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Pubblicato il 21.03.2005
 
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ORSINI

Il cognome deriva dal nome personale Orso con suffisso diminutivo.

Una Margherita fu Pietro e gli eredi di Antonio, entrambi del Ursino, figurano a Savogno nel 1609. Nel 1676 la famiglia è localizzata a Dasìle, a ovest di Savogno, con Agnese Rogantina vedova di Pietro Orsino fu Antonio. Giovanni Orsini (1635-1713) fu Giovan Antonio, emigrato a Venezia a fare il “luganeghero”, cioè l’esercente di negozio per la vendita soprattutto di insaccati di carne suina, beneficò la chiesa di Dasìle, donando nel 1696 la pala dell’altar maggiore con il battesimo di Gesù. Altri Orsini, originari di Spurano sul lago di Como, si rifugiarono a Civo in Valtellina nel XII secolo. Il personaggio più ragguardevole è Giustino Renato (1883-1964), laureato in lettere e filosofia all’università di Pavia, insegnante nei licei milanesi. Coltivò la poesia, il teatro, la narrativa, ma soprattutto lo studio storico sulla Valtellina, scrivendo articoli e monografie, tra cui la “Storia di Morbegno”. Una famiglia Orsini fiorì anche in val Malenco come propaggine dei “de Ronchis” di Sondrio.




  1 commenti    
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GLI ORSINI E LA COMUNITÀ CHIAVENNASCA A VENEZIA
Aggiunto il 16.06.2005 da luca bovolato
Vorrei segnalare che in un libro da me scritto nel 1998 ("L'arte dei luganegheri di Venezia tra Seicento e Settecento", Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, 1998, 218 pp.) mi sono occupato dell'emigrazione valchiavennasca a Venezia tra il XVII e il XVIII secolo e che alcuni dei cognomi schedati nella vs rubrica (PIGHETTI, PEDRETTI, PASINI, ORSINI, FOLLADORI, CLARA, LUCCHINETTI, TOGNONI, DEL CURTO, GIANOLA, ROGANTINI, DEL BARBA) ma anche altri di cui probabilmente vi occuperete in seguito, compaiono (talvolta con leggere varianti dovute alla venetizzazione) negli elenchi degli esercenti l'arte dei luganegheri (salsicciai), corporazione della quale la "nazione chiavennasca" deteneva gran parte delle 175 botteghe, prima di essere espulsa in seguito alla rottura delle relazioni veneto-grigionesi. In particolare, per quanto attiene al Giovanni ORSINI da voi citato, nel libro traccio un profilo della sua attività veneziana; così come di quella di un altro esponente di famiglia di Savogno-Dasile (SALCHI o SCIALCHI) resosi protagonista di vicende non propriamente edificanti.

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