Ad Alberto Giacometti
"Un uomo che cammina"
Con la testa sprofondata nel cielo
e i piedi piantati nella terra
dove vai, uomo del silenzio?
La tua esile effigie di bronzo
tenta un passo incerto nel mondo
alla conquista di quel destino
che sa dove chiedere e come vivere
quel sogno d'infinito che ci abbaglia.
La voluttà di un corpo non cerchi
tra le dita, ti sfugge la bellezza formale,
il metallo assorbe i mali dell'anima
e mette in marcia l'essenza dell' uomo
anche se le radici legano il passo
Dove vai uomo del silenzio?
Di fronte a te si erge fiera e sicura
l'alta figura della donna di Venezia.
Ecco, Alberto, adesso l'idea mi è chiara:
è l'incorporea GRAZIA che tu brami
nel tuo vasto e planetario andare.
E' l'eleganza di una donna, che ti osserva
mentre la modelli con le tue sensibili vibrazioni.
Perché "Scaglie di granito"
Salire in alto è una metafora fondamentale della vita, è la ricerca del piano superiore, di quella prospettiva spirituale che dà un senso ai valori.
La montagna rappresenta quindi questa volontà di andare verso il cielo, di sollevare lo spirito al di sopra delle miserie umane.
Ma conquistare le altezze non è facile, richiede sacrificio e forza di volontà. E in questo sforzo spesso luomo rimane annientato.
Scaglie di granito perché anche il solido granito si può sgretolare e anche le scaglie hanno una loro solidità.
Scaglie di granito è da considerare come il diario di un alpinista che riesce a godere e a soffrire la montagna in tutti i suoi aspetti esaltanti, misteriosi, colorati, esistenziali, religiosi, sofferenti e dolorosi.