Il cognome è un composto che significa scuoti la lancia, dato ai tempi della cavalleria. Coincidendo con il significato del cognome Shakespeare, ha fatto pensare a origini valtellinesi e valchiavennasche del drammaturgo inglese.
Si vuole che la famiglia sia originaria di Milano, dove Giovanni Alboino, che seguì limperatore Corrado III alla seconda crociata nel 1147, fu soprannominato Crolla-lancia per la sua abilità. Il figlio Cristoforo si sarebbe stabilito a Piuro nel 1162 in seguito alla distruzione di Milano. I Crollalanza si diramarono poi a Chiavenna, e di qui in Sicilia, a Piacenza, Danzica, Genova e Graz. Tra i suoi componenti si segnalano Giovan Battista, storico e genealogista (nato a Fermo nel 1819 e morto a Pisa nel 1892) e suo figlio Goffredo, autore di una sintesi storica sul santuario di Gallivaggio (1872), padre a sua volta del sen. Araldo, che fu ministro dei lavori pubblici dal 1930 al 35.
Shakespeare, cioè Crollalanza
Nel 1921 lamericana Clara Longworth de Chambrun, nella tesi di laurea discussa alla Sorbona di Parigi, per la prima volta dimostrava che quanto di italiano cè nelle opere di Shakespeare fu tratto dagli scritti di John Florio. Quattro anni dopo un giornalista romano, Santi Paladino, sul quotidiano Limpero affermava che Shakespeare era lo stesso Florio e sulla sua tesi pubblicava due libri nel 1929 e nel 1955. Frattanto, nel 1936 un architetto veneziano e medium, Luigi Bellotti, rilasciava una intervista al quotidiano La stampa, in cui sosteneva che lo stesso Shakespeare gli aveva rivelato per comunicazione psicografica che il suo nome originario era Guglielmo Crollalanza, valtellinese, poi cambiato in Florio per sfuggire alla Inquisizione, essendo protestante. Approdato in Gran Bretagna, avrebbe tradotto il cognome in Shakespeare.
Nel 1951 fu la volta del giornalista lombardo Luigi Villa che dedicò alla questione un libretto, a cui ne seguì un secondo a distanza di una decina danni: perso nel 1574 il padre, pastore calvinista, durante lotte di religione, il Florio sarebbe giunto a Londra, dove avrebbe tradotto in inglese il cognome della madre Giuditta Crollalanza.
Nessuno cita alcun documento, affibbiando tra laltro allo scrittore John Florio il nome del padre, Michelangelo. Tutto è nato dalla coincidenza di significato tra i cognomi Crollalanza e Shakespeare (Skahe spear! = Crolla lancia!), a cui si è aggiunto, per confermare la tesi, il toponimo Cadotèl, esistente a Tresivio, che si è voluto tradurre come Ca dOtello. In una situazione, allora, di incertezza circa le origini del famoso drammaturgo, e in pieno regime fascista, sarebbe piaciuto strappare agli inglesi il loro massimo scrittore, facendolo italiano.
Di vero cè solo che John Florio, riconosciuto come lo scrittore che fece da tramite tra la cultura italiana e quella inglese anche per Shakespeare, aveva passato gli anni della fanciullezza sulle balze di Soglio in Bregaglia, appena oltre la dogana che oggi divide lItalia dalla Svizzera: lassù suo padre Michelangelo, pastore protestante senese, rientrato con il figlio piccolo da Londra, fu notaio e pastore protestante fino alla morte.
7 commenti
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Crollalanza / shakespeare, se è italiano..è di certo siciliano
Aggiunto il 27.11.2011
Di certo la formazione culturale che si poteva avere nella messina del XVI/XVII secolo era notevolmente superiore e colta rispetto a quella che si poteva avere in valtellina...
