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Pubblicato il 14.10.2009
 
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Sempre meno diplomati e sempre più universitari

Capitale umano: condiviso da enti e associazioni l'impegno nella ricerca.

Un anno e mezzo dopo aver divulgato i dati relativi alla ricerca condotta tra i diplomati e i laureati della provincia di Sondrio, punto nevralgico di uno studio sul capitale umano, la Società di Sviluppo Locale ha completato il primo aggiornamento all'intero 2008 attraverso 600 interviste telefoniche. Qualche conferma e alcune novità, seppure conseguenza di un trend che si era già manifestato negli anni precedenti, soltanto accentuato nell'ultimo biennio. Ma, soprattutto, il riscontro pratico di un progetto condiviso nella sua elaborazione e nella sua attuazione dai soci della Ssl come dagli altri attori coinvolti, mondo scolastico e associazioni datoriali, perché inesauribile fonte di riflessione nonché base scientifica per programmare azioni tese a contrastare la tendenza in atto. "Da questa ricerca - sottolinea l'amministratore delegato Sergio Schena - sono nate una serie di iniziative molto importanti, in parte già avviate, che mirano a trattenere in valle i nostri giovani di talento che si sono formati fuori provincia e a rifornire le nostre imprese di capitale umano qualificato. Crediamo sia un passaggio fondamentale per far crescere il nostro sistema imprenditoriale con il contributo dei nostri giovani. Come Ssl, con il sostegno di altri enti pubblici, in primis Provincia e Camera di Commercio, riteniamo fondamentale intervenire per correggere la tendenza in atto evitando la dispersione di nuove, qualificate forze che sarebbero invece utili allo sviluppo della nostra economia. Da noi si assumono pochi laureati: il 4% contro il 13% a livello regionale. L'intenzione è quella di diminuire questo gap e di avvicinarci alla media lombarda".


Tra le iniziative promosse, quella, unica nel suo genere, che più di altre incarna lo spirito di questa condivisione è il bando "L@urIMP - Laureati nelle piccole e medie imprese", pubblicato dalla Camera di Commercio, che mette a disposizione 100 mila euro per finanziare l'inserimento di giovani laureati. Le aziende potranno proporre propri nominativi oppure accedere al database che raccoglie più di 150 curricula per individuare giovani laureati da impiegare.


L'aggiornamento dello studio sul capitale umano ha confermato la presenza di un numero di giovani laureati valtellinesi e valchiavennaschi superiore al fabbisogno delle imprese a fronte di una carenza di diplomati rispetto alla domanda. La forbice è peraltro destinata ad allargarsi nei prossimi anni per l'aumento dei laureati: dal 2004 al 2008 è infatti quasi raddoppiato (dal 34 al 60%) il numero dei diplomati che ha proseguito gli studi con una diminuzione degli ingressi nel mondo del lavoro pari al 24%. La buona notizia è che quasi tutti i diplomati trovano lavoro, e anche in tempi relativamente brevi: il 90% di quelli usciti tra il 2004 e il 2008. Si è anche accentuata la preferenza dei giovani verso i licei che sempre più vengono scelti a scapito degli istituti tecnici. Per quanto riguarda gli universitari le facoltà a indirizzo tecnico-scientifico rimangono in cima alla classifica, seppure con un lieve calo, e vengono scelte dal 40% delle matricole. Seguono l'indirizzo economico-giuridico e quello umanistico-letterario, attestati intorno al 20%, in lieve diminuzione il primo (-1,5%), in netta ascesa il secondo (+6%). Le facoltà a indirizzo sanitario raddoppiano fino a superare il 12%. L'80,9% degli studenti universitari della provincia di Sondrio frequenta corsi di laurea specialistica. Oltre la metà della popolazione universitaria ha scelto la facoltà senza considerare la possibilità futura di poter far valere la laurea in valle contro il 12% che invece l'ha fatto. Il 55%, una volta laureato, ha cercato lavoro su tutto il territorio italiano, il 20% anche all'estero, mentre il 24% ha ristretto il campo alla sola provincia di residenza. Tra i giovani laureati intervistati, il 45,4% ha trovato occupazione qui, mentre il restante 54,6% lavora fuori, di questi, il 19,6% aspira a tornare in valle.


Dalla nuova analisi nascerà un opuscolo mirato per le aziende sull'onda del successo del precedente, dal titolo "Io lavoro qui", distribuito agli studenti delle superiori e alle loro famiglie in ottomila copie. Il nuovo opuscolo verrà presentato nell'ambito di un convegno che si svolgerà verso la fine di novembre. E dopo aver sensibilizzato studenti e famiglie sulle richieste delle aziende locali, l'attenzione si sposterà su queste ultime per convincerle che assumere un laureato significa migliorare in competenza e professionalità.






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