercando di trovare soluzioni reali e non le solite facili e scontate repressioni. Credo che la gestione dei pericoli derivanti dalle condizioni della neve in un comprensorio debba comportare responsabilità etiche da parte del gestore nei confronti dei propri clienti e dell’ambiente da cui trae risorsa; vien da se che la prima legge da fare sia quella che estende la responsabilità dei gestori alle zone limitrofe ai percorsi tracciati con l’ausilio di distacchi programmati sotto il controllo e la collaborazione del servizio valanghe del soccorso alpino, affinchè quest'ultimo non debba operare forzatamente in emergenza quando la neve è ormai caduta sotto il sole di mezzogiorno.
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n°5 risponde...
Aggiunto il 09.02.2010
da n°5
Al commento n°07: le leggi in materia e le relative pene mi pare ci siano già riguardo l'omicidio colposo nel caso si provochi una valanga con vittime. Basta solo farle rispettare ed al caso applicarle. Probabilmente la la "tua" DESTRA consiglia la tipica e molto più semplice repressione. Al commento n°08: nonostante le prime 9 righe inutili hai centrato il problema, è un problema di buon senso e di cultura della montagna che manca. Ma come si potrà mai fare a diffondere questa cultura ? A suon di multe, divieti o arresti ? Di fronte all'allarmismo del momento il politico (?) risponde con i divieti e non con l’intelligenza che consiglia l’educazione. Al commento n°10: i bollettini che tu citi li reputi così attendibili ? Secondo te un bollettino valanghe emesso il venerdì mattina e valevole per tutto il fine settimana, con quello che può cambiare in due/tre giorni, è affidabile ? Per fortuna che c'è la svizzera vicina...
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calma
Aggiunto il 09.02.2010
da roby
calma, non facciamoci prendere dall' emotività del momento! Capisco che il problema sia rilevante e vada affrontato ma deve essere fatto nel modo corretto. Cosa vuol dire che con pericolo 3 marcato non si può andare in montagna? Allora multiamo anche gli escursionisti che in estate vanno sui sentieri sotto un temporale o chi si avventura tra i monti con la nebbia, o chi si fa venire il mal di pancia in cima al Tambò e mette a rischio la vita dei soccorritori! La montagna è il luogo della libertà e va affrontata con preparazione e responsabilità, ma non è vietando e sanzionando che si risolve il problema. Il problema si risolve diffondendo la cultura della montagna, facendo prevenzione ed educazione come già detto dal commento 5. Fare fuoripista o freeride come si dice oggi è diventato un fenomeno di moda che attrae molti giovani spesso impreparati ma non si può pagare tutti (anche chi ha sempre frequentato la montagna con coscienza) per i comportamenti scorretti di alcuni.
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prevenzione, soccorsi e ... fatturazione
Aggiunto il 09.02.2010
da enrico villa
Prevenzione uguale informazione, vale a dire: informarsi. Radio, TV, stampa, internet sono strumenti di larga diffusione informativa, nei quali si riferisce sempre e diffusamente ogni notizia riguardante la situazione meteo, lo stato della neve, il pericolo di valanghe, l'andamento previsto delle temperature e quant'altro occorrer possa per effettuare una gita in montagna in sicurezza, con ogni mezzo. Di più. Esistono siti specializzati ove tali notizie sono aggiornate continuamente (in particolare: i bollettini ARPA regionali), dunque la prevenzione/informazione è ottima ed abbondante. Per ogni ulteriore necessità immediata, in loco ci sono le scuole di sci, i rifugi, le sedi del Soccorso Alpino, quelle del CAI e di ogni altra Associazione di montagna, gli organi di Polizia e Carabinieri, i Vigili del fuoco, la Protezione Civile, nelle quali operano persone adeguatamente informate e - soprattutto - perfettamente in grado di prestare soccoro, se del caso. A tale proposito gradirei conoscere se l'intervento dei soccorritori in Val di Lei sarà "fatturato" a quel gruppo di "salvati dalla valanga", anche se non residenti. D'altra parte, se l'automobile si guasta, non esiste forse la ppossibilità A PAGAMENTO (salvo copertura assicurativa) per farsi rimorchiare in officina? Funziona così anche per farsi rimorchiare fuori dalla valanga, con grave rischio, peraltro, da parte dei soccorritori, come purtroppo è avvenuto di recente sulle Dolomiti? Sarei grato se il Soccorso Alpino locale, qualora leggesse "Vaol", desse comunicazione della natura e delle tariffe dei propri interventi, con particolare riferimento all'episodio della Val di Lei. Grazie ancora.
