I Pestalozzi sono originari di Gravedona, dove sono documentati allinizio del Duecento, ma già nel 1299 Alberto si trasferì a Chiavenna, dove uno Zanino e un Guglielmo sono documentati nel 1302. Ne derivò una numerosa progenie, da cui si diramarono vari ceppi che, comunque, conservarono sempre il cognome originario: a metà Quattrocento i Riconi, i Porretini, i De Luna, i Davosini e i Peregrini; un secolo dopo i Ludovici e nel Seicento i Selder e i Filippaia. Altri passarono ad Amsterdam, Luzein, Vienna, Lione, Parigi, Cracovia, Vacciago, Milano, Torino e soprattutto a Zurigo. Qui a metà Cinquecento si era trasferito da Chiavenna Giovan Antonio, figlio di Andrea, da cui dopo sette generazioni nascerà il famoso pedagogista Giovanni Enrico Pestalozzi (1746-1827).
Tra i palazzi cinque-seicenteschi della famiglia esistenti nel centro storico di Chiavenna, il principale è quello in piazza Rodolfo Pestalozzi, oggi proprietà comunale, nel cui salone sono conservati vari ritratti di famiglia e un grande albero genealogico. Altre case sono nella stessa piazza e lungo la via Dolzino: in uno morì nel 1571 il letterato modenese Ludovico Castelvetro, in un altro nacque nellanno 1800 il patriota risorgimentale Maurizio Quadrio, che era figlio di una Pestalozzi. Lapidi funebri sono murate sotto il porticato della collegiata di San Lorenzo e, allinterno, nella cappella di SantAntonio, già di patronato della famiglia.