IL LUPO E GIOVANNA
Mi ricordo
quando sposo Lupo, il partigiano.
Era piena d'oro come una Madonna
e la gente veniva da lontano.
Al lavatoio della Molinanca
le donne parlavan sottovoce.
Era stato visto un camion militare
in quell'Aprile del quarantacinque
scomparire in un vecchio magazzino
nelle viuzze della Bottonera.
Tra le crepe di un portone malandato
un bimbo aveva visto meraviglie.
Sembrava l'oro di Alì Babà
giunto dall'oriente oppure da chissà!
Lupo era vissuto sempre sopra i monti
combattendo a suo modo i nazisti,
nei rifugi dormiva e nelle grotte
e spargeva il terrore tra i fascisti.
Nessuno conosceva il vero nome
e anche il prete lo pronuncio così piano
che rimase per i più un segreto.
Com'era bella quel giorno la Giovanna
con quei neri capelli a ricciolini
e quell'oro della colonna Mussolini.
Perché "Scaglie di granito"
Salire in alto è una metafora fondamentale della vita, è la ricerca del piano superiore, di quella prospettiva spirituale che dà un senso ai valori.
La montagna rappresenta quindi questa volontà di andare verso il cielo, di sollevare lo spirito al di sopra delle miserie umane.
Ma conquistare le altezze non è facile, richiede sacrificio e forza di volontà. E in questo sforzo spesso luomo rimane annientato.
Scaglie di granito perché anche il solido granito si può sgretolare e anche le scaglie hanno una loro solidità.
Scaglie di granito è da considerare come il diario di un alpinista che riesce a godere e a soffrire la montagna in tutti i suoi aspetti esaltanti, misteriosi, colorati, esistenziali, religiosi, sofferenti e dolorosi.