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cos'è la prevenzione?
Aggiunto il 09.02.2010
da KIra
Forse se Le scuole si organizzassero con il CAI o con le guide alpine a fare istruzione nelle scuole e insegnare a valutare le condizioni della neve magari ci sarebbero meno morti. Ma innutile in questo paese si tende a favorire chi passe le domeniche al bar o davanti allla tv a uardare partite o stupidi relity
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in riferimeno al commento 5
Aggiunto il 09.02.2010
da nando zambrotta
"Possibile che esista solo il vietare ed il multare in questa "italietta" e non si parli mai di prevenzione, educazione e informazione."..... Vorrei capire come ragiona un personaggio del tuo genere , mi parli di prevenzione e cosa intendi come prevenzione ( mettiamo delle stufe sui versanti piu scoscesi per sciogliere la neve, facciamo esplodere una bomba per far scendere la neve a valle … o vorresti impiegare delle forze dell’ordine che pattuglino i versanti a rischio… ma non scherziamo..). Informazione , in ogni stazione sciistica che si rispetti sono esposti cartelli con il grado di pericolo valanghe ( a volte basterebbe leggerli) , ma non credo che ci sia bisogno che qualcuno mi dica “ non sciare su quel versante della montagna con 10 m di neve fresca a 20 gradi di temperatura” , esistono bollettini meteo piu che attendibili , numeri verdi per informazioni, siamo sinceri l’unica cosa che manca è il buon senso nella gente e soprattutto il rispetto della montagna che puoi conoscerla quanto vuoi ma non saprai mai quello che ti riserva…
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X C. 5 => La prevenzione usala come antipasto....
Aggiunto il 09.02.2010
da luca D
Caro italian fellow del commento 5. Mettere le mani nelle tasche della gente e includere il carcere è necessario. La prevenzione è sul lungo termine ed è la solita litania della SINISTRA a cui tu di certo appartieni. Guadagnare tempo per non risolvere mai nulla. Dovesse rimanere sotto la valanga un tuo famigliare per l'imperizia altrui, saresti il primo a romperci le scatole a tutti noi....sii meno retorico. Suoni tanto come il solito intelletualoide che pontifica teorie belle a dirsi e che suonano come una meravigliosa musica, da ascolatre con la pancia piena e stravaccati su di un sofà....aspettando che altri lavorino per te subito e nel concreto.
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valanghe
Aggiunto il 09.02.2010
da mary
la prevenzione c'è più che vietare i percorsi per pericolo cosa si deve fare??? la gente è molto arrogante e presuntuosa e non rispetta le regole imposte per il bene comune e questi sono i risultati. Agli Italiani gli devi mettere le mani in tasca ma devi togliere pesantemente altrimenti non capiscono, comunque quando qualcuno viene preso fa sempre la parte della vittima e del perseguitato e basta siamo seri!!!
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certo che...
Aggiunto il 08.02.2010
è più facile, molto più facile condannare, multare, vietare, arrestare, incriminare ecc. ecc. piuttosto che fare opera di prevenzione. Dopo il can can sollevato dai tragici eventi del fine settimana è subito allo studio del governo un decreto per multare e/o arrestare chi si rende colpevole di provocare valanghe. Possibile che esista solo il vietare ed il multare in questa "italietta" e non si parli mai di prevenzione, educazione e informazione. La riflessione che mi viene da fare, in questa ma anche in altre circostanze di segno simile, è che la morte in questa società determina allarme sociale, pertanto i comportamenti pericolosi vanno sanzionati. Si vuole scoraggiare la gente ad ammazzarsi multandoli. Il paradosso di questa visione è evidente laddove negli incidenti di questo fine settimana (ma nella maggior parte dei casi) non è qualcuno che provoca la morte di qualcun altro, bensì qualcuno che si va a mettere in condizione pericolosa per se stesso.
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