LA COLLINA
E lassù c'è la collina
coi suoi strani rimbombi sotto il passo
e l'aria satura di sensualità.
Certo c'erano templi su di essa
di antiche e verginali deità.
Certo lassù si gridaron vaticinii
e si segnarono i destini di città.
Il vento grattava i suoi umori
sulle nere spine delle agavi
e colmava il paniere dei colori
di quando al cielo urlavi che mi amavi.
Lassù passarono eserciti
per conquistare la sicula Artemisia.
Di notte tuonavano i sentieri
dei passi baldanzosi dei guerrieri.
Raccontami, papà, le storie,
quali furono i lutti e le glorie
di quegli antichi e misteriosi siti,
quali furono i segreti, quali i riti?
Lassù se ne sta la collina
salda e fiera sopra il suo torrente,
tra le fenditure nere cornacchie
giocano ancora con i suoi tesori.
Perché "Scaglie di granito"
Salire in alto è una metafora fondamentale della vita, è la ricerca del piano superiore, di quella prospettiva spirituale che dà un senso ai valori.
La montagna rappresenta quindi questa volontà di andare verso il cielo, di sollevare lo spirito al di sopra delle miserie umane.
Ma conquistare le altezze non è facile, richiede sacrificio e forza di volontà. E in questo sforzo spesso luomo rimane annientato.
Scaglie di granito perché anche il solido granito si può sgretolare e anche le scaglie hanno una loro solidità.
Scaglie di granito è da considerare come il diario di un alpinista che riesce a godere e a soffrire la montagna in tutti i suoi aspetti esaltanti, misteriosi, colorati, esistenziali, religiosi, sofferenti e dolorosi.