CHECCO E MARINA
La sua bocca sapeva di farina,
la sua pelle di pizza Margherita;
lavorava al mulin di Bottonera
e amava la bionda Marina.
Lei lavava i panni in Molinanca
e in quell'acqua che muoveva il mulino
sentiva strane sensazioni
voci d'amore correre sull'onda
un sussurrar di dolci parole.
Era come un cordone ombelicale
che legava i due amanti quel canale.
Era tutto perfetto, c'era l'amore,
c'era il lavoro e forse anche un bel fiore
che cresceva nella pancia di Marina
con grande gioia e soddisfazione;
anche il cielo donava la sua benedizione.
Ma un brutto giorno il Checco partì,
se lo porto via la tradotta
su per i monti lontano da lì.
Se ne parti con il dolore in gola
e Marina rimase da sola.
Era il quindici, c'era la Grande Guerra
e tremo di dolor tutta la terra.
Checco morì in trincea nel fango
lui che amava il colore bianco
della farina e dei panni di Marina.
Non torno piu in quel di Bottonera
e ancora lava la sua donna nell'acqua del Mera.
Un bambino le fa compagnia
bianco e rosa come il suo papà.
Perché "Scaglie di granito"
Salire in alto è una metafora fondamentale della vita, è la ricerca del piano superiore, di quella prospettiva spirituale che dà un senso ai valori.
La montagna rappresenta quindi questa volontà di andare verso il cielo, di sollevare lo spirito al di sopra delle miserie umane.
Ma conquistare le altezze non è facile, richiede sacrificio e forza di volontà. E in questo sforzo spesso luomo rimane annientato.
Scaglie di granito perché anche il solido granito si può sgretolare e anche le scaglie hanno una loro solidità.
Scaglie di granito è da considerare come il diario di un alpinista che riesce a godere e a soffrire la montagna in tutti i suoi aspetti esaltanti, misteriosi, colorati, esistenziali, religiosi, sofferenti e dolorosi.