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Cerchiamo di essere obbiettivi e logici
Aggiunto il 04.04.2010
da FRANCESCO SFORZI
La tesi che sostiene un'italianità del famoso drammaturgo inglese non è del tutto infondata. Le leggende metropolitane londinesi descrivono il loro sommo poeta come una persona sulla cui origine poco si sa. e' incerto anche il luogo di nascita. E per di più si insegna che il grande william non abbia mai solcato piede oltremanica, seppur tutte le sue opere siano ambientate in Italia, ad eccezione dell'Amleto (che si svolge in Danimarca). Solitamente gli scrittori fanno trasparire nelle loro opere molto del loro vissuto e della loro storia. Ed è singolare come un inglese scriva opere di grande importanza perfettamente ambientate in Italia, dove le scene, gli usi e i costumi sono descritti con dovizia e precisione. Basti pensare al mercante di Venezia, che oltre ad una "tragedia" di amore, ci offre una lezione di diritto vertente sulle obbligazioni, questione che si deve dirimere secondo il diritto veneziano... Come può un inglese, che non ha mai varcato La Manica, conoscere le leggi e il diritto veneziano, comprese quelle del ghetto degli ebrei, nonchè i vizi e le virtù della stessa città (mi riferisco alle feste, alle "camparane" di rialto, etc.)??? Ebbene tutto depone a favore del fatto che la tesi secondo la quale il padre della lingua inglese sia in realtà un italiano, non risulta tanto strampalata... Altro discorso è comprendere se sia valtellinese o siciliano, ma italiano sicuramente, E poi solo un italiano può scrivere e descrivere passioni d'amore e sentimenti di amicizia come li leggiamo nelle opere di Shakespeare e non in altri poeti o scrittori inglesi. Il tratto dei sentimenti ed i moti dell'animo (gelosia compresa) descritti nelle sue opere sono infatti più confacenti al temperamento italico che non a quello anglosassone.
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fuori di testa
Aggiunto il 15.05.2009
documentatevi su john florio!è molto facile
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ABBAGLIO VALTELLINESE
Aggiunto il 11.02.2009
Dalle notizie e dalle coincidenze storiche effettivamente si può ipotizzare che Shakespeare, o Michele Angiolo Florio, figlio di Govanni Florio, medico giudeo messinese convertito, e da Guglielma Crollalanza, donna di nobile lignaggio della stessa...non era veltellinese.
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Shakespeare, un abbaglio italiano
Aggiunto il 12.02.2007
da Nicolò Di Salvo
Da molti documenti consultati, attualmente la tesi di Iuvara non trova alcuno riscontro. In un volume (serio) edito nel 1960 per i tipi della Guanda sulla biografia di John Florio (figlio di Michelangelo), è possibile rendersi conto degli equivoci scaturiti da un'approssimativa interpretazione. Il Michelangelo Florio di cui parla Iuvara, verosimilmente, è stato confuso con il più noto eretico che già nel 1564 (data di nascita di Shakespeare) operava in Valtellina. Nemmeno la tesi secondo cui tale Michelangelo (l'eretico) fosse il nonno del "Michelangelo Shakespeare" è supportata da alcuna documentazione. Infine, c'è da aggiungere, dato rilevante, che tra le fonti di Iuvara ci sono gli "spiritisti" che hanno attinto le "preziose" informazioni dallo stesso "spirito" di Shakespeare in persona. Maggiori dettagli sull'eresia di Iuvara saranno elaborati dopo attento studio sul quale sta lavorando un gruppo di ermeneuti al quale appartengo.
Hi, direbbe Shakespeare, ti salutu, direbbe Michelangelo.
Nicolò Di Salvo
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Shakespeare picciotto siciliano?
Aggiunto il 01.02.2007
da Maria Luisa Florio
Di recente è apparso nella pagina di Palermo de La Repubblica un articolo sulla presunta sicilianità di Shakespeare. L'articolo è stato scritto a supporto di un saggio, già alla seconda edizione, del Prof. Martino Juvara di Ispica. Secondo Juvara, che riprende la tesi del professore Santi Paladino, Shakespeare sarebbe siciliano: per la precisione di Messina. Sul prossimo numero del mensile La Meridiana, di cui sono caporedattore, ci occuperemo di questo caso. Se vorrete potete collegarvi al sito www.lameridianadicasteldaccia.it (Prof. Maria Luisa Florio)
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TESI MOLTO INTERESSANTE ....PROPOSTA
Aggiunto il 14.01.2005
da Welcome
Veramente molto interessante la tesi riportata dal Prof. Scaramellini. Se fosse davvero così sarebbe proprio bello immaginare che uno degli autori più famosi della storia, abbia avuto i natali nella nostra cittadina.
I Chiavennaschi sono gente straordinaria, ci si potrebbe aspettare anche questo....
Pensate William Makepeace Thackeray, l'autore di Barry Lindon, si potrebbe dire che visto che visto che to make on può significare anche "acquistare - guadagnare", potremmo sostenere che l'autore è nato in queste valli visto che abbiamo dato i natali agli "acquistapace" nostrani.
Poi vediamo.......anzi no. Facciamo un gioco. Propongo un premio a chi mi trova un abbinamento "cognome poeta straniero/cognome locale"....
Ciao