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Pubblicato il 19.01.2009
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IL NEBBIOLO E I VALTELLINA DOCG DI OGGI

L'evoluzione dei gusti accompagnata da un nuovo modo di intendere la tradizione vinicola

Cosa comporta rispetto ai metodi di produzione e nel prodotto finale l'evoluzione del gusto e della cultura enologica del consumatore? Alcune tra le più dinamiche Cantine valtellinesi offrono una risposta a questa domanda, pur dichiarandosi fedeli al fondamento della tradizione vitivinicola locale: il Nebbiolo (o Chiavennasca) rimane il vitigno indiscusso, ben radicato tanto nei monumentali terrazzamenti quanto nel cuore di produttori e consumatori.


Per Triacca il "Prestigio" è l'immagine della propria Casa. È vinificato con uve leggermente appassite in vigna sui tralci recisi, raccolta dopo circa 25 giorni, in cui ciascun acino sintetizza aromi specifici perché lungamente
sottoposti agli sbalzi termici tra il giorno e la notte. Nasce quindi un vino dal corpo pieno e  di grande spessore, rappresentando un'evoluzione nel segno dell'eleganza per il Vino valtellinese.


E di uno Sforzato "storico" si parla quando si cita il Plozza "Vin da Ca' Sfursat": primo Sforzato ad essere messo in commercio nel lontano 1946. Paradossalmente questo vino, uno dei prodotti più tradizionali, rappresenta perfettamente l'evoluzione della cultura vitivinicola locale: frutto del duro lavoro dei viticoltori valtellinesi, si fonde con le più moderne tecnologie in campo enologico, quali l'utilizzo dei vinificatori in acciaio inox a temperatura controllata, ed una sempre più attenta cernita delle uve atte all'appassimento.


Questa evoluzione è segnata anche da nuove interpretazioni del vino di Valtellina, come il Valtellina Superiore D.O.C.G "Crespino" di Aldo Rainoldi. Nato nel 1995 con il preciso intento di offrire un vino di alto profilo che potesse avvicinare ai vini valtellinesi un maggior numero di potenziali estimatori, la famiglia Rainoldi lo ha

concepito un po' come quando i cuochi rivisitano un piatto della tradizione per renderlo più leggero o digeribile: gli ingredienti sono sempre quelli (vitigno e territorio), mentre la preparazione ha subito aggiustamenti (non più un vino con partenze lente, che esprime il meglio di sé negli anni, bensì un vino da lungo affinamento con una buona beva già dopo un paio di anni).


Abbiamo lanciato una domanda e proposto alcune risposte, ma in conclusione la miglior soluzione al nostro interrogativo può essere trovata da Voi degustando nei Ristoranti, nelle Enoteche o direttamente presso le Cantine che aderiscono al Circuito di Wine & More, facendo incontrare i Vostri gusti con le proposte di selezionati "Artisti dei Sapori" valtellinesi!




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